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Il rimescolamento degli esoni

Come abbiamo già visto, tutti gli eucarioti hanno gli introni, ma nei batteri, questi elementi sono estremamente rari, quasi inesistenti. Vi sono due possibili spiegazioni per questa situazione. La prima, nel modello chiamato il modello degli introni precoci, è che gli introni esistevano in tutti gli organismi, ma nei batteri sono andati perduti per ottimizzare i loro genomi in risposta alla pressione selettiva di aumentare la velocità di replicazione cromosomica e della divisione cellulare. La seconda spiegazione è che gli introni non siano mai esistiti nei batteri, ma siano comparsi più avanti nell'evoluzione. Secondo questo modello, chiamato il modello degli introni tardivi, gli introni furono inseriti nei geni che non ne avevano, forse attraverso un meccanismo simile a quello dei trasposoni. Un chiaro vantaggio nella presenza di introni, è che la loro presenta e la necessità di rimuoverli, consente lo splicing alternativo e, perciò, la possibilità di generare prodotti proteici multipli da un singolo gene. Ma su scala più grande, un altro vantaggio sta nel fatto di avere la sequenza codificante dei geni divisa su più esoni permette la creazione di nuovi geni attraverso il rimescolamento degli esoni.
Tratto da BIOLOGIA MOLECOLARE di Domenico Azarnia Tehran
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