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Eugenetica

Con il termine eugenetica ci si riferisce a quella disciplina pseudoscientifica volta al perfezionamento della specie umana attraverso lo studio, la selezione e la "promozione" dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi (eugenetica positiva) e la rimozione di quelli negativi (eugenetica negativa).
Caillot dice che: quando un popolo è rimasto immutato per tanto tempo non si può più sperare di vederlo progredire ed è condannato a morire o ad essere assorbito da una razza superiore. Il più forte mangia il più debole.
Biologi e sociologi hanno banalizzato il razzismo da un punto di vista scientifico. Hanno naturalizzato la società e la storia e le hanno subordinate a leggi tanto necessarie quanto quelle della natura. Questo ha scientificizzato la sociologia e ha trasformato la politica in una sua applicazione ideale in modo da far si che anch’essa sia conforma al progresso.
Haeckel, scienziato tedesco, ha contribuito alla diffusione dell’immaginario razzista alla fine del XIX. È il grande volgarizzatore del darwinismo. Ha proposto una precisa classificazione delle razze umane stabilendo una loro gerarchia in chiave evoluzionistica: dalle razze nere in fondo alla scala gerarchica sino agli indo germani in cima. Era sostenitore di Bismarck, con convinzioni pangermanistiche e odio nei confronti del cristianesimo. Una volta stabilita la scala gerarchica razziale dell’umanità bisognava passare alla sua spiegazione dinamica, per chiarire, attraverso una sociologia scientifica il fenomeno in base al quale le razze nascono e scompaiono.
Gumplowitz, professore di diritto pubblico a Graz dice che le razze sono alla base di tutti i processi sociali in una lotta che le oppone le uno elle altre e che costituisce il motore della storia. La storia è solo un insieme di lotte spietate in cui l’odio razziale e i tentativi di dominio collegano le diverse epoche. A differenza di Darwin, per lui nella storia umana non è in gioco la semplice sopravvivenza del più adatto ma il dominio e lo sfruttamento della razza più debole da parte di quella più forte: servirsi del nemico come di un mezzo per soddisfare le proprie esigenze. La lotta storica per lui non porta al dominio definitivo di una razza più forte delle altre ma è un processo permanente che di continuo rimette in discussione la supremazia conquistata. La razza vinta può mescolarsi a quella dominante. La razza sociale per lui è più simile a una comunità umana che a un entità biologica. La differenza sociale porta con sé, al pari di quella razziale, il desiderio di uccidere da parte delle masse.
di Filippo Amelotti
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