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La gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata

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Anteprima della tesi: La gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, Pagina 6
8 
misure ablatorie, in grado di sottrarre i patrimoni ritenuti di derivazione 
illecita. 
Da questo punto di vista, la crescente valorizzazione dell’istituto della 
confisca, nelle sue varie articolazioni, sul terreno delle strategie di contrasto 
alla criminalità di stampo economico nonché della criminalità organizzata, 
costituiscono la risposta elaborata dal nostro ordinamento giuridico per 
fronteggiare l’emergenza sempre più virulenta delle innumerevoli forme di 
inquinamento dell’economia legale, da cui scaturiscono diverse intersezioni 
viziose tra associazioni delittuose di tipo mafioso e il mondo delle imprese. 
L’introduzione infatti di “moderne” forme di confisca, caratterizzate da una 
serie di specifici aspetti (l’espansione dell’oggetto dei provvedimenti, la 
sintomaticità dei presupposti di legittimazione, la semplificazione dell’onere 
della prova gravante sull’accusa, etc.) ha fortemente accresciuto l’efficacia 
dei mezzi di aggressione ai patrimoni di provenienza illecita. 
Al contempo, si è assistito ad una sempre più ampia estensione dell’ambito 
di applicazione di esse, dagli appartenenti ad organizzazioni di stampo 
mafioso ad altre forme di criminalità, sulla base del fatto che i fenomeni di 
riciclaggio e di reinvestimento del denaro sporco rendono estremamente 
difficile il puntuale abbinamento tra il provento ed il singolo reato, che invece 
condiziona il ricorso alla confisca “classica”
3
. 
Con particolare riferimento al tema dell’intervento ablativo che viene 
azionato a discapito delle ricchezze illecite, infatti, è stato osservato da 
autorevole dottrina penalistica
4
 che << la principale funzione politico – 
criminale della confisca – preventiva, può essere concepita come diretta a 
fronteggiare un duplice e grave macro-pericolo: da un lato, evitare che le 
ricchezze illecitamente prodotte vengano riutilizzate per alimentare ulteriore 
attività illecita; dall’altro, scongiurare il rischio che tali ricchezze vengano 
reinvestite in attività economiche anche formalmente lecite, con conseguente 
 
3
 L. FORNARI, Criminalità del profitto e tecniche sanzionatorie. Confisca e sanzioni pecuniarie nel 
diritto penale “moderno”, Padova, (1997), pp. 120, 169, 208-209. 
4
 Per approfondimenti in merito si legga C. VISCONTI, Proposte per recidere il nodo mafie-
imprese, in Diritto penale contemporaneo, (7 gennaio 2014), pp. 6-7.

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Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Alessandro
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Riccardo  Ursi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 229

FAQ

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