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I mercati pubblici e i mercati privati

(classificazione in base all’assetto istituzionale e proprietario del mercato). Nell’esperienza dei diversi paesi si confrontano 2 modelli:
1) il primo modello (tipico del contesto anglosassone) prevede che un mercato sia un’organizzazione del tipo mercato-impresa, un’organizzazione cioè che opera secondo una logica di stretta economicità. (logica assimilabile a quella di un’impresa). Essa quindi deve ricercare un proprio spazio di operatività in concorrenza con altri mercati, e per fare questo deve offrire performance competitive (costi di transazione bassi, servizi di alta qualità). Questa ipotesi non è in contrasto con la qualificazione di “mercato regolamentato”.
2) il secondo modello è quello del “mercato pubblico”, che nasce attraverso un processo istitutivo delle autorità pubbliche, rientra nella proprietà pubblica, è sottosposto a organi di governo e di controllo in cui è forte la presenza pubblica. L’idea di fondo è che un mercato, soprattutto in campo finanziario, sia un qualcosa in cui non basta organizzare la regolamentazione e la vigilanza; è necessario che abbia una natura istituzionale pubblica per meglio tutelare l’interesse generale.
In un contesto in cui i mercati finanziari nazionali sono messi in concorrenza tra loro e nei confronti dei mercati internazionali, cresce la propensione verso il modello “mercato-impresa” (di tipo privatistico). In Italia la transizione si è concentrata nella seconda metà degli anni ’90, con l’istituzione della Borsa S.p.a, società di gestione del mercato di borsa. La presenza pubblica si concentra in alcuni momenti fondamentali (come quello dell’autorizzazione della Società di gestione, dell’approvazione di regolamenti da questa predisposti e della vigilanza sul funzionamento del mercato).
I mercati domestici e i mercati internazionali.
La distinzione fa riferimento alla dimensione geografica del mercato.
I mercati domestici sono caratterizzati da una stretta relazione tra il mercato e il contesto del paese di riferimento. La relazione riguarda: il sistema normativo e regolamentare – che è quello nazionale - e la prevalenza dell’economia del paese nell’alimentare gli scambi. Sebbene vi siano mercato domestici in cui la componente internazionale è significativa (emittenti esteri quotati, operatività degli intermediari esteri, domanda di investitori non residenti), questi mantengono tuttavia una connotazione nazionale
Altri mercati sono invece caratterizzati dall’assenza della relazione tra mercato e uno specifico contesto paese. Es. tipico è quello degli euromercati, cioè mercati di strumenti denominati valute diverse da quelle del paese in cui si svolge la negoziazione.
di Alessia Chiovaro

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