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La sicurezza alimentare in Bangladesh con particolare riferimento all'alluvione del 1998

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Anteprima della tesi: La sicurezza alimentare in Bangladesh con particolare riferimento all'alluvione del 1998, Pagina 8
 2.2.3. Analisi della politica della self-sufficiency 
 
Da molti studiosi la self-sufficiency viene considerata un importante mezzo nella 
lotta contro la fame e la carestia nei Paesi in via di sviluppo, dal momento che la 
diminuzione della dipendenza economica di tali Paesi, verso quelli più sviluppati, 
dovrebbe essere comunque accompagnata da un incremento del potere d’acquisto 
interno; in caso contrario tale dipendenza continuerà ad aumentare in modo 
esponenziale (Drèze, 1990). 
In un regime di libero mercato, molto probabilmente, si andrebbe a peggiorare la 
sicurezza alimentare dei consumatori più poveri, in quanto i produttori tenderebbero ad 
esportare i prodotti alimentari di base, per le maggiori probabilità di vendita all’estero a 
condizione più favorevoli, determinando un incremento dei prezzi locali. 
Altri Paesi hanno incentivato la produzione locale anche con l’intento di 
produrre una quantità di cibo sufficiente a sopperire ai fabbisogni della popolazione, nel 
caso in cui le importazioni diventino inaccessibili, come ad esempio a seguito di 
conflitti o in caso di crisi alimentare globale. 
Tra i vantaggi della self-sufficiency vi è quello di preservare i Paesi dalle 
turbolenze e dalle incertezze del mercato internazionale e dalle fluttuazioni 
incontrollabili del prezzi dei prodotti agricoli, o quello di supportare, se non addirittura 
proteggere, gli agricoltori locali. La self-sufficiency viene sì percepita da molti governi 
come una pre-condizione indispensabile per il raggiungimento di un adeguato stato di 
benessere, attraverso l’incremento della produzione nazionale, ma anche, e cosa ancora 
più rilevante, come uno strumento strategico utile a creare o mantenere una condizione 
di stabilità politica. 
Tuttavia i Paesi in via di sviluppo possono far affidamento esclusivamente sulla 
propria produzione interna solo se la loro popolazione è in grado di sostenere un 
eventuale aumento dei prezzi interni oppure se vengono concessi degli incentivi ai 
produttori. Senza contare, inoltre, il problema del peso del debito estero dei Paesi in via 
di sviluppo, che ha pesantemente ridotto l'autonomia dei loro sistemi alimentari, 
privandoli delle risorse economiche che avrebbero potuto essere impiegate nelle 
politiche di sviluppo agricolo. 
La politica della self-sufficiency, in realtà porta spesso notevoli svantaggi. Paesi 
in cui l’autosufficienza alimentare è molto instabile possono essere facilmente piegati 
 8
 
 
 
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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Proietti
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agroalimentari
  Relatore: Donato Romano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 191

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Parole chiave

alluvione
bangladesh
calamità naturali
ciclo di progetto
logframes
national food policy
politiche alimentari
shock
sicurezza alimentare
strategie d'intervento

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