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Valori comportamentali legati alle fiabe

Nelle fiabe ci sono anche degli aspetti quali la trasmissione vera e propria di valori comportamentali.
Trasmissione di valori legati alla solidarietà e allo scambio e al rispetto sono presenti nelle fiabe tradizionali italiane e vengono molto sottolineati.
Inculturazione al coraggio individuale.
Iniziazione ai valori del gruppo, alla solidarietà e allo scambio e alla collaborazione.
Il rispetto dell’altro arriva fino all’ospitalità gratuita.  Questi sono aspetti fondamentali per la costituzione del gruppo agropastorale.
Abbiamo elementi individuali, sociali e ideologici. L’uomo agropastorale si racconta attraverso la fiaba ed è consapevole della sua preminenza sul mondo naturale ma ha anche un grande rispetto per tutto ciò che è altro,ad esempio l’animale anche se viene ucciso si porta in trionfo adornato come una sorta di scambio nei confronti di questa vittima, il cui valore viene riconosciuto da tutti.
Tutti i mondi altri vengono rispettati, soprattutto il mondo dei morti è un mondo con cui si può avere un certo scambio.
Nella zona alpina si è convinti che i morti della propria famiglia ti possono aiutare soprattutto se sono state molto amate in vita e possono essere invocate nel momento del pericolo.
 C’era un interscambio anche con il mondo di la già in epoca romana. I Lari e Penati  richiamavano i morti della famiglia e andavano venerati. Nei capitelli romani si vedono delle piccole nicchie in cui venivano inseriti i teschi dei parenti, soprattutto in area celtica, vicino alle case o di fianco alla porta di casa.
Con il mondo di la si doveva avere un rapporto perché tutto è in contatto con tutto, esiste e lo si considera come qualcosa di reale nella cultura agropastorale e si ha anche uno scambio con questo mondo. Uno dei primi momenti di questo scambio è quello dell’iniziazione che oltre ad essere un momento di coraggio è anche un momento di racconto immaginario, di viaggio nel mondo dell’al di la della morte.
Che cosa succede in questo momento di rischio e di pericolo?
 Rappresenta la morte ma il bambino ce la fa, abbiamo la sua aggressione,ad esempio cannibali che si avventano sull’eroe divorandolo, nel mondo sciamanico e tibetano. Questi giovani vengono messi in cimiteri dispersi e da soli devono invocare questi spiriti che li divoreranno e loro rivivranno questa aggressione iniziatica ma poi questo divoramento servirà per arrivare allo scheletro che verrà sostituito da uno scheletro di ferro invincibile che darà una forza fisica straordinaria. C’è quindi una morte e una rinascita.
Il primo concetto dell’immaginario della cultura orale è il fantasma del divoramento. Il bambino conosce tutto attraverso la bocca. La sua prima azione è succhiare dal capezzolo della mamma, aggressività del bambino piccolo che se la prende con il seno della madre. La prima forma di conoscenza del bambino neonato avviene attraverso la bocca. Ha un’ansia di divoramento, prima ha un senso di impotenza e non si distingue dalla madre, poi riconosce la madre quando comincia a sorridere eccetera.
La cultura contadina nasce con lo scambio di merci e in cui la trasmissione dei valori culturali avviene non a livello istituzionale ma nei momenti di aggregazione. Il contadino spesso vive isolato o all’interno di un gruppo ristretto, la trasmissione veniva effettuata dai genitori, nonni e parenti in un momenti particolare di aggregazione :
-Inverno: che era il momento più tranquillo, di giorno ci si riuniva intorno al cammino e nella sera ci si radunava nella stalla perché era un ambiente vasto e caldo in cui si raccontavano le fiabe, leggende o aneddoti.
-Raccolto: è il momento della meditura del grano in estate in cui alla sera ci si raccoglieva.
-Feste
I momenti di aggregazione sono i momenti in cui compariva la trasmissione orale e in cui la cultura contadina replicava se stessa in quanto c’era il bisogno di trasmettere valori con l’inculturazione.
Tratto da ANTROPOLOGIA CULTURALE di Selma Aslaoui
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