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Didattica della lingua italiana nella scuola dell'infanzia in Canada

La preferenza del luogo scolastico, rispetto a quello extra scolastico, come ambiente di apprendimento

La scuola è il luogo primario, successivamente al nido familiare, in cui avviene la formazione di un individuo. In essa, infatti, non solo si pone attenzione alla formazione culturale del soggetto, ma si pone attenzione anche all'educazione personale dell'individuo, attraverso la trasmissione di valori come la condivisione. È in ambito scolastico che avvengono le prime relazioni con terzi, insegnanti e compagni di classe, e proprio la scuola interviene per regolarli e per insegnare a relazionarsi con gli altri con rispetto.
Posto ciò, il luogo scolastico è fondamentale ed estremamente utile per bambini e ragazzi, avendo inoltre frequenza obbligatoria.
I luoghi extrascolastici, che siano corsi linguistici, corsi d'attività motoria, o luoghi prettamente ludici, si concentrano perlopiù sull'obiettivo da raggiungere, senza porre attenzione su altri aspetti sui quali, come abbiamo detto, pone attenzione l'istituzione scolastica.
In materia d'apprendimento, di conseguenza, si cercherà di osservare i motivi per cui l'ambiente scolastico è preferibile rispetto all'ambiente extrascolastico.
Il luogo scolastico è in sé un ambiente contenente dinamiche abbastanza complesse, essendo una grande macchina la cui funzione dipende dalla sinergia di una serie di ruoli quali i docenti, i dirigenti, gli allievi, ed altri funzionari che si occupano della gestione.
Scendendo nel dettaglio del gruppo classe, la scuola si propone l'obiettivo di interpretare tutti i bisogni dei bambini utili al loro sviluppo, questo di norma non avviene in ambiente extrascolastico.
Sono vari i bisogni individuabili citati:

* Bisogni fisiologici
* Bisogni di sicurezza
* Bisogno di stima
* Bisogno di appartenenza
* Bisogno di autorealizzazione
* Bisogno di autonomia


Sono particolarità che rientrano nel metodo educativo scolastico e che, nella loro totalità, non vengono sempre considerati interamente in corsi extrascolastici. Ciò avviene perché nei corsi pomeridiani vi è la consapevolezza, di norma, che gran parte del lavoro educativo è già stato attuato a scuola.
Nel processo di apprendimento è quindi importante soddisfare tutti questi bisogni del bambino, a prescindere dai bisogni fisiologici che, naturalmente, vengono soddisfatti in ogni ambiente per forza di causa.
Le attività didattiche extrascolastiche sono inoltre sempre limitate ad una materia di apprendimento, contrariamente al luogo scolastico in cui può anche esservi uno scambio tra le varie materie per ampliare gli insegnamenti. Quanto al gruppo classe, fondamentale per l'interagire del bambino, essendo costante la frequenza scolastica, rispetto a quella extrascolastica, il bambino ha modo di poter legare ed interagire sempre con gli stessi compagni, di crescere insieme nel corso degli anni, fattore che in ambienti extrascolastici invece non avviene per una serie di motivazioni:

1. Le frequenze sono, di norma, divise settimanalmente in due o tre incontri settimanali;
2. Essendo non obbligatoria la frequenza, spesso accade che si disgreghino i gruppi durante gli anni e si perdano i rapporti.

Ancora, essendo poche le ore a disposizione, è più probabile che si lavori sodo sull'obiettivo da raggiungere, tralasciando invece altri aspetti fondamentali che invece vengono considerati in luogo scolastico.
Ritengo, dunque, più complete le metodologie didattiche attuate dall'istituzione scolastica, proprio perché focalizzate su più aspetti culturali e personali dell'allievo.
Nello specifico circa l'80% del tempo dedicato all'apprendimento nella scuola Primaria avviene in un contesto di gruppo; il gruppo è quindi il “luogo”, “il terreno” dove si attuano le varie esperienze di apprendimento. Ciò che un bambino apprende, ciò che impara e sedimenta fino a farlo diventare un patrimonio personale è influenzato dal clima di gruppo; i risultati delle varie performance (verifiche, interrogazioni, esperimenti ecc…) hanno sempre una correlazione con il clima che in classe i bambini e gli insegnanti respirano. Se il clima è positivo, orientato all'accoglienza, al miglioramento, all'incoraggiamento, alla collaborazione produce una piacevole sensazione nel bambino che a sua volta può determinare un atteggiamento propositivo nell'apprendere grazie al quale il bambino sperimenta il suo potere personale.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Didattica della lingua italiana nella scuola dell'infanzia in Canada

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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Cammisuli
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere
  Relatore: Rosaria Sardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

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