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La degenerazione del regime detentivo speciale in vendetta di Stato

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Anteprima della tesi: La degenerazione del regime detentivo speciale in vendetta di Stato, Pagina 3
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Si viveva una situazione in cui numerosi gruppi clandestini armati, 
fortemente politicizzati, dei quali le Brigate Rosse rappresentano il modello 
meglio organizzato e più duraturo nel tempo, intrapresero la lotta armata come 
“via principale della lotta di classe”
1
. Ciò non poteva significare altro che uno 
scontro frontale e violento con i poteri dello Stato e dei “capitani d’industria”: 
parafrasando le parole di De Andrade, a cui Renato Curcio
2
 si rifaceva per il suo 
programma di lotta, la città è oggi il cuore del sistema, il centro organizzativo 
dello sfruttamento dell’enstablishment economico-politico. “Ma è anche il punto 
più debole del sistema, dove le contraddizioni appaiono più acute, dove il caos 
organizzato che caratterizza la società tardo capitalista appare più evidente. È qui 
nel suo cuore che il sistema va colpito”
3
 dalla lotta armata. E così accadde: 
l’opposizione violenta operava principalmente nelle città, con diversi tipi di 
bersagli, sia umani che materiali, tutti riconducibili al potere dello Stato o alle alte 
dirigenze di grandi realtà aziendali. I modi di agire erano estremamente violenti e 
imprevedibili, come la diffusione della manovalanza terrorista era capillare.  
L’emergenzialità della situazione non si attenuava nemmeno all’interno 
delle mura carcerarie: i detenuti legati alle frange terroristiche dimostrarono presto 
di essere in grado di coinvolgere i detenuti “comuni” nelle attività sovversive, 
creando quindi collegamenti fra ristretti e gruppi di fuoco all’esterno del carcere. 
                                                 
1
 Questo predicava, tra gli altri, Marcelo De Andrade, rivoluzionario brasiliano citato da Curcio in 
una sua relazione tenuta in una pensione di Chiavari, nel 1969, denominata Lotta sociale e 
organizzazione nella metropoli, innanzi ai membri del Collettivo politico metropolitano, nucleo 
primordiale delle Brigate Rosse. Per un approfondimento sul contesto e sui gruppi armati durante 
gli “anni di piombo” vedi G. GALLI, Piombo rosso. La storia completa della lotta armata in 
Italia dal 1970 a oggi, Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano, 2004; G. BOCCA, Il terrorismo 
italiano 1970-1978, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1981. 
2
 Figura di spicco del terrorismo rosso. Tra i fondatori delle Brigate Rosse. 
3
 Parole del Collettivo politico metropolitano, presenti nel documento Lotta sociale e 
organizzazione nella metropoli del 1969, citate in G. BOCCA, Il terrorismo italiano 1970-1978, 
Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1981, al quale si rimanda per un approfondimento 
sull’argomento.

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La degenerazione del regime detentivo speciale in vendetta di Stato

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Informazioni tesi

  Autore: Giulio Elia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Davide Bertaccini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 230

FAQ

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diritto alla salute
41 bis
dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
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bernardo provenzano
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