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L’organizzazione e il funzionamento del mercato azionario

Il settore del mercato dei capitali dedicato alle azioni è comunemente denominato borsa (mercato azionario regolamentato), i cui elementi costitutivi e qualificanti sono:
la presenza di un soggetto giuridico proprietario e responsabile della gestione del mercato. A tal proposito, è importante considerare il contesto giuridico entro cui il mercato è inserito e i meccanismi gestionali. Il contesto giuridico richiama le strutture istituzionali e proprietarie e principalmente il fatto che le borse siano soggette a disciplina pubblicistica o privatistica34.
l’esistenza di una struttura fisica e logistica di un mercato,     nonostante l’evolversi delle tecnologie di comunicazione35. Si può considerare che la “sede fisica” di un mercato abbia senso solo in quanto corrisponde alla sede della società di gestione del mercato.
la definizione di requisiti per l’ammissione delle società o dei titoli alla quotazione, al fine di garantire titoli agevolmente negoziabili ed emessi da società aventi requisiti economico-finanziari adeguati. I requisiti di ammissione riguardano sia le società, sia i titoli quotati. La Borsa Italiana adotta i seguenti requisiti:
le società devono possedere la capacità di generare ricavi in condizioni di autonomia gestionale
i titoli devono essere liberamente trasferibili (no clausole limitative alle negoziazioni sul mercato secondario)
i titoli devono essere diffusi adeguatamente tra il pubblico degli investitori, creando il cosiddetto “flottante” (25% del capitale) al fine di evitare il congelamento degli stessi nel portafoglio dei soci di maggioranza e di garantire almeno potenzialmente un’adeguata fluidità delle transazioni.
devono avere una capitalizzazione di mercato di almeno 5 milioni di €
la standardizzazione dei contratti di compravendita, secondo contenuti e forme predefinite (strutture contrattuali standard), in modo che l’accordo tra le parti si a più rapido e agevole. NB: il tema riguarda, specialmente, le transazioni di mercato secondario
la presenza di intermediari “ufficiali”, a cui gli operatori si rivolgono per la conclusione delle transazioni. L’organizzazione delle borse come mercati di broker o di dealer agevola le transazioni e l’efficacia del pricing.

Si ha una fluidità tendenzialmente crescente delle transazioni passando da:
1. un mercato sul quale operano broker (che agiscono per conto altrui).
2. a un mercato di dealer (che, agendo per conto proprio) possono decidere di diventare controparte diretta di un’operazione)
3. ad un mercato di market maker (che si impegnano, a prezzi predefiniti, a rendersi controparte diretta di una certa operazione)
Ogni ordinamento borsistico stabilisce i requisiti economici e professionali che un intermediario di borsa deve possedere.
la definizione di procedure standardizzate per le negoziazioni e delle modalità di regolamento (procedure di fissazione del prezzo e la liquidazione)
Le forme di negoziazione riguardano le modalità con cui sul mercato vengono fatti confluire gli ordini di acquisto/vendita e il conseguente meccanismo di fissazione del prezzo.
Ad esempio, nella Borsa di Milano, il sistema precedente (meccanismo di asta a chiamata) prevedeva che giornalmente a ogni singolo titolo quotato venissero dedicati alcuni minuti, durante i quali i broker in possesso di ordini di acquisto o vendita si confrontavano verbalmente (negoziazioni “alle grida”) fino ad arrivare a determinare un prezzo che soddisfacesse la maggior parte degli ordini portati sul mercato dagli intermediari (agenti di cambio). Tale prezzo rappresentava il prezzo ufficiale del titolo.
Da diversi anni, la borsa adotta un sistema di negoziazione detto ad “asta continua” (attraverso strumenti informatici e telematici), che accoglie i flussi continui di ordini di vendita e di acquisto, incrociando automaticamente quelli compatibili per quantità e prezzo.
Le negoziazioni relative a un titolo quotato pertanto non si concentrano più in un dato momento ma si distribuiscono lungo l’intero arco della giornata borsistica dando luogo a tanti prezzi ufficiali quante sono le negoziazioni concluse. 
l’esistenza di organi di controllo super partes, garanti della regolarità di funzionamento del mercato. La regolamentazione e la vigilanza sulla borsa riguardano diverse aree di intervento: i rapporti tra investitori, emittenti e intermediari; l’organizzazione degli scambi; le procedure di regolamento. Queste aree giustificano mix differenti di regolamentazione (CONSOB) e di autoregolamentazione (che tende a svilupparsi sempre più in questi ultimi anni nell’area di organizzazione degli scambi; è in questo campo che, in una visione di mercato-impresa, è naturale accrescere l’autonomia e la responsabilità degli organi di gestione della borsa)
di Alessia Chiovaro

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