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La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali

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Anteprima della tesi: La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali, Pagina 4
51 
 
interpretato come “non preesistenza in natura” del materiale biologico oggetto dell’ 
invenzione. La Direttiva comunitaria a riguardo stabilisce all’ art. 3 comma 2 che se 
anche un materiale sia già presente in natura, ciò “non ne impedisce la brevettabilità”
214
, 
così come stabilito a livello nazionale dall’ art. 81 quater, comma 1, lett. a) c.p.i. È stato 
osservato in dottrina come il materiale biologico realizzato con tecniche di DNA 
ricombinante, ad esempio, sia totalmente diverso da quello già esistente in natura, per il  
fatto che viene prodotto tramite un procedimento tecnico in un contesto sganciato dall’ 
ambiente naturale e a ciò si aggiunge il fatto, poi, che esso risulta caratterizzato da un 
“maggior grado di purezza ed efficacia”
215
. Relativamente, invece, all’ ottenimento di 
prodotti già esistenti in natura con tecniche tradizionali, quali l’ isolamento dall’ 
ambiente naturale, il trovato può ritenersi nuovo se non era immediatamente e 
direttamente accessibile nello stato della tecnica
216
. Quindi un elemento naturale che 
non sia ancora stato reso accessibile può essere brevettato, anche se solamente isolato 
dal suo ambiente, perché finchè l’ uomo non interviene per la prima volta isolando il 
materiale, esso non è considerato accessibile
217
. 
 
1.2. L’originalità 
 
In base a questo requisito, denominato da parte della dottrina “novità 
intrinseca”
218
, per distinguerlo dalla “novità estrinseca” relativa alla presenza o meno 
del prodotto nello stato della tecnica, l’ invenzione non deve costituire lo “sviluppo 
ovvio” di innovazioni già conosciute
219
. Esso richiede un “inventive step”, uno “sforzo 
di originalità” che renda l’ invenzione non banale
220
. L’ articolo 48 del c.p.i. e l’ art. 56 
CBE lo descrivono in questo modo: “un’ invenzione è considerata come implicante un’ 
attività inventiva se, per una persona esperta del ramo, essa non risulta in modo 
evidente dallo stato della tecnica”. Lo stato della tecnica da prendere in considerazione 
ai fini del giudizio di originalità non coincide con quello relativo al requisito di novità, 
infatti qui si prendono in considerazione solo quelle anteriorità che sono state “rese 
accessibili al pubblico nel territorio dello Stato o all’ estero prima della data di 
deposito della domanda di brevetto mediante una descrizione scritta od orale, un’ 
utilizzazione o qualsiasi altro mezzo” e non anche le domande segrete
221
.  
                                                 
214
 G. COLANGELO, La tutela delle invenzioni biotecnologiche in Europa e negli Stati Uniti alla luce dei 
casi Brüstle e Myriad Genetics, in Giur. comm., I, 2012, p. 37 
215
 L. ALBERTINI, L’ invenzione biotecnologica: requisiti di brevettabilità ed estensione della protezione, 
in Contr. impr., 2007, p. 1065 
216
 G. SENA, L’ importanza della protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, in Riv. dir. ind., I, 
2000, p. 68 
217
 G. AGLIALORO, Il diritto delle biotecnologie, Giappichelli, Torino, 2006, p. 20, il quale osserva che 
l’ unico vero ostacolo circa il riconoscimento della novità dei trovati biotecnologici nasce dai pregiudizi, 
ancora troppo diffusi, sull’ opportunità di applicare lo strumento brevettuale alla materia vivente. L’ autore 
afferma che il brevetto non ostacola la diffusione delle conoscenze scientifiche ma, al contrario, la 
incentiva e si pone al servizio degli enti di ricerca, attribuendo prestigio agli innovatori. 
218
 M. CARTELLA, Requisiti dell’ invenzione, in V . FRANCESCHELLI (a cura di), Brevetti, marchio, 
ditta, insegna, I, Utet, Torino, 2003, p. 44 
219
 G. AGLIALORO, Il diritto delle biotecnologie, Giappichelli, Torino, 2001, p. 105 
220
 A. STAZI, Innovazioni biotecnologiche e brevettabilità del vivente, Giappichelli, Torino, 2012, p. 22 
221
 S. BERGIA, Commento all’ art. 48 c.p.i., in A. VANZETTI (a cura di), Codice della proprietà

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La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Foschi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Musso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

FAQ

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Parole chiave

biotecnologie
salute
brevetto
corte di giustizia
invenzioni
cellule staminali
embrioni
proprietà industriale
dignità umana
direttiva 44/98

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