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Le pendici nord-orientali del Palatino tra tarda antichità ed età moderna (Ambiente 2). Contesti, stratigrafia, storia

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Anteprima della tesi: Le pendici nord-orientali del Palatino tra tarda antichità ed età moderna (Ambiente 2). Contesti, stratigrafia, storia, Pagina 7
 11 
2. DALL’ETA’ REGIA AL XX SECOLO 
 
Età regia  
I primi interventi antropici individuati nell‟area di scavo della Meta Sudans sono 
riconducibili all‟impianto di un percorso viario in terra battuta databile tra la fine 
dell‟VIII e gli inizi del VII secolo a.C., che serviva a collegare la valle corrispondente 
all‟attuale piazza del Colosseo con il Foro Romano. Il suo percorso affiancava quello di 
un affluente di destra del Rivo Labicano che, intorno alla metà del VI secolo venne 
canalizzato tramite una fogna in cappellaccio.7  
La viabilità così strutturata perdurerà fino all‟incendio neroniano, con continui 
rifacimenti del manto stradale e rialzamenti delle carreggiate8.  
È proprio all‟incrocio tra la suddetta strada e quella che congiungeva il Circo 
Massimo alla Velia/ Esquilino che sono state rinvenute le prime tracce monumentali, 
databili alla metà del VI secolo, di un area sacra. Al di sotto dei resti di un muro in 
cappellaccio riferibile a questa fase però è stato scoperto un deposito votivo - 
contenente materiale edilizio e ossa combuste - risalente almeno alla fine del VII secolo 
che consente di supporre l‟esistenza di un luogo di culto più antico, e potrebbe 
testimoniare un rito di rifondazione di un edificio preesistente9. L‟area sacra mostra una 
continuità di vita ininterrotta fino all‟incendio neroniano, quando questo settore, come 
del resto tutto il centro di Roma, sarà pressoché distrutto. La memoria del santuario non 
andrà perduta con i Flavi che edificheranno un nuovo sacello per accogliere il culto 
ospitato in questa antichissima area10. L‟inamovibilità dei limiti del santuario, 
l‟antichità del culto ad esso connesso e la posizione dell‟area sacra sul confine nord-
orientale del Palatino, hanno fatto pensare alla sua identificazione con le Curiae 
Veteres11.  
 
 
                                                 
7
 Questa successione di eventi è comune anche alla via che, più a nord, congiungeva il Circo Massimo 
alla Velia/Esquilino, ugualmente impostata tra sponda e letto di un antico fiumiciattolo. La strada era 
infatti servita da una fogna coperta con volta a botte costituita da un doppio filare di conci in 
cappellaccio: PANELLA 2001b, p. 66, n. 7 
8
 Nell‟area di scavo della Meta Sudans sono stati individuati ben ventidue rifacimenti dell‟asse stradale 
diretto dalla valle al Palatino/Foro: PANELLA,ZEGGIO 2004, p. 68 
9
 ZEGGIO 2000, pp. 301-302; PANELLA, ZEGGIO 2004, p. 70. Sul deposito votivo si veda ZEGGIO 
2006a, p. 90. 
10
 Vedi oltre 
11
 Sulla problematica relativa all‟ipotesi di identificazione con le Curiae Veteres si veda PANELLA 
1996a, pp. 70-91; PANELLA 2001b,pp. 49-66; PANELLA, ZEGGIO 2004, pp. 69-73.  
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Informazioni tesi

  Autore: Antonia Falcone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Lettere
  Relatore: Clementina Panella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 437

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