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Lombroso e la teoria del criminale: ''Le Origini''

Informazioni tesi

  Autore: Fabiana Severino de Lima
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Armando Palmegiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

Lo scopo di questo elaborato è di illustrare e commentare alcune delle maggiori teorie concettuali dello scienziato Marco Ezechia Lombroso universalmente conosciuto come Cesare Lombroso. La passione per questa nuova disciplina da lui introdotta, scorre nelle pagine "dell'Uomo Delinquente" offrendoci l'opportunità di comprendere le concezioni del 1800 e raffrontarle costantemente, in ogni capitolo, con le attuali risultanze scientifiche e dati statistici, valorizzando le intuizioni dello studioso, piuttosto che stigmatizzarne gli errori, tenendo conto del contesto storico e culturale dell'Italia appena costituita, un periodo di intenso fervore politico, giuridico, tecnologico e scientifico. La tesi si compone di tre capitoli, di cui il primo intitolato "L'uomo delinquente" in riferimento esplicito a Lombroso, nel primo paragrafo, difatti si analizzano gli studi antropologici delle "anomalie craniche" da lui rilevate nei soggetti analizzati. Segue "l'educazione", (par. 2) ovvero il rapporto esistente tra istruzione e crimine dal punto di vista dello studioso con ampi raffronti all'epoca attuale. "Le Teorie multifattoriali dell'integrazione psico-ambientale" (par. 3), sono attinenti alla criminogenesi degli individui, all'interazione individuo-ambiente ed alla teoria del consenso. Il quarto paragrafo tratta "La pazzia morale e il delitto nei fanciulli", un concetto fondamentale per Lombroso secondo cui gli istinti criminali sono attribuibili a fattori genetici ed ereditari e quindi già presenti nei bambini. Il primo capitolo termina con il quinto paragrafo che tratta il tema della "Pena e mezzi preventivi del crimine nei fanciulli", si compone della visione dello scienziato riguardo il fattore ereditario della criminalità, le misure da adottare da parte della società, rapportate e commentate in relazione all'approccio moderno. Il Secondo capitolo si intitola "anatomia patologica ed antropologica del delitto", inizia con il paragrafo "Anomalie del cervello nei delinquenti", riscontrate dalle osservazioni bio-antropologiche di Lombroso e confrontate con attuali rilevanze diagnostiche. Il secondo paragrafo tratta la "Fisionomia dei delinquenti", una delle concezioni Lombrosiane secondo cui il criminale potesse essere individuabile attraverso alcuni tratti fisici distintivi. Segue i "Tipi di criminali" (par. 3), dei quali Lombroso e Ferri avevano identificato cinque categorie: delinquenti nati, delinquenti pazzi, delinquenti abituali, delinquenti per passione e delinquenti d'occasione. Il quarto paragrafo tratta "Le teorie", relative al Determinismo biologico e determinismo sociologico. Il terzo capitolo "biologia e psicologia del delinquente nato" inizia con il paragrafo "Atavismo", nel criminale, secondo Lombroso erano presenti i tratti fisici e comportamentali dell'uomo primitivo, incapace di inserirsi nella società civile a causa della sua innata ed intrinseca pulsione criminale. Il paragrafo seguente "Suicidi dei delinquenti", illustra le risultanze degli studi di Lombroso sulle cause e sulla maggior frequenza di suicidio tra i criminali. Il terzo paragrafo "Recidiva e morale dei delinquenti", analizza le cause della recidiva, di cui la principale era ritenuta la frequentazione tra detenuti in carcere, il quale non aveva alcun beneficio correttivo. Segue "Delinquente epilettico e delinquente pazzo casi clinici" (par. 4), vi si trovano alcuni esempi di casi clinici analizzati da Lombroso e la correlazione (poi smentita dalla scienza moderna) tra epilessia e pazzia nei delinquenti. La principale fonte utilizzata in questa tesi è stato il suo libro L'uomo Delinquente di cui vi sono ampi tratti virgolettati, scelti accuratamente in base alla loro attinenza all'argomento trattato in ogni capitolo; data la vastità di alcune teorie, per alcune parti si è ritenuto opportuno optare per le riduzioni dell'Uomo delinquente eseguite da Gina Lombroso; le altre molteplici fonti sono riportate nella bibliografia e webgrafia, in particolare, è stato utilizzato il compendio di criminologia per la parte delle Teorie multifattoriali dell'integrazione psico-ambientale. La scelta di questa tesi è motivata dalla passione per la criminologia, una scienza empirica in continua evoluzione, al pari della società e degli individui che la compongono; Cesare Lombroso è inequivocabilmente il padre fondatore di tale disciplina, certamente, non ha lasciato in eredità la formula matematica per individuare un delinquente, ma ha spostato per sempre l'attenzione dal reato in sé all'analisi del reo e dei fattori psico-ambientali ad esso connessi.

