La tesi del giorno
Il sistema elettorale in Italia
Le discussioni sulle possibili riforme della legge elettorale, pur appassionando politici e giuristi, non possono non interessare anche il comune cittadino, la cui partecipazione alla gestione della cosa pubblica è legata al voto e quindi alla possibilità di eleggere con la più ampia libertà il proprio rappresentante.
In pratica, come sottolinea Roberto Arena all'interno della sua panoramica storica del sistema elettorale italiano, "sono i sistemi elettorali che determinano le modalità di esercizio della sovranità popolare, che condizionano la forma di governo incidendo sui rapporti che si vengono a stabilire tra i supremi organi costituzionali (corpo elettorale, potere legislativo e potere esecutivo), e che incidono anche sul numero e sul ruolo dei partiti politici in competizione".
Come ricorda Arena "tre sono gli elementi fondamentali di un sistema elettorale: la dimensione del collegio, il tipo di scelta che spetta all'elettore e la formula elettorale. Ciascuno di questi elementi corrisponde a una diversa fase del procedimento elettorale: la ripartizione territoriale è infatti preliminare rispetto al voto, la scelta è contestuale ad esso e le regole per la traduzione dei voti in seggi si applicano in un momento successivo all'espressione del voto."
L'ultima legge elettorale nel 2005 ha inciso sui tre parametri in modo tale da creare, dopo poco tempo, la radicata convinzione che vi siano molti punti introdotti dalla riforma che debbono essere modificati, sia per il sistema "secco" a base regionale di premio di maggioranza per il Senato, sia per la mancanza di coordinamento del sistema rispetto alla circoscrizione estero, sia per le evidenti distorsioni sul premio di maggioranza.
In più "sono altrettanto evidenti le esigenze di ridare ai cittadini elettori l'effettiva e consapevole scelta non solo del premier di coalizione e della lista, ma anche dei candidati cui attribuire il voto di preferenza".
Ad oggi sono circa una trentina i disegni di legge presentati agli Affari Costituzionali per attuare una riforma, più un referendum fatto nel 2009, che non ha però raggiunto il quorum.
Molte proposte cercano di prendere spunto da altri modelli europei, in particolare da Francia e Germania, ma, se da un lato il sistema elettorale perfetto non esiste, dall'altro "i sistemi elettorali dovrebbero essere adeguati al contesto sociale, che attraverso la formula elettorale trova rappresentazione politica, e al sistema istituzionale nel quale dovranno operare, e non corrispondere alle convenienze di maggioranze parlamentari presenti o future".
"In Italia invece le riforme del sistema elettorale e le stesse riforme istituzionali vengono utilizzate come strumenti di governo e di lotta politica, trascurando il valore di opzioni che incidono sia sul rapporto tra libertà dei cittadini e autorità, sia sulla forma di governo".
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