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La digitalizzazione della propaganda di odio razziale. Una prospettiva comparata

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Anteprima della tesi: La digitalizzazione della propaganda di odio razziale. Una prospettiva comparata, Pagina 6
15  
L’indirizzo liberale dello Statuto venne compromesso, per ciò che concerne nello 
specifico la stampa, dall’Editto sulla stampa
17
; emanato con regio decreto, 
introdusse la possibilità di censura preventiva della stampa qualora «invece di 
servire ad un generoso svolgimenti di idee» causasse all’impero «malaugurate 
passioni». In altri termini, il sovrano volle scongiurare lo scoppio di contrasti 
sociali, cagionati da ideali divergenti, che potess ero turbare la governabilità del 
regno. 
L’evoluzione dello Stato liberale subì una forte battuta d’arresto in seguito 
all’avvento del regime fascista che impose, in senso autoritario, la negazione di 
ogni pluralismo sociale, dei diritti e delle libertà fin o ad allora conquistati. 
L’intenzione di negare ogni forma di dissidenza si concretizzò nella Legge sulla 
stampa; entrata in vigore il 31 dicembre 1925, stabilì che ogni giornale o altra 
pubblicazione poteva essere diretta e stampata sotto la supervisione di un direttore 
o redattore responsabile riconosciuto dal procuratore generale presso la corte di 
appello e quindi, indirettamente, dal regime
18
. Mussolini fu abile nel comprendere 
che la potenza dello Stato fascista non potesse prescindere da un sistematico 
accentramento della cultura di massa unitamente a d un assiduo controllo sulle 
notizie in fase di pubblicazione; pertanto, fu necessario «improntare il giornale a 
ottimismo, fiducia e sicurezza nell’avvenire», contingentando i l flusso di 
informazioni e conservando solo quelle utili al regime, non «allarmistiche, 
pessimistiche e deprimenti»
19
.  
Per realizzare il suo progetto, Mussolini utilizzò una spiccata retorica finalizzata 
a celare la realtà, convincendo gli interlocutori che le sue azioni avrebbero reso 
l’Italia uno Stato migliore; in contraddizione rispetto all’indirizzo autoritario sul 
quale improntò il regime, sostenne che «la stampa più libera del mondo intero è la 
stampa italiana […] perché serve soltanto una causa e u n regime; è libero perché, 
nell’ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di 
controllo, di critica, di propulsione»
20
. 
 
17
 R.D. 5 aprile 1848, n. 695, Editto sulla stampa.       
18
 L. 31 dicembre 1925, n. 2307, Disposizioni sulla stampa periodica, in G.U. 5 gennaio 1926, n.3. 
19
 Ufficio Stampa della presidenza del Consiglio, 1931, Direttive per la stampa. 
20
 Dalle parole rivolte ai giornalisti a Palazzo Chigi, 10 ottobre 1928, in B. MUSSOLINI, “Scritti e discorsi”, vol. VI, 250 - 
251.

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Informazioni tesi

  Autore: Arianna Tondelli
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Lucia Scaffardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

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italia
unione europea
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diritto comparato
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discriminazione
odio razziale
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