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  Anno: 2018-19
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  Lingua: Italiano
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2 LOMBROSO E LA TEORIA DEL CRIMINALE: “LE ORIGINI” Introduzione Lombroso, all’anagrafe Ezechia Marco Lombroso, per soprannome era detto Cesare; nome che per ovvie ragioni storiche si addice ai grandi, ai predestinati, a coloro che, nel bene e nel male, consci della propria figura dovranno lasciare un segno tangibile del loro passaggio terreno. Cercheremo di analizzare le teorie, il pensiero, le risultanze scientifiche tratte da questa opera immensa come dati e come dimensioni, come universo esplorato che è l’uomo delinquente, ma nel farlo, dovremo tenere conto di molteplici aspetti, intersecati fra loro, considerando sia gli errori rilevati a posteriori, sia le grandi intuizioni e l’immenso contributo che questa figura ha lasciato in eredità. A Cesare, prima di procedere alle analisi dettagliate, dobbiamo riconoscere un grande merito: la nascita della criminologia, l’aver ispirato la creazione della polizia scientifica, l ‘aver posto il problema dell’analisi del soggetto criminale, aver cercato in ogni modo, di rendere un servizio alla società, nella speranza di offrire strumenti adeguati a difendersi dalla criminalità. Vedremo, certo, alcune elucubrazioni complesse, che oggi, sembrano assurde, ma Cesare, si è preso la responsabilità delle sue affermazioni, ed è stato definito razzista, sessista, squinternato; noi in questo percorso, dobbiamo cercare di aprire la mente, quasi una finestra nel tempo e scorrere indietro sino ai suoi contemporanei ed ammirare seppure con occhio critico, l’immensità della sua opera, così ampia che una dei suoi tre figli, Gina, ha dovuto nei primi del 900 ridurne e riassumerne i contenuti per renderli più compressi e comprensibili. Lombroso aveva discendenza ebrea, nacque a Verona nell’anno 1835, la sua fortuna di nascita fu quella di appartenere ad una famiglia benestante, sua madre Zefora, ebbe un influsso determinante sul carattere di Lombroso; Zefora era una donna acculturata, decisa, condusse il figlio a Chieri ove conobbe David Levi, il cugino, grande patriota e scrittore, da cui Cesare trasse ispirazione. Cesare, grazie alle possibilità della famiglia, seguì tutto il percorso scolastico fino all’università di Padova da dove nel 1854, a causa del proprio carattere schivo e di varie delusioni amorose decise di spostarsi a Vienna per proseguire gli studi, e qui, iniziò ad interessarsi seriamente ai problemi della psiche. La fine della sua formazione universitaria coincide con l’unificazione del regno d ‘Italia, si arruola come medico dell’esercito, impegnato in una forte campagna contro il brigantaggio: è quasi d obbligo concedersi una

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Parole chiave

l'uomo delinquente
atavismo
l'uomo criminale
i delitti nei fanciulli
pazzia morale
recidiva e morale dei delinquenti
fisionomia dei delinquenti
educazione nell'uomo delinquente

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