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Autori e vittime del crimine informatico: un quadro di insieme

Informazioni tesi

  Autore: Marco Cefola
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche dell'Amministrazione
  Relatore: Alfredo Verde
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

Nell’attuale realtà comunicativa estesa, intreccio tra portali web, social network e sistemi di comunicazione integrata, vengono ridefiniti i ruoli di vittima e criminale, spesso confusi tra loro, così come si spostano i luoghi nei quali si concretizzano le violenze: dal reale al virtuale, dal vicino al remoto…e viceversa. Vittime spesso corresponsabili a causa di atteggiamenti rischiosi, a volte inconsapevolmente altre volte sottovalutando il proprio comportamento, che mettono a rischio la propria identità e quella dei loro “contatti” e interlocutori.
Anche Le pubbliche amministrazioni sono rapidamente diventate un obiettivo attraente per i criminali informatici che, in assenza di misure di sicurezza adeguate, sono potenzialmente in grado di accedere a enormi quantità di dati personali, spesso sensibili, nonché di ottenere il controllo di risorse critiche, come nel caso di città gestite in modo “smart”.

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  Autore: Marco Cefola
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli studi di Genova
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  Corso: Scienze Politiche dell'Amministrazione
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5 Introduzione Così come drammaticamente evidenziato anche dagli avvenimenti legati alla recente emergenza pandemica, l’interconnessione di rete e l’informatizzazione non si possono considerare più solo dei semplici strumenti, ma costituiscono la spina dorsale del nostro sistema sociale ed economico. Nel rapporto duale tra chi fornisce servizi e chi ne usufruisce, spesso si inseriscono figure terze con l’obiettivo di trarne beneficio in modo illecito, veri e propri criminali che sfruttano le loro abilità e le debolezze delle vittime per ottenere vantaggi e provocare danni e il cui obiettivo principale sono i dati, il vero “tesoro” della rete: carpiti, esorti od ottenuti con l’inganno, quindi commercializzati e venduti su mercati oscuri o legali, complici anche legislazioni diversificate e poco, o per nulla, coordinate tra i vari Paesi. Internet ne è il più potente veicolo di diffusione, quindi quello potenzialmente più pericoloso rispetto ai rischi di violazione della riservatezza e chiunque navighi sulla rete può diventare vittima di criminali informatici, senza che incidano particolarmente il suo ruolo o l’attività svolta. Gli elementi fondanti di questo rapporto telematico, basato sullo sfruttamento delle potenzialità di internet, sono l’accessibilità in rete dei dati e l’integrità dell’identità digitale di coloro che “navigano” sulla rete, quel mare di informazioni dagli ampi orizzonti che offre grandi opportunità, ma che è spesso ricco di insidie e pericoli, a volte affioranti e ben visibili a volte nascosti nelle oscure profondità del web. Nell’attuale realtà comunicativa estesa, intreccio tra portali web, social network e sistemi di comunicazione integrata, vengono ridefiniti i ruoli di vittima e criminale, spesso confusi tra loro, così come si spostano i luoghi nei quali si concretizzano le violenze: dal reale al virtuale, dal vicino al remoto…e viceversa. Vittime spesso corresponsabili a causa di atteggiamenti rischiosi, a volte inconsapevolmente altre volte sottovalutando il proprio comportamento, che mettono a rischio la propria identità e quella dei loro “contatti” e interlocutori. L’uso disinvolto di social network, l’inconsapevolezza e la sottovalutazione dei propri comportamenti possono portare a situazioni di pericolo per se stessi e per gli altri, con danni di immagine, economici e psico-fisici, a seguito di frodi, appropriazioni indebite, attività economiche illecite (con la vittima che a volte non realizza nemmeno che un reato è stato perpetrato a suo danno) o attraverso i cosiddetti hate crimes (o bias crime), reati motivati da odio o pregiudizio (hate speech e “odio online”).

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pubblica amministrazione
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