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Musica, cervello ed emozioni. Dall'attivazione cerebrale ai disturbi congeniti

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Anteprima della tesi: Musica, cervello ed emozioni. Dall'attivazione cerebrale ai disturbi congeniti, Pagina 4
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le scene servivano a evidenziare il pathos di quello che poteva essere un momento 
drammatico, piuttosto che per illanguidire la platea durante una scena d’amore. 
Agli albori del cinema le musiche per i film non erano ideate per emozionare la platea, 
bensì per coprire i rumori fastidiosi dei proiettori. Tuttavia, anche dopo l’invenzione di 
proiettori silenziosi si decise di non abbandonare il sottofondo musicale, ma di utilizzarlo 
in altro modo: ecco come fiorì l’economia legata alla musica da film.  
Inizialmente, quando le pellicole erano ancora mute, vi era un pianista in sala che 
sfogliava il suo spartito musicale e selezionava la melodia più consona alla scena che 
scorreva sul grande schermo. 
Nemmeno l’arrivo dei film col sonoro spodestò l’accompagnamento musicale dalle 
pellicole, anzi, tale avvento diede un ruolo di primo piano alla musica (Bencivelli, 2012). 
Il regista sovietico Sergej Eizenstein fu il primo a comprendere l’importanza della musica 
nei film. Come afferma Cohen (citata in Bencivelli, 2012) se si ritiene che il pubblico sia 
al contempo ascoltatore e osservatore che incorpora insieme immagini e suono, unendoli 
in una sola sensazione, l’autore di La corazzata Potemkin decise che, come si esegue un 
montaggio delle immagini di una pellicola, in tal modo dovevano essere montati anche i 
suoni. 
Bencivelli (2012) afferma che fu così che ebbero origine le prime colonne sonore: un 
nuovo genere musicale, differente dalle tradizionali composizioni musicali. I compositori 
delle colonne sonore hanno dei vincoli precisi, che vanno dalle tempistiche della 
produzione cinematografica alla coerenza che la melodia deve avere con la trama. La 
colonna sonora deve essere un sostegno alle immagini, motivo per cui può capitare che, 
se una persona non ha visto il film in cui viene utilizzata quella precisa melodia, la trovi 
totalmente priva di senso. Un’opera cinematografica priva di accompagnamento musicale 
perde gran parte della sua parte emotiva: gli spettatori non si identificano a pieno nel 
racconto cinematografico, nella sala in cui è inscenato il film calano attenzione e capacità 
nell’imprimere nella memoria le indicazioni comunicate dalle immagini. 
Si pensi ad una ragazza mentre fa una rilassante doccia. Dietro alla tenda della doccia 
compare improvvisamente un’ombra: lo spettatore, così come la fanciulla, ignorano 
l’identità della persona che si cela dietro l’ombra. Potrebbe essere il marito che le passa 
l’asciugamano, come un qualunque altro individuo; se a questa scena si aggiunge un
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Informazioni tesi

  Autore: Camilla Colli
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università della Valle D'Aosta
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Mariagrazia Monaci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

FAQ

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Parole chiave

psicologia
musica
cervello
emozioni
psicologia delle emozioni
disturbi congeniti

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