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Il processo di internazionalizzazione degli istituti bancari

Informazioni tesi

  Autore: Jessica Cacciuottolo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli studi di Napoli "Parthenope"
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Chiara Cannavale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

Il lavoro è dedicato al tema del processo d’internazionalizzazione degli istituti bancari e si propone di analizzare i processi d’espansione cross border che hanno interessato le economie e i sistemi finanziari nell’ultimo ventennio. Sono state esaminate, in particolare, le motivazioni e le modalità di attuazione delle strategie di internazionalizzazione delle banche. Gli istituti di credito si sono così trovati dinanzi ad una sfida complessa, ricca di insidie ma anche opportunità. Anche le nuove tecnologie, la cui adozione è apparsa necessaria ed obbligata, hanno richiesto l’aggiornamento di capacità culturali e gestionali in parte nuove e diverse, nonostante offrano al contempo una possibilità di miglioramento per l’immagine bancaria.
L’espansione all’estero ha avuto intensità differenti per i sistemi finanziari dell’area europea. Solo alcune maggiori banche appartenenti ai sistemi olandesi e svedesi figurano come investitori netti nell’area UE; al contrario, banche appartenenti ai maggiori sistemi, quali Francia, Germania e Italia, mostrano condizioni di internazionalizzazione più equilibrate e sembrano perseguire modalità d’espansione
meno intense. Nell’ottica delineata, questo lavoro di tesi si compone di tre parti. Nel primo
capitolo viene presentata una rassegna dei principali contributi teorici i quali offrono una sintesi degli sviluppi sull’international banking; accompagnata, in prima battuta, dalle motivazioni più profonde che spingono gli intermediari finanziari ad espandere le loro attività all’estero. Il capitolo si chiude con un paragrafo relativo alla scelta del nuovo mercato obiettivo su cui insediarsi e alle relative determinanti che la condizionano.
Nel secondo capitolo, dal titolo è presentata, seppur succintamente, un’analisi dei rischi che implica una qualsiasi scelta d’internazionalizzazione, in quanto i pericoli non si limitano più al mercato domestico ma sconfinano in quello europeo, talvolta divenendo globali. Inoltre il capitolo presenta un ampio paragrafo relativo alle modalità d’ingresso che ogni istituto bancario adotta all’estero e si chiude con dei brevi cenni sulle strutture organizzative che vengono adottate. La complessità strutturale degli istituti di credito è tale per cui un modello talvolta coesiste e si intreccia con un altro, attraverso modalità distinte ma sempre con l’unico obiettivo di perseguire una maggiore creazione di valore. Numerosi casi studio contribuiscono a rendere il discorso più realistico; spesso troverete approfondimenti quali “Un esempio particolare, la ZiraatBank” che ho trattato puramente spinta dalla curiosità.
Il terzo ed ultimo capitolo, dopo una breve rassegna sull’evoluzione storica dell’internazionalizzazione del sistema bancario nazionale, approfondisce con particolare attenzione i comportamenti delle banche italiane rispetto a quelle dei principali partners europei, con l’obiettivo di mettere a fuoco le diverse conseguenze che si sono rovesciate sugli assetti finanziari in seguito alla crisi del 2007. Grazie ad uno studio econometrico condotto da Beretta, Del Prete e Federico S. (riportato dettagliatamente nell’Appendice I) verrà sottolineata una tra le esternalità positive che un mercato bancario internazionalizzato comporta sul paese domestico: la propensione all’export delle imprese nazionali.
L’analisi è arricchita da diverse evidenze empiriche: UBI Banca, Unicredit; Intesa SanPaolo tutti leader italiani con dimensione europea. In particolare ci si è soffermati sulle strategie che questi “campioni” nazionali hanno messo in atto nelle loro scelte all’estero. Il capitolo si chiude con i grandi gruppi esteri che hanno trovato nell’Italia un valido paese target. L’ampia analisi effettuata conferma il ridotto livello di internazionalizzazione del sistema bancario italiano; i flussi di intermediazione tradizionali risultano ancora contraddistinti dall’elevato peso dell’operatività all’ingrosso di tipo interbancario, anche a motivo del ritardo con cui sono stati rimossi nel nostro paese i vincoli sui movimenti di capitali. L’espansione cross border appare quindi molto ridotta nel confronto internazionale, sebbene sia caratterizzata rispetto al passato da modelli di insediamento differenti, che privilegiano acquisizioni in istituzioni estere.
L’obiettivo generale del lavoro è stato quello di delineare le evoluzioni più significative e le criticità tuttora presenti nel mondo bancario internazionale, consapevole del potenziale a disposizione del sistema finanziario vigente.

