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La disciplina del''appartenenza della società al gruppo: trasparenza e informazione

La conoscenza dell’appartenenza di una società a un gruppo ha, anzitutto, una funzione informativa di tipo preventivo per i terzi che debbano scegliere se entrare in rapporti con una società: quindi sia per i potenziali creditori, sia per chi intenda acquisire partecipazioni in quella società.
L’informazione serve anche a chi è già socio giacché l’ingresso o l’uscita di una società dal gruppo consente ai soci minoritari di esercitare il diritto di recesso.
La società deve quindi indicare negli atti e nella corrispondenza la società o l’ente alla cui attività di direzione e coordinamento è eventualmente soggetta.
Analoga pubblicità deve esser data dalla cessazione del legame di gruppo.
Le conseguenze della violazione del dovere pubblicitario sono severe: gli amministratori rispondono direttamente verso i soci e i terzi dei danni che la mancata conoscenza delle predette informazioni abbia loro causato.
La possibilità di poter efficacemente esperire le azioni risarcitorie contro i soggetti che hanno abusato della direzione unitaria dipende dalla concreta conoscenza di quali atti siano stati compiuti per effetto dell’attività di direzione e coordinamento e di quali ne siano state le conseguenze.
La direzione unitaria innalza significativamente gli oneri informativi a carico delle società controllanti e controllate:
- la società eterodiretta deve esporre, nella nota integrativa al bilancio, i dati essenziali dell’ultimo bilancio della capogruppo;
- nella relazione sulla gestione vanno riportati i rapporti intercorsi con chi esercita l’attività di direzione e coordinamento e con le altre società che vi sono soggette, nonché l’effetto che tale attività ha avuto sull’esercizio dell’impresa sociale e sui suoi risultati.
Si tratta di un vero e proprio rapporto sulla dipendenza dall’altrui direzione che deve consentire ai soci e ai terzi interessati di comprendere il modo con il quale la società viene eterodiretta;
- le decisioni delle società che siano state effettivamente il frutto dell’attività di direzione e coordinamento della capogruppo devono essere analiticamente motivate e recare puntuale indicazione delle ragioni e degli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione.
Il legislatore ha voluto così assicurare ai terzi la possibilità di “rintracciare” fonti e ragioni dei processi decisionali tramite i quali si formano gli atti di gestione allorquando essa derivi da direzione unitaria.
di Stefano Civitelli
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