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APPROFONDIMENTI

A volte ritornano: da Euripide ai giorni nostri

17/11/2014

La tragedia, da Euripide ad oggi, ha, prevalentemente, un volto: la donna!
Alcesti, Medea, le Baccanti: tutte protagoniste femminili che esprimono, ognuna a suo modo, un disagio che non mi sento di definire solo privato ma che, a mio avviso, ha tanto origini quanto ripercussioni socialmente connotate!

Partiamo da colei che più di tutte io disistimo: Medea! Mi fu antipatica fin da principio, fin da quando nella solitudine della mia stanza genovese lessi la tragedia nell'estate che separava il penultimo dall'ultimo anno del liceo classico.
Fu un'antipatia "a pelle", come si suol dire; solo anni dopo, quando mi trovai a studiare Filosofia politica, Bioetica e le correnti del femminismo contemporaneo, mi resi conto che la mia antipatia nei confronti di Medea era tutt'altro che istintuale ma recava già in sé il germe della mia razionalità e del mio razionale rifiuto di ogni forma di stereotipo.
Riassumerò in breve la tragedia di Medea: Medea abbandona la famiglia per seguire il suo amore Giasone; si mette contro suo padre e uccide addirittura i fratelli. Dopo anni di matrimonio e dopo aver concepito due figli Giasone sceglie di abbandonarla per un'altra donna più giovane. Medea non sopportando questo dolore e questo affronto uccide i figli per vendicarsi del coniuge fedifrago.
Medea rappresenta la donna che antepone il coniuge ai figli, anzi rappresenta colei che strumentalizza i figli in funzione del coniuge, in questo caso per punirlo!
Nell'odierna società assistiamo spesso a casi di donne che usano i figli per tenere legato a sé un uomo, o rimanendo incinte "casualmente" ovvero incastrando il fidanzato o marito che magari in quel momento o in generale non vuole avere figli; oppure ricattando il partner di non fargli più vedere i figli se sceglie di stare con un'altra.
Insomma assistiamo sempre più spesso a casi di donne che non diventano madri per scelta consapevole e libera né per reale desiderio ma per avere un legame inscindibile con l'uomo che vogliono tenere con sé a tutti i costi; donne che, talvolta, una volta diventate madri senza autentico desiderio entrano in crisi e, non sapendo come gestire la situazione, arrivano in casi estremi a sbarazzarsi dei figli, proprio come Medea!
Ma perché strumentalizzare un evento meravigliosamente naturale come la maternità? È veramente un problema psicologico e individuale o ha radici sociali? La mia risposta va nella seconda direzione: la società con le sue implicite divisioni tra "femminile" e "maschile" ha le sue responsabilità nella nascita e nel proliferare di queste tragedie al femminile.
Penso che tutta quella corrente del femminismo che negli anni '70 si chiamava "femminismo essenzialista" e che oggi si ripresenta, un po' più mitigato ma ugualmente dannoso, con il nome di "femminismo della differenza" crei un divario irreale e inutile tra soggetti di sesso maschile e soggetti di sesso femminile.

Negli anni '70 Carol Gilligan nel suo celeberrimo libro "Con voce di donna" scriveva che esisteva un'essenza femminile differente per natura da quella maschile e quest'essenza consisteva, fondamentalmente, nella capacità di riprodurre: in poche parole la natura della femmina si esplicava nel dare alla luce figli e si realizzava nella maternità.
Quindi la negazione del libero arbitrio: la maternità non è vista come una scelta libera e consapevole frutto di un desiderio del tutto soggettivo che può nascere ma anche non nascere nella mente di una donna; viene bensì vista come un "destino", una sorta di strada pre-tracciata dalla natura. Secondo Gilligan e compagne la donna è naturalmente predisposta alla maternità, non può non volere figli in quanto procreare è la sua funzione naturale!
Da qui tutte le conseguenze sociali: discriminazioni a livello lavorativo e di carriera (l'essenza femminile è la procreazione e la cura, l'essenza maschile è razionalità e propensione alla carriera e al successo lavorativo); frustrazione per coloro che non possono avere figli; senso di colpa e messa al bando per coloro che non vogliono avere figli; strumentalizzazione dei figli in quanto unico "strumento di potere" delle donne!
Il femminismo essenzialista si fonda unicamente su un pregiudizio in quanto biologicamente non esistono prove di questa presunta essenza femminile! La biologia ci dice unicamente che alcuni individui nascono di sesso femminile e, dunque, avendo utero e ovaie che, se fecondate, possono procreare; la biologia descrive un naturalissimo dato di fatto ma non dice assolutamente nulla in merito a cosa comporti, a livello sociale o psicologico, avere le ovaie e l'utero oppure non averli. In altre parole: la biologia descrive ma NON prescrive alcun comportamento adatto per le femmine piuttosto che per i maschi sulla base della differenza sessuale.
Sostenere che compito delle femmine è essere madri mentre compito dei maschi è fare carriera è uno stereotipo socialmente costruito che non ha fondamenti scientifici oggettivi ma è unicamente frutto di macchinazioni socio-politiche atte a conservare una determinata struttura sociale! E il femminismo essenzialista o della differenza che dir si voglia, altro non fa che assecondare questo pregiudizio fondato sul nulla.

