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Affitto proprietà e agricoltura di rapina. Regno d'Italia nel 1861

Alcuni baroni del sud iniziarono a dare in affitto alcune loro proprietà : chi le affittò fu il ceto borghese. Questo sarebbe potuto diventare un ceto autonomo se avesse investito, invece i borghesi che prendono in affitto si comportano come gli aristocratici: sono assenteisti e cercano solo le rendite per il loro stile di vita.
Con l'agricoltura di rapina (sfruttamento incisivo e duro di braccianti detti “gabellotti” (vedi il Verga ed il Gattopardo).

Non è un problema di assenza di risorse ma di gestione: lo Stato incapace di amministrare in maniera razionale il territorio, il ceto borghese incapace di investire e innovare. Mentre in Toscana a gestire l'esportazione di grano erano i proprietari terrieri, i mercanti del luogo, al sud erano controllate dagli inglesi.
I livelli di alfabetismo e istruzione erano bassissimi, i più bassi d'Italia.

Nel marzo del 1861 viene proclamato il Regno d'Italia ma ci sono economie diversificate. Però riesce a intraprendere un percorso di sviluppo economico e industriale che la porta a collocarsi al centro dell'economia del capitalismo europeo, ma con un percorso lungo per l'Italia in sé e breve per i livelli di partenza rispetto agli altri stati europei: l'Inghilterra impiega 2 secoli mentre l'Italia 1 (dalla fine del 1800 a metà del 1900). Infatti i paesi ritardatari hanno tempi di sviluppo più rapidi perché sanno già che strada seguire.
Tratto da STORIA ECONOMICA CONTEMPORANEA di Barbara Pavoni
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