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Indagini Archeologiche Strumentali nelle Acque di Marettimo

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Anteprima della tesi: Indagini Archeologiche Strumentali nelle Acque di Marettimo, Pagina 14
La sua tesi fu ripresa nel 1957 dal Prof. Pocock dell’Università di Canterbury, il
cui saggio fu ripescato in uno scaffale della Biblioteca Fardelliana di Trapani da
Nar Scammacca, ricercatore appassionato e curioso della storia antica isolana,
che in collaborazione con la moglie pubblicò una traduzione dello scritto in
lingua italiana. Secondo la teoria di Pocock Levanzo fu la Zacinto del regno di
Ulisse, Favignana fu Sama e Marettimo la sua adorata Itaca.
31 
Il mito dei luoghi
in cui fu ambientata l’Odissea, così lontano e nebbioso, probabilmente resterà
per sempre un’incognita, e la leggenda che vide in Marettimo la casa di Ulisse
non potrà mai essere svelata perché se già più di un secolo fa, quel poco che era
sopravvissuto all’azione distruttiva della natura e all’intervento dell’uomo, era
sul punto di scomparire, oggi non ne rimane più nulla.
Nel corso delle numerose escursioni effettuate dal sottoscritto intorno all’isola,
e in particolare in quella del 5 gennaio 2011, nella quale mi ero prefisso di
ripercorrere le orme di Butler, non sono riuscito a individuare nessuno dei resti
indicati dall’inglese. Solo alle spalle della Craparizza, se pur con molta fantasia, 
fra i bassi arbusti che ricoprono la spianata, è possibile intravedere una bassa 
struttura rocciosa circolare, molto frazionata, formata, forse, naturalmente da
ammassi rocciosi emergenti dal sottosuolo, che nulla sta a indicare senza
un’adeguata indagine archeologica all’interno dell’area circoscritta dove, in 
superficie, non vi è comunque alcuna traccia di cultura materiale.
La macchia mediterranea che caratterizza Marettimo, dopo l’abbandono dei
terreni coltivati nel corso della metà del XX secolo, ha trovato libero sfogo
ricoprendo ogni zona pianeggiante dell’isola che non presenti una pineta o 
strutture antropiche, arrivando persino nei più inaccessibili anfratti della
montagna.
La ricerca di eventuali resti di opere murarie e abitative dovrebbe essere svolta
per mezzo di fotografie aeree cercando di individuare eventuali tracce nascoste
dalla vegetazione esistente. Quest’ultimo è uno tra i più utilizzati strumenti 
d’indagine per il campo di studi della Topografia Antica, una delle fonti da cui
trarre informazioni nel corso di una ricerca. Occorre precisare che in una foto
aerea non bisogna leggere solo la parte antica, bisogna invece fare una lettura 
complessiva dell’immagine, individuando anzitutto gli elementi moderni, sia 
31 
BERNARDI 1981, pp. 73b75. 
15
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Informazioni tesi

  Autore: Antonino Venza
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali
  Relatore: Sebastiano Tusa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 139

FAQ

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