Informazioni tesi

  Autore: Jessica Cacciuottolo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli studi di Napoli "Parthenope"
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4 INT RO DUZ IO NE Que sta te si na sc e da lla pa ssione c he la profe ssore ssa C a nna va le C hia ra ha a lime nta to in me in Manage me nt Inte rnazionale . Il la voro è de dic a to a l te ma de l proc e sso d’inte rna z iona liz z a z ione de gli istituti ba nc a ri e si propone di a na liz z a re i proc e ssi d’e spa nsione c ross borde r c he ha nno inte re ssa to le e c onomie e i siste mi fina nz ia ri ne ll’ultimo ve nte nnio. Sono sta te e sa mina te , in pa rtic ola re , le motiva z ioni e le moda lità di a ttua z ione de lle stra te gie di inte rna z iona liz z a z ione de lle ba nc he , soffe rma ndosi a nc he sugli a spe tti orga niz z a tivi de lle a ttività ge stite a ll’e ste ro. Pe r c ompre nde re c osa sia l’inte rna z iona liz z a z ione de lle ba nc he bisogna inna nz itutto fornire una spie ga z ione sull’inte rna z iona liz z a z ione in ge ne ra le . C on ta le te rmine si inte nde que ll’insie me di stra te gie c he un qua lsia si istituto me tte in a tto c on il fine di a mplia re il proprio porta foglio (c he sia di a ttività , c lie nti, te rritori c iò in que sto mome nto non inte re ssa ) va rc a ndo i c onfini de l me rc a to d’origine . A dam Smith è sta to il primo studioso a proporre il c onc e tto di inte rna z iona liz z a z ione in “ L a ric c he z z a de lle na z ioni” (1776) soste ne ndo c ome due na z ioni possa no rispe ttiva me nte ric a va re un forte va nta ggio c ompe titivo spe c ia liz z a ndosi ognuna ne lla produz ione di un be ne pe r poi sc a mbia rlo tra di loro, re nde ndolo quindi disponibile pe r un’a mpia e va rie ga ta fa sc ia di sogge tti. Gli sc e na ri e c onomic i mondia li ha nno subito, sopra ttutto ne gli ultimi ve nti a nni, un proc e sso di tra sforma z ione e d e voluz ione molto ra pido, c he ne ha modific a to dive rsi a spe tti, impone ndo la re visione di sc he mi e mode lli di rife rime nto forte me nte c onsolida ti. E ’ opinione diffusa c he l’a ume nto de lle dime nsioni ba nc a rie e la diffe re nte struttura c he que ste ha nno a ssunto sia sta ta inc ora ggia ta da una c re sc e nte a pe rtura inte rna z iona le , guida ta da obie ttivi di dive rsific a z ione de ll’a ttività sotto il profilo ge ogra fic o e produttivo e da lla ric e rc a di opportunità di profitto. Gli istituti di c re dito si sono c osì trova ti dina nz i a d una sfida c omple ssa , ric c a di insidie ma a nc he opportunità . Anc he le nuove te c nologie , la c ui a doz ione è a ppa rsa ne c e ssa ria e d obbliga ta , ha nno ric hie sto l’a ggiorna me nto di c a pa c ità c ultura li e ge stiona li in pa rte nuove e dive rse , nonosta nte offra no a l c onte mpo una possibilità di migliora me nto pe r l’imma gine ba nc a ria . L ’e spa nsione a ll’e ste ro ha a vuto inte nsità diffe re nti pe r i siste mi fina nz ia ri de ll’a re a e urope a . Solo a lc une ma ggiori ba nc he a ppa rte ne nti a i siste mi ola nde si e sve de si figura no c ome inve stitori ne tti ne ll’a re a UE ; a l c ontra rio, ba nc he a ppa rte ne nti a i ma ggiori siste mi, qua li Fra nc ia , Ge rma nia e Ita lia , mostra no c ondiz ioni di inte rna z iona liz z a z ione più e quilibra te e se mbra no pe rse guire moda lità d’e spa nsione me no inte nse .

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