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L'emergenza ambientale dei rifiuti marini di plastica e microplastica nel diritto internazionale

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Anteprima della tesi: L'emergenza ambientale dei rifiuti marini di plastica e microplastica nel diritto internazionale, Pagina 7
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attori coinvolti” nella catena di produzione degli articoli, inclusi i “gestori pubblici o 
privati di rifiuti” e le autorità nazionali, regionali e urbane. Fisseranno obiettivi in linea 
con la gerarchia dei rifiuti che rispettino quanto disposto, inter alia, dalla direttiva sugli 
imballaggi e i rifiuti di imballaggio e garantiranno procedure di trasmissione di rilevanti 
informazioni riguardo ai prodotti immessi sul mercato che specifichino le modalità di 
raccolta e trattamento post uso, e si asterranno da provvedimenti discriminatori dei 
produttori in base alla loro origine o dimensione. I detentori dei rifiuti saranno informati 
e incentivati alla prevenzione dei rifiuti, oltre che all’utilizzo degli impianti di riutilizzo, 
ritiro e raccolta, mentre i produttori dovranno coprire i costi per i prodotti da loro 
immessi relativi alla raccolta e il trattamento dei rifiuti e di informazione dei detentori. 
 
Per quanto riguarda le emissioni di plastica e microplastica nell’ambiente marino, 
invece, l’Unione ha intenzione di favorire l’attuazione dei piani d’azione degli Stati in 
relazione allo stato ecologico delle aree considerate dalla direttiva quadro sulla strategia 
per l’ambiente marino 2008/56/CE e il monitoraggio dei rifiuti presenti nelle acque 
europee. Focus di eventuali future direttive sarà l’armonizzazione di standard di 
etichettatura e marcatura della plastica compostabile e biodegradabile, oltre che la 
riduzione del rilascio non intenzionale di microplastica proveniente dall’usura di 
pneumatici, vistiti e pittura. Le fonti marine di emissione dei rifiuti, già contemplate 
della direttiva 2000/59/CE concernente gli impianti portuali di raccolta per i rifiuti 
prodotti dalle navi e i residui del carico, sono diventate oggetto della nuova direttiva 
2019/883
240
, che ha abrogato la precedente. Le disposizioni in materia di recupero dei 
costi degli impianti portuali sono state ampliate nel senso di includere la riscossione di 
tariffe indirette, pagate dalle navi a prescindere dal conferimento da parte di queste di 
rifiuti alle menzionate infrastrutture (art. 8). Le tariffe saranno dovute anche dai 
pescherecci e imbarcazioni da diporto, in modo tale da impedire la dispersione in mare 
degli scarti di attrezzatura da pesca e altri rifiuti ivi rimasti intrappolati. Gli oneri 
economici variano proporzionalmente rispetto alla quantità di rifiuti rilasciati 
nell’impianto e a seconda della categoria, traffico e dimensioni della nave, anche se 
                                                             
240
 Direttiva (UE) 2019/883 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 relativa agli 
impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che modifica la direttiva 
2010/65/UE e abroga la direttiva 2000/59/CE. Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 7 
giugno 2019 (L 151/116) e visitabile alla pagina https://eur-lex.europa.eu (ultimo accesso il 31/05/2020).

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Informazioni tesi

  Autore: Marina Zappettini
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Giovanna Adinolfi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

FAQ

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Parole chiave

unione europea
plastica
diritto del mare
convenzione internazionale
diritto internazionale dell'ambiente
microplastica
polimeri sintetici
rifiuti marini
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