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APPROFONDIMENTI

La Fondazione ''l’Albero della Vita''

11/04/2007

La Fondazione ''l’Albero della Vita''L’Albero della Vita nasce nell’aprile del 1997 dal desiderio dei fondatori di creare una realtà sociale capace di realizzare interventi rivolti all’infanzia incisivi ed efficaci, finalizzati a salvaguardare il diritto di ogni bambino a crescere nelle migliori condizioni ambientali, familiari, affettive, psicologiche.
La sua missione è educativa, applicando in ogni suo intervento i principi di “Pedagogia per il Terzo Millennio®”, un sistema per lo sviluppo e la comunicazione che opera per il miglioramento delle relazioni umane. Il sistema educativo, promosso da Fondazione Patrizio Paoletti, è frutto dell’esperienza accumulata negli anni attraverso lo studio dei meccanismi che determinano il comportamento umano, e delle modalità che ne permettono il cambiamento. L’equipe di ricercatori composta da medici, psicologi, sociologi, filosofi e fisici teorici, da anni è impegnata nell’ applicazione e divulgazione di questo sistema in ambito formativo, didattico e sociale.
L’albero della Vita è impegnato ogni giorno per costruire una società che si prenda davvero cura dei più deboli e per raggiungere gli obiettivi di sviluppo umano indicati nei principali documenti e accordi sottoscritti dalla comunità internazionale, raccogliendo risorse economiche e umane a sostegno dei progetti sociali nazionali e internazionali.
Mira quindi a favorire la crescita di una cultura di solidarietà e la diffusione del diritto, perché i minori siano più tutelati e l’ambiente che li circondi sia più “a misura di bambino”e partecipare attivamente allo sviluppo e alla qualità della comunicazione sui grandi temi di solidarietà, ricerca e assistenza.
Nel 1998 nasce in provincia di Pavia “La Bussola”, la prima Comunità Alloggio per Minori de L’Albero della Vita rivolta a bambini in età scolare e prescolare tra i 4 e i 12 anni, il primo segno di un desiderio di dare una reale possibilità di miglioramento anche nella vita dei più piccoli.
Da allora, per far fronte alle molte e diverse problematiche che affliggono bambini e ragazzi, i progetti de L’Albero della Vita si sono moltiplicati in numero, aree geografiche di intervento e tipologia, interessando bambini di diverse età, condizione psico-fisica e sociale, lingue e culture. Fra i servizi di accoglienza, assistenza e prevenzione, realizzati secondo i criteri dettati dalla legge 285/1997 e quindi con numeri e modalità quanto più possibile “familiari” si annoverano a Milano il centro di accoglienza “Zerotre” per bambini da 0 a 3 anni e il centro diurno di aggregazione giovanile “Vivi ciò che sei”; in Sardegna, ad Arbatax “Domu Mia”, comunità alloggio familiare per il reinserimento assistito di minori in difficoltà; in provincia di Novara “Eco”, comunità terapeutica riabilitativa per minori con problemi psichici, a cui si sono aggiunti i tre centri del progetto “La Rondine” per nuclei mamma/bambino in grave difficoltà.
Un impegno che ha generato spiccate professionalità e una spinta proattiva al lavoro di qualità oggi ampiamente riconosciuto a livello istituzionale e dalle migliaia di sostenitori, aziende e privati cittadini, che ogni hanno finanziano la nascita e lo sviluppo delle tante progettualità.
L’Albero della Vita è inoltre costantemente impegnato in progetti di educazione all’interculturalità nelle scuole e prevenzione del disagio minorile (“Il Pianeta Nuovo”), in campagne di informazione e di sensibilizzazione a livello nazionale su tematiche di disagio minorile in Italia e nel mondo, nonché su tematiche di affido familiare (“Per un fratello in più”) e di aiuto e sostegno alle donne che affrontano la gravidanza da sole (iniziativa “MammAmica”). Negli ultimi mesi stiamo realizzando e promuovendo una nuova iniziativa presso le scuole elementari e medie di Lombardia, Piemonte, Lazio per diffondere e sensibilizzare ai contenuti della Convenzione dell’ONU sui diritti del bambino, iniziativa dal titolo “L’Ora dei Diritti”, che come “Il Pianeta nuovo” ha modalità teatrali e interattive, particolarmente idonee per mediare concetti complessi e impegnativi come il diritto e la multiculturalità.
A ciò si aggiunga il progetto di sostegno a distanza in India, che sta garantendo il diritto all’alimentazione, all’istruzione e alle cure mediche fondamentali a circa 3.000 bambini in una regione di particolare degrado e disagio come il West Bengal, alla quale si aggiungeranno ulteriori interventi nell’area del Sud America.

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