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La Toscana per una nuova cultura dell'acqua. Saggio di traduzione

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Anteprima della tesi: La Toscana per una nuova cultura dell'acqua. Saggio di traduzione, Pagina 5
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persona umana”. Al momento delle effettive gestioni dei servizi idrici, esistono poi diverse 
interpretazioni di questo principio generale. Pur affermando che l’acqua è un bene pubblico, è 
meglio privatizzarne la gestione o, al contrario, lasciarla in mano alle istituzioni pubbliche? Da una 
parte, per la scarsità della risorsa idrica, questo settore ha sicuramente un forte bisogno di 
efficienza, di investimenti e del meccanismo dei prezzi. Questi veicolano informazioni concernenti 
la scarsità di un bene: alzandosi, avvisano i consumatori che bisogna razionare i propri utilizzi, e 
avvertono i produttori che è necessario – e profittevole – aumentare gli investimenti produttivi, così 
che venga soddisfatta la domanda ulteriore ed estinta la scarsità (Bitetti, 2008). A questi argomenti 
a favore del settore privato, si affiancano però la necessità di un forte ruolo di indirizzo e controllo 
per la difesa dei diritti dei cittadini, la diffusione dei servizi, gli interventi nelle emergenze, la 
determinazione delle tariffe e dei piani di investimento, che possono essere garantiti solo dalle 
istituzioni pubbliche. Dopo anni caratterizzati dalla privatizzazione dei servizi idrici, negli ultimi 
anni si avverte nell’opinione pubblica la necessità di un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua a 
causa dei forti aumenti delle tariffe e alla mancanza di miglioramenti significativi per quanto 
concerne la qualità dei servizi forniti. Caso emblematico è la ripubblicizzazione del servizio idrico 
di Parigi, prevista per la fine del 2009. Difficile dire quale sia la via migliore e se esista una 
soluzione applicabile ovunque. Per la sua importanza nella vita umana, l’acqua è considerata il bene 
pubblico per eccellenza. Questo ha però spesso impedito discussioni distese su quale sia il sistema 
in grado di garantire un migliore e più esteso accesso al bene stesso. Ripetere che l’acqua è un bene 
comune non serve a portare acqua e servizi igienici a tutti: il processo che trasforma la materia 
prima in ciò che esce dai nostri rubinetti richiede investimenti e organizzazione, nonché certamente 
un controllo ed una gestione nell’interesse della cittadinanza. 
Per tornare alla struttura e al contenuto del testo oggetto della traduzione, nella prima parte 
del documento la Regione Toscana viene presentata come esempio storico da seguire nel difficile 
cammino di ricerca di una gestione ottimale dell’acqua, grazie alla sua storia di corretta 
collocazione della risorsa idrica che, tra le altre cose, ha anche reso il paesaggio toscano così come 
lo conosciamo oggi, unico nella sua bellezza e universalmente apprezzato. A partire da ciò, si 
chiede l’affermazione di una nuova cultura dell’acqua, per la quale la Regione Toscana si sta già 
impegnando, e un nuovo patto che fissi le condizioni per un suo uso corretto. In questa prima parte 
vengono quindi elencati i principi generali alla base di un buon governo dell’acqua, che verrà 
spiegato invece in termini più concreti nella seconda parte. 
Nella seconda parte, più tecnica e specialistica, si individuano cinque campi concreti, nei 
quali si possono e si devono applicare i principi elencati nella prima parte. La si può perciò 
3
 http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&reference=P6-TA-2006-0087&language=IT&ring=P6-RC-
2006-0149 [visitato: 20.04.09] 
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La Toscana per una nuova cultura dell'acqua. Saggio di traduzione

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Tramonti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori
  Corso: Scienze della mediazione linguistica
  Relatore: Derek Boothman
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

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