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La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali

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Anteprima della tesi: La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali, Pagina 12
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afferma la brevettabilità del materiale biologico, anche se preesistene in natura, tramite 
un elenco di natura non esaustiva nel quale sono compresi: a) i materiali biologici isolati 
o prodotti tramite un procedimento tecnico; b) i procedimenti tecnici di produzione, 
lavorazione o impiego di un materiale biologico; c) le nuove applicazioni di materiali 
biologici o procedimenti tecnici già brevettati; d) le invenzioni relative ad elementi 
isolati dal corpo umano o prodotti tramite un procedimento tecnico, la cui funzione e 
applicazione industriale sia stata concretamente indicata e descritta, ed infine e) le 
invenzioni riguardanti piante o animali purchè la loro applicazione non sia limitata all’ 
ottenimento di quella varietà vegetale o specie animale. Possono, quindi, esser brevettati 
tutti quei procedimenti che non “consistano esclusivamente” in metodi naturali, ma che 
incorporino almeno una fase tecnica
265
. 
È ormai pacifico che l’ utilizzo di materiale biologico già presente in natura 
possa dar vita ad un’ invenzione validamente brevettabile grazie allo sviluppo delle 
tecniche d’ intervento umano. Infatti ciò che contraddistingue le “scoperte-invenzioni” 
brevettabili da quelle escluse dalla brevettabilità è da rinvenirsi proprio nel contributo 
dell’ uomo, cioè nella sua opera di isolamento o produzione con procedimenti tecnici, 
intervento che si pone come pre-condizione per accedere alla brevettabilità
266
. In tal 
modo si distingue nettamente l’ invenzione da “realtà meramente conoscitive”, 
accordandosi il brevetto anche a trovati che presentino una struttura identica a quella di 
un elemento naturale
267
. 
Secondo alcuni, la maggior parte delle invenzioni biotecnologiche per le quali si 
ottiene il brevetto, al giorno d’oggi, sarebbero costituite da kit diagnostici e vaccini, 
realizzati grazie all’ opera di “decodifica” del DNA dei virus, invenzioni che a prima 
vista potrebbero sembrare mere scoperte, ma che invece sono rese brevettabili perché 
ciò che conta, ciò che deve essere visto come l’ oggetto del brevetto non è la scoperta in 
sé, ma l’ applicazione industriale che questa ha reso possibile, come si desume dall’art. 
52 della Convenzione sul brevetto europeo
268
. L’ elemento determinante, quindi, ai fini 
dell’ “accesso all’ area della brevettabilità” sarebbe dato dalla funzione del trovato
269
. 
Il tema della brevettabilità degli elementi del corpo umano è stato a lungo 
dibattuto soprattutto a causa dei risvolti etici coinvolti, infatti, durante i lavori 
preparatori per l’ adozione della Direttiva 98/44/CE, vi era chi sosteneva la loro non 
brevettabilità, come la Commissione per lo sviluppo e la cooperazione, la quale, in un 
suo parere affermò che fare del materiale genetico umano oggetto di proprietà 
intellettuale potrebbe portare ad una “corsa all’ oro genetica” che offende la dignità 
umana. Altri, al contrario, sostenevano la brevettabilità di tali elementi solo in alcuni 
casi, visione che fu poi accolta dalla Commissione e trasposta nella Direttiva, la quale 
oggi ne riconosce la brevettabilità all’ art. 5 comma 2. Questa norma è giustificata 
                                                 
265
 C. GALLI, Le nuove frontiere del diritto dei brevetti, Giappichelli, Torino, 2003, p. 29 
266
 G. GUGLIELMETTI, La brevettazione delle scoperte- invenzioni, in Riv. dir. ind., I, 1999, p. 97 
267
 A. BERGHÈ LORETI, L. MARINI, La protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, in Dir. 
U.E., 1999, p. 787 
268
 A. V ANZETTI, V . DI CATALDO, Manuale di diritto industriale, Giuffrè, Milano, 2012, p. 490 ss. 
269
 R. ROMANO, Brevetti e artefatti biologici, Giappichelli, Torino, 2012, p. 75, la quale afferma che in 
assenza di una funzione innovativa che risponda ai requisiti di brevettabilità, poco importa che il trovato 
sia più o meno differente dal suo stato naturale.

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La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Foschi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Musso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

FAQ

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Parole chiave

biotecnologie
salute
brevetto
corte di giustizia
invenzioni
cellule staminali
embrioni
proprietà industriale
dignità umana
direttiva 44/98

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