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Lavoro e Industria 4.0: il ruolo delle idee e dell'istruzione nel confronto tra uomo e IA

Informazioni tesi

  Autore: Melchiorre Marino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Economia, Mercati e Management
  Relatore: Sandrine  Labory
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

Tesi di laurea magistrale che affronta, a livello macro, la tematica dell'impatto che la Quarta Rivoluzione e tutte le tecnologie ad essa collegate avranno sul mercato del lavoro attuale e futuro, in termini di perdita di posti di lavoro, occupazione, salari, sulle competenze richieste e in generale sulla vita delle persone. Verranno inoltre sviluppate le azioni da intraprendere per adattarsi a questa nuova era lavorativa. È stata analizzata la letteratura nazionale e internazionale più autorevole al fine di sviluppare un punto di vista proprio in rivisitazione della letteratura esistente e un'immagine prospettica per cercare di fornire possibili strategie di adattamento all'era dei robot.
• Il primo capitolo dell'elaborato è denominato “Il lavoro nell'industria 4.0”. In questa prima parte, dopo aver presentato una breve tassonomia delle tecnologie della Quarta Rivoluzione Industriale, si è voluto fare un breve resoconto della situazione attuale del mondo del lavoro nell'epoca dei robot: cosa è già cambiato, cosa sta cambiando, quali sono i più evidenti trend sull'influenza delle tecnologie sul mercato del lavoro. Questo però non solo in un ottica presente ma anche previsionale futura.
• Ottica futura che verrà trattata ampiamente nel secondo capitolo dell'elaborato. Questa parte evidenzierà uno scenario diviso tra chi vede un futuro roseo per tutti i parametri qualitativi e quantitativi del mercato del lavoro e chi vede uno scenario futuro preoccupante e di significativi cambiamenti. Questa carrellata di proiezioni, evidenze, studi e indagini servirà per giungere a delle conclusioni e per fornire una sintesi delle evidenze mostrate, intrecciando le molteplici evidenze tra loro al fine di avvicinarsi ad una propria interpretazione, frutto del confronto tra i tecno pessimisti e i tecno ottimisti.
• Questa interpretazione lascia spazio a margini di preoccupazione e spingerà la discussione, nel terzo capitolo, denominata “Come adattarsi al cambiamento”. In questo terzo capitolo, ci si pone l'obiettivo di dimostrare che nei fatti la tecnologia non è che il risultato dell'uomo e non deve prevalere sull'uomo, ma lo deve completare e potenziare. In tal contesto verranno presentate le abilità che differenziano maggiormente l'uomo dalla macchina e infine verrà evidenziata la necessità di un cambiamento culturale e nei sistemi formativi. In questo senso, la creatività e lo sviluppo di un'istruzione che stimoli tale creatività assumerà, come vedremo, un ruolo fondamentale.

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  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Ferrara
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  Relatore: Sandrine  Labory
  Lingua: Italiano
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5 INTRODUZIONE Da un punto di vista economico-industriale, l’epoca che stiamo vivendo, è identificata come Quarta Rivoluzione Industriale o Industria 4.0. Se da un lato i concetti chiave collegati a questo fenomeno sono ormai stati ampiamente dibattuti dai media specializzati, dai tecnocrati e dagli imprenditori più innovativi, dall’altro essi risultano ancora poco conosciuti dalla massa della popolazione e dalla gente comune. Il mero fatto di non conoscere da un punto di vista teorico le tecnologie alla base della Quarta Rivoluzione Industriale di per sé non rappresenterebbe nemmeno il problema principale. Il problema vero è la mancanza di consapevolezza degli impatti che le tecnologie della Quarta Rivoluzione Industriale stanno avendo ma soprattutto avranno in futuro sul mercato del lavoro, sull’occupazione, sulle competenze richieste dalle imprese e in generale sull’economia e sulla vita delle persone. Emerge anche che questa inconsapevolezza non si limita al singolo cittadino ma si estende anche a molte istituzioni, soprattutto se si parla di sistemi di formazione e istruzione. Secondo diversi economisti la Quarta Rivoluzione Industriale porterà a delle conseguenze negative e ingenti al mercato del lavoro. In molte economie sviluppate si son manifestati già oggi segnali di insofferenza nel mercato del lavoro: la diminuzione delle retribuzioni, l’aumento della disoccupazione, il ristagno del numero di assunzioni post- recessione, l’aumento della disuguaglianza salariale, reddito mediano sempre più basso ecc… L’impatto su tutti questi parametri deve essere analizzato in maniera approfondita prima di poter raggiungere facili conclusioni e puntare il dito sulla Quarta Rivoluzione Industriale e sulle tecnologie ad essa collegate. Non è questo il momento per arrivare a formulare tali conclusioni però, ciò che è certo, è che molti economisti, al di la delle motivazioni riconducibili ai cicli economici, alla difficoltà di superare completamente gli strascichi della Grande Recessione del 2008 e al di là delle problematiche strutturali dei singoli paesi, individuano l’agente scatenante di questa insofferenza economica nell’avvento della Quarta Rivoluzione Industriale, le cui origini risalgono, secondo gli storici economici, al 2011 a seguito della contestuale accelerazione dell’innovazione tecnologica e dei crescenti tassi di investimento in robot e software. È come se indirettamente il progresso tecnico fosse accusato da molti economisti di essere la causa dei problemi della società e soprattutto del mercato del lavoro. Per costoro molti lavoratori rischiano di essere spiazzati dall’avvento della robotica, dagli sviluppi dell’intelligenza artificiale, dall’Internet of Things, dai Big Data e da tutte le tecnologie

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