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L'invidia nelle rappresentazioni artistiche, letterarie e religiose

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Anteprima della tesi: L'invidia nelle rappresentazioni artistiche, letterarie e religiose, Pagina 2
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INTRODUZIONE 
 
L’invidia è un’emozione composita e complessa, costitutiva delle relazioni sociali e uno 
dei regolatori costanti e sistematici di quelle stesse relazioni. 
Riguarda la passione dello sguardo, nell’ambiguo significato dell’attrazione e del patire. 
A seconda di come si riesce ad elaborarla, tra psiche e cultura, l’invidia ci spinge a cercare 
oltre quello che siamo e abbiamo già, in territori che altrimenti non frequenteremmo, 
oppure ci induce alla ricerca del male dell’altro, della distruzione della sua soddisfazione 
per noi insopportabile. 
Diversamente dalle altre emozioni che intervengono nelle nostre relazioni è situata 
paradossalmente in posizione polare: essere invidiati può essere socialmente prestigioso; 
essere invidiosi è unanimemente stigmatizzato come disdicevole e deprecabile.  
Oltre a rivolgersi verso gli altri l’invidia può riguardare se stessi e nel caso in cui si 
afferma la bellezza del proprio progetto diviene evidente la forza generativa dell’invidia 
come seme della creazione di sé e dell’inedito sperimentarsi. Spesso succede, infatti, che il 
“nuovo” di qualcuno, ciò che un altro crea o inventa di inedito e distintivo, sia per noi 
intollerabile. 
Nelle relazioni lavorative, a scuola, nella vita di ogni giorno si svolgono i piccoli e 
grandi drammi del riconoscimento attraverso l’altro e nell’altro e le propensioni alla sua 
negazione. Che scatti, affermandosi, il riconoscimento o prevalga, invece, la propensione 
alla negazione, anche distruttiva, dipende da una complessa varietà di dinamiche 
relazionali e profonde in cui l’invidia sembra svolgere un ruolo non secondario. 
Nell’iconografia classica l’invidia è rappresentata con un sistematico ricorso alle 
categorie del brutto e  associata al deforme e al deformante. Il complesso intreccio di 
sentimenti viene efficacemente rappresentato  ritraendo l’invidioso come personaggio dai 
tratti eccessivi, caricaturali, solitamente impegnato a osservare da lontano, con sguardo 
torvo e malevolo, la legittima soddisfazione di qualcuno. 
Il senso comune e le concezioni dominanti dell’invidia la connotano quasi 
esclusivamente in senso negativo, operando una tacita trasposizione di quella che è stata ed 
è la sua visione di peccato capitale nella tradizione giudaico-cristiana: l’invidia come 
disdicevole, come peccaminosa e da evitare. 
Quello che l’invidia fa è porci di fronte a un bivio: elaborare la tendenza a sentire 
l’invidia e ad uscirne in una direzione creativa e generativa che ci porta “fuori di noi” verso 
un’ulteriore possibilità di noi stessi trasformandola di fatto in emulazione, o in una

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L'invidia nelle rappresentazioni artistiche, letterarie e religiose

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Informazioni tesi

  Autore: Melania Cabato
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Pontificia Università Salesiana
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Salvatore Capodieci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

FAQ

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Parole chiave

confronto
invidia
mancanza
emulazione
dolore mentale
invidia positiva
emozione secondaria
invidia negativa

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