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L'influenza della pubblicità sul bambino, immagini di Oliviero Toscani

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Anteprima della tesi: L'influenza della pubblicità sul bambino, immagini di Oliviero Toscani, Pagina 5
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Con la riforma della RAI, nel 1975
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, e l’inizio delle trasmissioni del terzo canale, nel 1979, nacquero 
nuovi modi per costruire il palinsesto. Alla terza rete venne affidato il compito di proporre una 
televisione “colta”, con la trasmissione di programmi di cultura, musica classica, lirica, notiziari oltre 
allo sport. Le nuove esigenze commerciali, inoltre, decretarono la fine della pubblicità/spettacolo di 
Carosello nel 1977.  
Spuntarono poi, le prime televisioni private, la comunicazione pubblicitaria si modificò e i filmati 
diventarono più brevi e martellanti: nacque lo spot, da un massimo di 60 secondi scese 
progressivamente a tempi più stretti, sviluppando le idee in spazi brevissimi. Accanto allo spot fecero 
la loro comparsa anche le telepromozioni e le televendite all’interno dei programmi, i promo dei 
programmi stessi e le sovraimpressioni dei brand aziendali.  
La programmazione televisiva subì dei cambiamenti, anche per quanto riguarda il palinsesto per i più 
giovani, la Rai rinunciò a quella funzione “educatrice” che ne aveva caratterizzato l’offerta e si pose 
come obiettivo lo stabilire un rapporto di fedeltà con l’audience. 
 
 
1.2 L’evoluzione dello spot per bambini 
La pubblicità ha subìto delle evoluzioni nel corso del tempo, per quanto riguarda quelle indirizzate ai 
bambini, si caratterizzano maggiormente per i cambiamenti riconducibili agli aspetti formali del 
registro sonoro e visivo (voce, musica, jingle, frequenza dei cambi di immagine, colore), rispetto ai 
contenuti che rimangono di sfondo alla presentazione del prodotto. 
Il messaggio tende a valorizzare sempre più l’‘avere’ rispetto al ‘fare’, con la proposta del prodotto 
in termini di facile possesso. 
Una forma di slogan tipico per bambini, ma non solo, è il jingle
3
, che associa le parole ad una 
canzoncina, con ritmo scandito e ritornelli ripetuti, poiché i messaggi pubblicitari associati ad una 
canzone sono ricordati meglio, e l’effetto, è maggiore quando il bambino ha l’occasione di 
canticchiare più volte la canzone in altri contesti. Inoltre, nel caso di prodotti di abbigliamento o di 
accessori per la scuola, i colori utilizzati per la pubblicità richiamano quelli del packaging 
4
del 
prodotto, per favorire la riconoscibilità di quest’ultimo.  
 
                                                           
2
 La nuova disciplina della Radiotelevisione Italiana disposta con l'emanazione della legge 14 aprile 1975, n. 103. Il 
provvedimento introdusse nuove norme in materia di diffusione radiotelevisiva in Italia. 
3
 Utilizzato per spot o radiofonici, consiste nell’affidare il messaggio a una colonna musicale cantata, facile da 
ricordare, che dovrebbe contenere il nome del prodotto. 
4
 Letteralmente “confezione”, oltre alla funzione di proteggere e conservare il prodotto deve garantirgli un valore 
aggiunto sul piano estetico comunicando attributi come qualità, affidabilità, ricercatezza.
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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Mallegni
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Veronica Neri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

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Parole chiave

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