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Joseph Beuys nel segno della pedagogia. Arte e Politica

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Anteprima della tesi: Joseph Beuys nel segno della pedagogia. Arte e Politica, Pagina 6
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Visione estetica 
L’estetica è la filosofia (a basi scientifiche), che studia i fenomeni per i quali la produzione artistica 
si manifesta, indaga i criteri di valore della determinazione del Bello e attraverso la Bellezza spiega 
alcune delle predisposizioni insite nell’essere umano. Ufficialmente l’inizio della ricerca estetica si 
ha nel 1750 con la pubblicazione del libro di Baumgarden “Aesthetica”, ricerca al quale moltissimo 
parteciperanno.  
Immanuel Kant, di ispirazione illuminista, ideò basi teoriche adeguate; leggi razionali che definirono 
condizioni universali entro le quali circoscrivere tradizioni metafisiche, etiche, estetiche e religiose. 
Queste leggi facevano parte di una scienza che studiava tutti i principi a priori della sensibilità con i 
quali indicare inequivocabilmente “verità certe”.  
La dottrina di Kant è l’estetica trascendentale nel quale egli ricercava punti di contatto tra sentimenti 
e condizioni comuni di giudizio e comunicabilità presenti nella coscienza dell’essere, principi basati 
esclusivamente sull’oggettività. Questi ultimi, dichiara, sono elementi che ogni uomo possiede e che 
non subiscono influenze di pensiero. Le qualità di organizzazione e categorizzazione mentale del 
mondo, la costruzione psichica di forme (gestalt) e concetti, è una qualità già presente in noi, è ciò 
che realizziamo, indipendentemente, per dare un’armonia al caos. Due dei capisaldi dello studio 
scientifico e metafisico, sono lo spazio e il tempo, astrazioni mentali con i quali l’uomo partecipa allo 
svolgimento del mondo. L’estrinseco, che si manifesta davanti a noi, è l’insieme di rappresentazioni 
che si creano, unicamente, attraverso il nostro sistema sensorio, dunque dentro di noi. Solamente 
attraverso questa condizione l’uomo vede il mondo esterno, per questo Kant segue, la filosofia del 
limite, che esclude del tutto l’esperienza soggettiva (cosa non certa) a causa delle sue condizioni 
mutevoli e suggestionabili. Il limite è stabilito dai confini della percezione sensoria, con il quale si 
definiscono leggi assolute seguendo delle razionalità intellettuali. La morale e l’etica, impostazioni 
dell’uomo nella vita, sono prodotti dell’uomo e universalmente validi, creazioni della ragione. La 
morale segue le leggi dell’imperativo cioè dettate dal dovere, Kant li distingue in: ipotetico, dove 
viene presa in considerazione la volontà, ipotesi di un dovere con un fine determinato, e categorico, 
che segue un dovere assoluto a prescindere dal fine. L’esperienza empirica dunque non è 
contemplata; viene portata ad essere svincolata dai differenti soggetti, influenzata dal giudizio, 
capacità dimorata nell’interiorità dell’uomo, differente di persona in persona. Questi concetti sono 
necessari per la comprensione della sua considerazione della visione d’estetica. L’esperienza 
artistica è un dato di fatto, universalmente sentita e sperimentata ed individualmente provata e 
giudicata dall’essere. Il Bello, elemento di studio centrale dell’estetica, è un discorso affrontato da 
Kant senza alcuna legge dimostrabile scientificamente. Il Bello non è già presente nelle cose in sé 
ma è una qualità, conseguita dall’esperienza provata in relazione con quell’oggetto, presente a priori 
nell’interiorità umana. Il giudizio estetico innalza l’oggetto in analisi a prodotto artistico universale. 
Una delle manifestazioni più ampliamente definite dall’uomo come “Bello” è in riferimento alla natura.
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Informazioni tesi

  Autore: Miriam Lampredi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Accademia di Belle Arti
  Facoltà: Accademia di Belle Arti
  Corso: Pittura
  Relatore: Luca Cesari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

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