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GIUSTIFICAZIONE ALL’INTERVENTO REGOLATIVO DEI CONSUMI

Per rispondere si deve distinguere in due fonti:
- FONTE IDEOLOGICA: ha a che fare con i principi, con i valori posti alla base della convivenza sociale;
- FONTE ANTROPOLOGICA: ha a che fare con la stessa concezione che l’ordinamento ha della natura umana.
Una giustificazione costituzionale (ed antropologica) del ruolo dello Stato.
La giustificazione dell’intervento statale nella sfera del consumo dipende dai fini dell’ordinamento, ossia dalla forma di Stato adottata.
- base antropologica
- più che ideologica
- PROSPETTIVA PERSONALISTICA
- libertà/autonomia
- identità umana
La giustificazione dell’intervento dello Stato sul consumo dipende dai fini riconosciuti dall’ordinamento, ovvero dalla forma di Stato adottata: in Europa e in Italia tale giustificazione ha una natura più antropologica che non ideologica, in quanto i consumi sono infatti regolati principalmente perché la Costituzione ha una parte personalistica, cioè pone al centro la persona dotata di libertà e di autonomia, nonché di identità umana, cioè di quella sensibilità e consapevolezza che distinguono appunto l’essere umano dagli altri esseri viventi (quando si parla di sensibilità e consapevolezza si fa riferimento alla capacità di distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male, tra ciò che è vantaggioso e ciò che è rischioso, facendo riferimento non solo alla prospettiva individuale, ma cercando invece un equilibrio tra i propri interessi e quelli della realtà che ci circonda).
Libertà/autonomia e identità umana non sono due componenti date a priori, originarie, bensì sono beni relazionali, cioè l’uomo sviluppa queste caratteristiche nell’interazione, nel contatto reiterato nel tempo con altre persone (cioè sono in grado di esercitare la mia consapevolezza, sono in grado di rendermi conto della mia autonomia solo se vivo a stretto contatto con altre persone).
Necessità di forgiare rapporti solidali idonei a sostenere la strutturale debolezza dell’individuo.
Intervento diretto:
- a rimuovere i condizionamenti sociali ed economici;
- a sostenere la possibilità di inveramento della libertà e della piena partecipazione.
Il riconoscimento che l’autonomia, la libertà e l’identità umana sono beni relazionali inducono gli uomini, ed in particolare lo Stato, a promuovere l’emergere di rapporti solidali e idonei a sopportare la debolezza dell’uomo, delle singole individualità: si punta così a rimuovere i condizionamenti sociali ed economici, ed a sostenere la possibilità di insorgere della libertà e della partecipazione.
L’uomo trae così vantaggio dall’essere inserito in una rete di scambi: occorre però intervenire per eliminare gli ostacoli sociali ed economici, sostenendo quelle forme positive che permettono la piena libertà e autonomia.
di Andrea Balla
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