Passiamo alla seconda tragedia: Alcesti! Qui ci sono cascata pure io...ammetto! Mi innamorai subito di questa tragica eroina pronta a sacrificare la sua vita pur di far continuare a vivere suo marito, il suo amore! Una donna pronta al sacrificio estremo per il suo uomo: quale prova più grande di vero amore?
Oggi assistiamo a donne che si lasciano massacrare di botte e, a volte, uccidere dai loro uomini pur di non lasciarli, pur di non abbandonarli, pur di rimanere al loro fianco fino alla fine per dimostrare il loro amore autentico ed eterno.
Anche qui il femminismo essenzialista ha le sue belle responsabilità! Inconsciamente fin da piccole molte di noi (forse la maggioranza) assorbiamo questo dannosissimo insegnamento: la donna deve prendersi cura dell'uomo perché l'uomo, in fondo, è debole, è immaturo e da solo non ce la fa!
Il femminismo essenzialista parlava di questa "naturale predisposizione alla cura" insita nella donna fin dalla nascita...un altro virtuosissimo dono della natura a cui, pertanto, non ci si può opporre proprio perché naturale.
Dunque la donna deve prendersi cura dell'uomo come made, come sorella, come fidanzata, come moglie: deve pulire per lui, cucinare per lui, scegliere gli abiti all'occorrenza per lui....non abbandonarlo nella dimensione domestica perché se è vero che socialmente l'uomo è, sempre per natura, più forte della donna, è altresì vero che nella dimensione domestica è la donna la "regina della casa" e, in virtù della sua naturale predisposizione alla cura, deve prendersi totalmente cura dell'uomo e non abbandonarlo!
Quante donne sono morte in virtù di questa "naturale predisposizione alla cura"...Quante donne pur di non abbandonare il loro "naturale regno", la casa, si sono lasciate picchiare, stuprare, uccidere proprio dentro quelle quattro mura domestiche?
Ma da dove proviene questa "naturale predisposizione alla cura"? Da nessuna parte viene! Anche qui è tutto frutto di stereotipi sociali assecondati da tutto un filone femminista; la natura non dice proprio nulla in merito e scientificamente non vi sono prove dell'esistenza di questa presunta predisposizione!
Alcesti riuscì a salvarsi grazie a un dio pagano; le nuove Alcesti, invece, continuano a morire in nome di uno stereotipo che ci viene inculcato fin da bambine e da cui ben poche di noi riescono a liberarsi in età adulta!

E infine le Baccanti... le lascive baccanti che, in preda alla follia infusa loro dal dio Dioniso (Bacco per i Romani), abbandonavano casa e famiglia per folleggiare con orge e bevute arrivando, perfino, ad uccidere in modo cruento mariti e figli e quanti cercavano di ostacolare questo loro nuovo stile di vita.
Riassumendo: Dioniso, non venendo riconosciuto come dio potente e figlio di Zeus, decide di vendicarsi e di fare impazzire tutta la città mettendo in crisi l'ordine sociale e politico.
Da qui tutti, donne e vecchi compresi, cominciano a vestire in modo "eccentrico" e a comportarsi in maniera spudorata dandosi pubblicamente ad orge e festeggiamenti contrari agli usi e costumi imposti dalle leggi vigenti.
Un po' quel che accade oggi quando una "donna di famiglia" abbandona il focolare domestico per riprendersi la propria libertà e si dà alla "vita" con feste e divertimenti di vario tipo.
Questo fenomeno sociale non è sicuramente tragico come quelli di cui ho scritto sopra ma ha le stesse radici: il pregiudizio secondo cui la donna è "per natura" predisposta a fare figli e occuparsi del focolare domestico e della famiglia!
Sposarsi, avere figli, occuparsi di casa, marito, figli e famiglia in generale deve essere una scelta libera e consapevole; se la società, per suoi scopi, continua a tartassare con messaggi che inducono a pensare o, peggio ancora, fanno inconsciamente assorbire che, invece, sposarsi, fare figli e occuparsi della casa è un "compito naturale" cui la donna deve dedicarsi allora le conseguenze sono prevedibili: frustrazione per i caratteri più passivi; ribellione per i caratteri più attivi!
Colei che a 20 anni ha subito passivamente questo "destino naturale", talvolta, a 40 anni, capisce di avere tutto il diritto di scegliere liberamente per la propria vita al di là di ogni pregiudizio e stereotipo socialmente costruito e imposto e, dunque, decide di cambiare il corso degli eventi e lascia marito e casa per riprendersi la propria libertà!
Talvolta tale cambio di rotta può anche comportare atteggiamenti un po' eccentrici i quali, oggi come ai tempi delle Baccanti, suscitano stupore e biasimo da parte di alcuni "benpensanti".

Probabilmente se fin da piccoli non venissimo educati, consciamente o inconsciamente, secondo questi dannosissimi stereotipi essenzialisti, se venissimo, invece, stimolati alla riflessione critica e al pensiero autonomo, allora ognuno di noi arriverebbe all'età adulta abbastanza consapevole da fare scelte più autentiche per la propria vita e a creare meno danni a se stesso, al partner, ai figli e alla società in generale!

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