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APPROFONDIMENTI

Associazioni segrete in Italia

19/03/2007

Associazioni segrete in ItaliaI temi inerenti la Loggia P2, il Golpe Borghese, Gladio e l’archivio Mtrokhin, nonostante il passare degli anni rimangono argomenti attuali nei telegiornali e nei quotidiani, ma non viene mai dato risalto a due avvenimenti importanti: l’uno che ha determinato l’intervento dello Stato Italiano sullo “scandalo della Loggia P2“ e l’altro l’importanza che hanno avuto determinate associazioni massoniche a livello internazionale.
1) L’intervento dello Stato Italiano sullo “scandalo della Loggia P2“ ed il Comitato dei tre saggi
Le spregiudicate manovre imprenditoriali e finanziarie degli affiliati alla P2 , crearono un clima di profondo malessere nel Paese, le ripercussioni furono gravi: cadde il Governo Forlani ed insorse una difficile crisi politica .
Il Senatore Spadolini, incaricato dal Presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo, stilò il suo programma governativo all’insegna della cosiddetta “emergenza morale“. Su tali basi ottenne la fiducia del Parlamento. Le sue dichiarazioni programmatiche contenevano anche un preciso impegno del governo relativamente alla “ Loggia P2 “
Il 25 Luglio 1981 il Governo esercita l’iniziativa legislativa, presentando al senato, il disegno legge sulle associazioni segrete. A chiarimento il Presidente del Consiglio afferma dinanzi al Senato che “Sulla base dei dati rigorosamente accertati è emersa una aberrante concentrazione di influenze amministrative della più svariata natura , insieme connesse in un vincolo di omertà e di copertura inquietanti. Non solo, ma è apparso evidente che questi legami proiettavano un’ ombra di indebita privatizzazione nelle strutture pubbliche distorcendole dai loro fini istituzionali , deviandone e deformandone il senso e gli scopi. La proposta di attuazione legislativa dell’ art. 18 è stata messa a punto con attenta preoccupazione di conciliare la difesa dello Stato con la piena garanzia contro ogni insidia al diritto di libera associazione , sacro ad ogni democrazia “
A questo punto vennero adottati alcuni provvedimenti ritenuti necessari. Il cd. COMITATO DEI TRE SAGGI istituito con D.P.C.M. 7 maggio 1981 e composto dai professori Vezio Crisafulli , Aldo Sandulli e Lionello Levi Sandri, che ebbero il compito specifico di accertare se concorressero i presupposti di fatto e di diritto per ritenere che la c.d. Loggia P2 fosse da configurare come associazione segreta, vietata in quanto tale, dall’art. 18 della Costituzione, anche in relazione alla sospetta esistenza degli elenchi di associati occulti, ovvero al presunto di fini diversi da quelli dichiarati.
Così già nel giugno 1981 il Comitato terminava i suoi lavori.
I punti essenziali sui quali si incentra la relazione conclusiva possono essere riassunti in questo modo:
I) Difetto della comunione e collegialità, che secondo le costituzioni dovrebbero caratterizzare le comunità massoniche.
La loggia P2 non tenne alcuna riunione assembleare (il suo scopo era appunto questo) e funzionò praticamente senza effettivi organi collegiali, essendo centrato l’intero potere nel suo capo che, dopo la sospensione del 1976, lo ha esercitato da solo.
II) La finalità precipua della loggia P2 appare non tanto quella risultante dalle Costituzioni Massone, quanto quella della prestazione di una solidale (ma coperta) assistenza tra gli appartenenti al sodalizio.
Nel documento a stampa intitolato sintesi delle norme, ritrovato nelle carte del Gelli, si legge che la loggia è una organizzazione di elité che si prefigge tra gli altri scopi anche quello della solidale assistenza dei sui componenti e che uno dei compiti principali dell’ente è quello di adoperarsi per fare acquisire agli amici un grado sempre maggiore di autorevolezza e potere, perché quanta più forza ognuno di essi potrà avere tanta maggiore potenza ne deriverà all’organizzazione stessa, intesa nella sua interezza. Indizio di tale solidarietà fu anche il giuramento che impegnava l’indiziato a soccorrere, confortare e difendere i fratelli, anche in pericolo di vita.
