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La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali

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Anteprima della tesi: La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali, Pagina 8
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un gene o di una sua sequenza parziale, “l’ indicazione concreta dell’ applicazione 
industriale nella richiesta di brevetto” che va a delimitare l’ ambito di estensione della 
privativa. L’ indicazione di usi meramente potenziali del trovato non soddisfa il 
requisito dell’ industrialità, che richiede invece l’ indicazione di un uso industriale 
“specifico, sostanziale e credibile”
242
. Considerate le particolari caratteristiche delle 
invenzioni biotecnologiche, aventi per lo più ad oggetto materiale vivente capace di 
riprodursi, esse sono sicuramente ripetibili, ma la loro riproducibilità in termini costanti 
non è assicurata, considerate le mutazioni naturali che si possono verificare
243
. Per 
evitare, quindi che esse siano ritenute non brevettabili per mancanza di industrialità, si 
ritiene soddisfatto tale requisito nel momento in cui sia indicata nella domanda 
brevettuale, un’ applicazione pratica, un’ utilità del materiale biologico anche 
meramente potenziale, purchè concretamente indicata
244
. Il rilievo dell’ industrialità ai 
fini di una valida brevettazione si desume anche dall’ articolo 81 quater, comma 1, lett. 
d) C.p.i. che ammette al brevetto un elemento del corpo umano purchè isolato o 
prodotto tramite un procedimento tecnico, anche se identico ad un elemento già presente 
in natura, a condizione che sia concretamente indicata e descritta la sua funzione. Da ciò 
si desume che anche una scoperta è brevettabile, se la domanda di brevetto indica questi 
valori
245
. L’ industrialità designa la reale probabilità che l’ invenzione biotecnologica 
possa realizzare in modo “sufficientemente omogeneo e stabile” il risultato promesso, 
con ciò permettendo la brevettabilità anche di quei trovati biotecnologici dotati di mera 
“credibilità”, che non hanno ottenuto l’ inoppugnabile riscontro dei loro risultati, ma che 
presentano “variazioni limitate”
246
. Ai fini di questo requisito si ritiene, quindi, 
sufficiente che la ricerca sia giunta ad uno stadio di sperimentazione per cui si possa 
presumere che quel prodotto dia certi risultati
247
. 
L’ utilità dell’ invenzione non può essere intesa in senso patrimoniale come 
convenienza economica della sua attuazione, ma deve essere piuttosto interpretata come 
soddisfacimento dei bisogni dell’ umanità. L’ assenza di un valore economico o tecnico 
resta irrilevante per la valida brevettazione
248
. La brevettabilità, infatti, non può 
dipendere dal fatto che un trovato sia più utile di trovati già conosciuti, in quanto l’ 
utilità è un valore la cui misurazione è assai complicata e in un sistema concorrenziale 
la sua valutazione deve essere lasciata al mercato, il solo in grado di quantificarla
249
. 
                                                 
242
 A. BONFANTI, La brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche legate al corpo umano e la tutela 
dei diritti fondamentali dell’ uomo, in N. BOSCHIERO (a cura di), Bioetica e biotecnologie nel diritto 
internazionale e comunitario. Questioni generali e tutela della proprietà intellettuale, Giappichelli, 
Torino, 2006, p. 211 
243
 G. CAFORIO, Le invenzioni biotecnologiche nell’ unità del sistema brevettuale, Giappichelli, Torino, 
1995, p. 12 
244
C. GALLI, Le nuove frontiere del diritto dei brevetti, Giappichelli, Torino, 2003, p. 20 
245
 G. AGLIALORO, Il diritto delle biotecnologie, Giappichelli, Torio, 2001, p. 106 
246
 G. CAFORIO, I trovati biotecnologici tra principi etico- giuridici e il codice di proprietà industriale, 
Giappichelli, Torino, 2006, p. 49 
247
 A. PIZZOFERRATO, Brevetto per invenzione e biotecnologie, in F. GALGANO (a cura di), Trattato 
di diritto commerciale e di diritto pubblico dell’ economia, Cedam, Padova, 2002, p. 166 
248
 S. BERGIA, Commento all’ art. 49 C.p.i., in A. VANZETTI (a cura di), Codice della proprietà 
industriale, Giuffrè, Milano, 2013, p. 682 ss. 
249
 M. CARTELLA, Requisiti dell’ invenzione, in V . FRANCESCHELLI (a cura di), Brevetti, marchio, 
ditta, insegna, I, Utet, Torino, 2003, p. 31

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La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Foschi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Musso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

FAQ

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Parole chiave

biotecnologie
salute
brevetto
corte di giustizia
invenzioni
cellule staminali
embrioni
proprietà industriale
dignità umana
direttiva 44/98

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