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La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali

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Anteprima della tesi: La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali, Pagina 5
52 
 
L’ attività inventiva consiste in un incremento del patrimonio tecnico 
preesistente non raggiungibile attraverso il normale utilizzo delle conoscenze tecniche 
disponibili. Qualsiasi piccolo progresso tecnico integra un’ invenzione se non è 
conseguibile da un esperto del ramo con le sue ordinarie conoscenze e capacità 
finanziarie e tecniche, intendendosi per esperto del ramo un tecnico in grado di attuare 
solo procedure già sperimentate e conosciute, un operatore medio e non “figure 
eccellenti o depresse”
222
. 
Ma nella prassi anche lo sforzo inventivo minimo è diventato suscettibile di 
brevettazione. Il giudizio di originalità di un’ invenzione equivale a “non evidenza per il 
tecnico medio del settore”, giudizio caratterizzato da una grande incertezza a livello 
giurisprudenziale, che non mantiene mai certi standard assoluti. Analizzando la prassi 
degli Uffici brevettuali si nota la tendenza a “superbrevettare”, ovvero a concedere 
brevetti con molta facilità a causa del basso livello di originalità che viene richiesto
223
. 
In questo modo la ricerca e lo sviluppo potrebbero essere paralizzati perchè non si 
sarebbe più orientati a ricercare trovati davvero originali, venendo il diritto di esclusiva 
conferito senza tener conto di alcuna meritevolezza, con l’ effetto di “appiattire” l’ 
apporto delle invenzioni brevettate
224
. Questo processo di abbassamento dello standard 
di originalità richiesto è maturato già dagli anni 80 quando, piuttosto che tenere conto 
del valore e dell’ importanza dell’ invenzione, del contributo al progresso scientifico 
realmente ottenuto, iniziava a farsi leva su altri criteri più flessibili relativi alla “non 
evidenza” del trovato allo stato della tecnica, alla soddisfazione di un bisogno umano, al 
semplice miglioramento degli elementi già esistenti, criteri che tendono a premiare ogni 
minimo apporto creativo
225
. Si verifica in tal modo un “annacquamento” di questo 
requisito che rischia di perdere il suo originale significato
226
. 
L’ originalità dovrebbe segnare il confine tra ciò che costituisce l’ evoluzione 
naturale di ogni settore della tecnica, che potrebbe essere realizzato da qualunque 
operatore del settore e che, quindi, non merita il brevetto e ciò che, invece, è il risultato 
di un contributo creativo, di un’ idea che supera le normali prospettive di evoluzione
227
. 
Si tratta di valutare se per il tecnico medio del settore, al momento del deposito della 
domanda, un trovato discenda in modo evidente dallo stato della tecnica, cioè se sarebbe 
stato in grado di concepirlo egli stesso, valutazione che si concreta in un giudizio 
esposto a rischio di soggettività
228
. Per cercare di limitare e circoscrivere il più possibile 
tale rischio, mai del tutto eliminabile, sono stati individuati degli elementi, degli indizi 
di evidenza e non evidenza
229
. 
                                                                                                                                               
industriale, Giuffrè, Milano, 2013, p. 670 
222
 V . DI CATALDO, L’ originalità dell’ invenzione, Giuffrè, Milano, 1983, p. 68 
223
 A. V ANZETTI, V . DI CATALDO, Manuale di diritto industriale, Giuffrè, Milano, 2012, p. 409 
224
 A. MUSSO, Brevetti per invenzioni industriali e modelli d’ utilità, Zanichelli, Torino, 2013, p. 160  
225
 A. PIZZOFERRATO, Brevetto per invenzione e biotecnologie, in F. GALGANO (a cura di), Trattato 
di diritto commerciale e di diritto pubblico dell’ economia, Cedam, Padova, 2002, p. 163 
226
 G. BIANCHETTI, G. PIFFERI, Il requisito evanescente dell’ attività inventiva delle invenzioni 
chimiche e biotecnologiche, in Dir. ind., 2000, p. 10 
227
 M. CARTELLA, Requisiti dell’ invenzione, in V . FRANCESCHELLI (a cura di), Brevetti, marchio, 
ditta, insegna, I, Utet, Torino, 2003, p. 46 
228
 V . DI CATALDO, L’ originalità dell’ invenzione, Giuffrè, Milano, 1983, p. 78 
229
 S. BERGIA, Commento all’ art. 48 c.p.i., in A. VANZETTI (a cura di), Codice della proprietà
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Informazioni tesi

  Autore: Sara Foschi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Musso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

FAQ

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Parole chiave

biotecnologie
salute
brevetto
corte di giustizia
invenzioni
cellule staminali
embrioni
proprietà industriale
dignità umana
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