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La degenerazione del regime detentivo speciale in vendetta di Stato

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Anteprima della tesi: La degenerazione del regime detentivo speciale in vendetta di Stato, Pagina 8
12 
 
Con la seconda inserzione, la riforma ha inoltre puntato a una parallela 
personalizzazione del trattamento differenziato, introducendo un “regime di 
sorveglianza particolare”
16
. In tal modo si tentò quindi di ovviare all’applicazione 
dei regimi eccezionali a tutto l’istituto e, con la possibilità di reclamo prevista 
all’art. 14-ter ord. penit., si ripristinò la legalità nel settore dell’ordine e della 
sicurezza intramuraria, controbilanciando la discrezionalità dell’Amministrazione 
penitenziaria
17
.  
 Una questione problematica riguardava, invece, l’oggetto della 
sospensione, data la genericità del termine “trattamento” menzionato nell’art. 41-
bis, comma 1, senza ulteriori specificazioni. Genericità dovuta alla notevole 
ampiezza del concetto di trattamento penitenziario, “definito dalla serie dei capi 
che compongono il titolo I della legge 354/75, i quali comprendono in pratica tutte 
le regole suscettibili di interferire negativamente con le esigenze di ordine e 
sicurezza quando si prospetti una situazione di emergenza”
18
. Nella ricerca di un 
inquadramento certo delle regole trattamentali suscettibili di sospensione ci viene 
però in aiuto l’art. 14-quater ord. penit., recante le restrizioni applicabili ai 
detenuti sottoposti al regime di sorveglianza particolare
19
. Nonostante la loro 
                                                 
16
 Vedi L. CESARIS, Commento all’art. 14-bis, in F. Della Casa, G. Giostra (a cura di), 
Ordinamento penitenziario commentato, V ed., Cedam, Assago, 2015, p. 164. 
17
 Così L. CESARIS, Commento all’art. 14-ter, in F. Della Casa, G. Giostra (a cura di), 
Ordinamento penitenziario commentato, V ed., Cedam, Assago, 2015, p. 171.  
18
 T. PADOVANI, Il regime di sorveglianza particolare: ordine e sicurezza negli istituti 
penitenziari all’approdo della legalità, in V. Grevi (a cura di), L’ordinamento penitenziario tra 
riforme ed emergenza. 1986-93, Cedam, Padova, 1994. 
19
 In particolare la norma prevede, al comma 1, che “Il regime di sorveglianza particolare 
comporta le restrizioni strettamente necessarie per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza, 
all’esercizio dei diritti dei detenuti e degli internati e alle regole di trattamento previste 
dall’ordinamento penitenziario”. Prevede inoltre, al comma 4, che le restrizioni non possono in 
ogni caso riguardare: l’igiene e le esigenze della salute; il vitto; la permanenza all’aperto ecc., 
dunque diritti fondamentali della persona o comunque diretti al soddisfacimento di bisogni 
primari. Per un commento sulla norma vedi L. CESARIS, Commento all’art. 14-quater, in F.

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La degenerazione del regime detentivo speciale in vendetta di Stato

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Informazioni tesi

  Autore: Giulio Elia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Davide Bertaccini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 230

FAQ

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Parole chiave

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diritto alla salute
41 bis
dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
regime detentivo speciale
bernardo provenzano
corte europea dei diritti dell'uomo
carcere duro
ordinamento penitenziario

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