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Nozione di Rate of Return e Price Cap

Rate of Return


Il rate of return (ROR) è un metodo di regolamentazione tariffaria completamente cost based in cui i prezzi sono stabiliti in modo da generare ricavi in grado di coprire i costi operativi stimati dall’impresa e garantire un “ragionevole” tasso di profitto. Il ROR si basa sul presupposto che non è sufficiente mantenere l’integrità finanziaria di breve periodo dell’azienda, ma bisogna metterla in condizione di attrarre il capitale necessario per gli investimenti di lungo periodo.
L’oggetto della contrattazione fra regolatore e gestore si sposta dal livello delle tariffe alla definizione del capitale fisico impiegato, del tasso di ammortamento, del saggio di rendimento “normale” e del livello dei costi ammessi.
Il metodo consiste nel porre un limite al saggio di rendimento sul capitale investito nell’impresa, limite che viene espresso in termini contabili come rapporto tra gli utili netti e il patrimonio netto.
In assenza di costi  esterni e di imposte, se si considera il rendimento del capitale investito e si ammette che il prezzo di acquisizione del capitale sia unitario e il salario sia w, si può fissare ROR al livello ρ per  un’impresa monoprodotto che ottiene i ricavi ( R ), impiegando capitale ( k) e lavoro (l ).
Quando il tasso effettivo supera quello concesso, il regolatore impone una riduzione tariffaria; quando è inferiore il regolatore autorizza un aumento. Le tariffe possono venire riviste ogniqualvolta se ne presenti la necessità, su richiesta sia del regolatore, sia dell’operatore.
Una variante del metodo standard è il banded ROR. In questo caso viene specificato un intervallo entro cui i guadagni dell’azienda possono variare. I prezzi sono inizialmente stabiliti per generare profitti che cadono all’interno del range ed ulteriori revisioni delle tariffe non hanno luogo finchè i profitti dell’impresa regolata sono compresi nell’intervallo.

Price Cap


Il price cap è il metodo più diffuso nei paesi industrializzati e prevede in un contesto monoprodotto l’individuazione di un prezzo massimo( p), inferiore a quello praticato in un monopolio non regolamentato( p ), ossia p < p      < p     . Nel caso di produzione congiunta, non potendo applicare il vincolo a tutti i prodotti, dati i legami di interdipendenza nei costi, occorre costruire un indice basato su una media ponderata dei prezzi dove p è il prezzo dell’i-esimo bene, w   è il corrispondente peso e  p è il prezzo massimo consentito dell’indice.  La legge britannica permette all’ente regolatore di imporre al gestore dominante che l’indice dei prezzi prescelto aumenti non più del tasso di crescita dei prezzi al dettaglio RPI al netto di una determinata percentuale annua ( X ). Il metodo prende il nome di RPI – X regulation ed è caratterizzato da alcuni criteri base su cui di basa il rapporto di regolamentazione :
- il regolatore pone un limite ai prezzi che l’impresa può praticare sul mercato
- i vincoli sono applicati ad un indice PI dei prezzi di determinati  panieri di beni o servizi offerti dall’impresa multi prodotto
- gli indici dei prezzi “generali” RPI sono aggiustati periodicamente tramite un fattore di correzione   ( X ) preannunciato e rimangono immutati nell’arco dell’intero periodo prima della successiva revisione
- nel lungo periodo i panieri, i fattori di correzione e gli indici dei prezzi vengono riconsiderati e , se necessario, mutati.
Tratto da ELEMENTI DI SCIENZA DELLE FINANZE di Mariarita Antonella Romeo
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