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L'emergenza ambientale dei rifiuti marini di plastica e microplastica nel diritto internazionale

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Anteprima della tesi: L'emergenza ambientale dei rifiuti marini di plastica e microplastica nel diritto internazionale, Pagina 4
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riciclatori sono da considerarsi come produttori ai sensi del REACH e quindi devono 
soddisfare gli stessi obblighi predisposti per i produttori di plastica vergine. Una terza 
difficoltà deriva dal fatto che i produttori di rifiuti, che riforniscono i riciclatori, non 
sono obbligati a preparare schede di dati sulla sicurezza (non essendo i rifiuti regolati 
dal sistema REACH). I riciclatori, infatti, dovranno affrontare l’arduo compito di 
identificare la composizione dei rifiuti di plastica anche allo scopo di distinguerne 
eventuali proprietà pericolose per le quali occorra richiedere le dovute autorizzazioni, 
processo complicato oltretutto dal principio generale che regola questi permessi, per il 
quale vige il divieto per tutti gli usi della sostanze cancerogene o mutagene tranne quelli 
espressamente concessi. Se i riciclatori riescono a verificare nei rifiuti la presenza di 
sostanze pericolose, e quindi la necessità di attenersi ai menzionati doveri, la richiesta 
delle autorizzazioni è comunque un procedimento generalmente lungo e costoso
231
. 
Inoltre, l’intento contenuto nel sistema REACH di promuovere la sostituzione delle 
sostanze pericolose a favore di alternative più sostenibili per l’ambiente e per la salute 
umana comporta che la durata nel tempo delle autorizzazioni ottenute sia ristretta e la 
validità soggetta al ritiro o emendamento delle stesse da parte della Commissione, che si 
adegua gradualmente ai progressi scientifici in materia di valutazione dei rischi. Il 
continuo aggiornamento delle liste delle sostanze per l’uso delle quali è obbligatorio 
richiedere l’autorizzazione, infine, determina in molti casi ostacoli burocratici per i 
riciclatori di rifiuti contenenti sostanze divenute oggetto di restrizioni in tempi 
successivi all’immissione sul mercato dei prodotti
232
. 
L’obiettivo dichiarato del regolamento REACH è la protezione dell’ambiente e della 
salute umana dai rischi delle sostanze chimiche prodotte, importate e commercializzate 
nell’Unione europea, e non il trattamento dal punto di vista legislativo dei rifiuti. 
Ciononostante, gli obblighi in esso contenuti di registrazione, valutazione, 
autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche gravano maggiormente sui 
produttori a monte della catena di produzione della plastica vergine, in contrasto con il 
principio di responsabilità estesa del produttore per la tutela dell’ambiente, promosso, a 
livello europeo, in particolare da normative come la direttiva 2008/98/CE sui rifiuti. La 
                                                             
231
 Ibidem, p. 273. 
 
232
 Ibidem, p. 274.
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Informazioni tesi

  Autore: Marina Zappettini
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Giovanna Adinolfi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

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Parole chiave

unione europea
plastica
diritto del mare
convenzione internazionale
diritto internazionale dell'ambiente
microplastica
polimeri sintetici
rifiuti marini
plastica monouso
plastic strategy

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