III) I canali della solidarietà tra gli affiliati hanno nel campo della loggia il loro necessario ed insostituibile tramite: gli affigliati non debbono conoscersi tra loro, non solo al fine di serbare l’incognito, ma anche perché l’autentico potere del gruppo passi solo e tutto per le mani del vertice. Significativa in proposito è la massima enunciata nella sintesi delle norme: prevedi e provvedi alla necessità dei tuoi consimili senza che essi vengano a conoscenza da che i e da dove proviene la solidarietà di cui hanno beneficiato.
IV) La funzione di proselitismo, cioè sostanzialmente l’azione di richiamo scivolata nei confronti di coloro che possano rendere più larga e ricca di risultati l’opera di solidarietà. Essa diede larghi frutti negli ultimi anni: infatti anche se si nutrono alcuni dubbi circa la veridicità degli elenchi sequestrati (che , indicano 962 affiliati) sembra pacifico un incremento vistoso.
V) L’impegno degli associati ha in oltre per oggetto il silenzio. Si legge, infatti, nella sintesi delle norme: il silenzio è d’oro e il modo di comportarsi e di militare nell’ente comporta il dovere di non infrangere la dura regola del silenzio; e ancora è necessario smentire con la massima disinvoltura e con tutta l’indifferenza ogni diceria circa la propria appartenenza all’istituzione.
VI) Risulta poi particolarmente preoccupante la prescrizione che al fine di poter conservare la copertura dei punti di interesse previsti dall’organigramma per i vari settori delle attività pubbliche e private è necessario che ogni iscritto, prima di un suo eventuale avvicinamento, segnali la persona che ritenga più idonea e capace a sostituirlo.
Sulla base di tali risultanze il Comitato è, così, giunto alla conclusione che la Loggia P2 fosse una consociazione anomala.
L’associazione si è adoperata con ogni mezzo a rimanere nascosta, cioè a non fare conoscere all’esterno la propria ideale identità e i suoi autentici fini, ed ad operare in modo occulto. Occulti, infatti, sono rimasti non solo i fini realizzati, ma anche la stessa identità dell’associazione, che non si è mai data una sede e si è sforzata di tenere celati e non rivelare la propria composizione ed organizzazione.
Sulla base di queste argomentazioni il Comitato ha ritenuto la Loggia P2 una associazione segreta, vietata pertanto dall’art. 18 della Costituzione.
2) L’importanza che hanno avuto determinate associazioni massoniche a livello internazionale
L'ingresso massivo di intellettuali e filosofi nelle logge massoniche nella prima metà del '700 pervase di illuminismo e di idealismo l'impostazione dottrinale e filosofica della istituzione latomistica, che si andava diffondendo in tutto il mondo. Ai suoi principi si sono ispirati fino ad oggi i più importanti movimenti per la libertà e la dignità dell'uomo: la rivoluzione francese, con il trinomio Libertà Uguaglianza Fratellanza, la Croce Rossa, fondata dal massone Henri Dunant, la Società delle Nazioni, e quindi l'ONU, attraverso la Dichiarazione per i Diritti dell'Uomo (non a caso gli emblemi dell'ONU e dell'UNICEF sono circondati da una corona di acacia, che è uno dei più importanti simboli massonici) ed anche lo scoutismo internazionale, fondato da Robert Baden-Powell, non iscritto egli stesso, ma vicino agli ambienti massonici ed indotto da Kipling e dal pedagogo massone Ovide Decroly.
Anche i Club di servizio, nella quasi totalità, sono nati per ispirazione massonica. Dei quattro fondatori del Rotary, nel 1905 a Chicago, ben tre erano massoni: Harry L. Huggles (Logga Exemplar n. 966), Robert C. Fletcher (Loggia Lagrange n. 770) e Charles A. Newton (Loggia Golden Rule n. 726); mentre diverse notizie sull'affiliazione di Paul H. Harris non hanno trovato riscontro. Anche il fondatore del Kiwanis, O. Sam Cunnings, era massone così come il fondatore dei Lions, F. Melvin Jones (1917 - Loggia Garden City n. 141 di Chicago): inizialmente il simbolo ''L'' dei Lions Club era racchiuso fra una squadra ed un compasso, simboli massonici per eccellenza.


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