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Gi attori del commercio internazionale: il FMI, la BIRS e il WTO.


DUE ASPETTI FONDAMENTALI DEL DIRITTO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE

Quando abbiamo parlato di prospettiva privatistica, abbiamo evidenziato due aspetti qualificanti di questa prospettiva cioè quello degli ATTORI del commercio internazionale e quello delle FONTI del diritto del commercio internazionale.

I protagonisti del commercio internazionale (gli attori) sono, ci sono 4 categorie di attori:

1. STATO

Lo stato può giocare un duplice ruolo nel commercio internazionale.
L’Italia può firmare un trattato per regolamentare un certo tipo di operazione, fa le regole (→ autorità sovrana) ma allo stesso tempo lo stato può essere anche parte contrattuale quindi può essere come un privato qualsiasi. Se si vuole realizzare una diga in Italia e si fa un contratto con una società svizzere lo stato diventa una parte contrattuale. La TAV può essere un accordo fra due stati, un contratto normale di diritto privato dove i due soggetti sono i due enti pubblici. Quindi soggetto che scrive regole e soggetto che conclude contratti. Ci si comporta secondo le regole del diritto privato nel caso dell’Italia-Svizzera, l’Italia non è un soggetto solo di diritto pubblico cioè autorità ma è anche parte di un contratto quindi secondo le regole del diritto privato.

Quando lo stato invece si comporta in maniera di autorità in che modo lo si può comportare? In vari modi: può quando si tratta del diritto del commercio internazionale applicare una politica di “lascia stare”, fa sì che il mercato trovi la sua regola, fa si che tutto trovi il suo equilibrio. Una sorta di permissivismo di stato, quindi non si preoccupa di imporre regole ma lascia che siano gli operatori economici privati ad autoregolarsi oppure ci può essere il cosiddetto protezionismo cioè una regolazione unilaterale del commercio estero mediante norme di diritto pubblico dell’economia. Quindi o può avere un comportamento di astensione o un atteggiamento di vera intromissione nel settore del diritto del commercio internazionale e poi può sempre comunque partecipare ad accordi internazionali multilaterali o bilaterali. Lo stato può reagire in maniera diversa, il modo di porsi di fronte all’investimento estero.

Come ci si pone ad altri stati per esempio che vogliono investire? Si vuole difendere le proprie risorse naturali o si vuole far in modo che chi venga trovi un terreno fertile per gli investimenti oppure si cerca di ostacolare? L’atteggiamento dello stato nei confronti degli investimenti esteri può essere molto diverso. C’è anche il rischio per l’impresa che va ad investire in un paese straniero, che si arriva e lo nazionalizza. Uno stato lo nazionalizza cioè da parte contrattuale uno stato può cominciare a giocare secondo regole diverse e quindi da parte contrattuale → autorità. Prima gli fa fare un investimento e poi cambia la legge che lo nazionalizza. Per esempio l’energia elettrica in Italia non può essere in mano a privati e quindi se uno stato ha creato una società elettrica in Italia, lo stato lo prende. Questo è successo con il sistema delle comunicazioni televisive. Prima questo settore doveva essere solo in mano allo stato. Quando è nato canale 5 per esempio che ad un certo punto come altri canali e radio cominciano ad acquisire un ruolo nazionale. Si è cominciato a parlare di violazione della costituzione da parte di queste attività. Per l’Enel ancora oggi →  energia elettrica non si può produrre, se la si produce la si rida all’Enel stessa. Ci sono dei settori considerati strategici, chiave che non possono essere oggetto di iniziativa economica libera. La nostra costituzione ci dice che l’iniziativa economica privata è libera ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e la legge applica dei controlli e programmi affinché l’iniziativa economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Quando noi parliamo di proprietà privata/iniziativa economica libera nel nostro ordinamento tutto questo è possibile ma l’Italia è uno stato sociale di diritto, non è uno stato di diritto. Quindi articoli 41, 42, 43 → troviamo che l’iniziativa economica, la proprietà privata ecc.. hanno sempre un limite, di non andare mai ad contrastare con l’utilità sociale, di non perseguire fini sociali e non devono mai scontrarsi contro ciò che rappresenta questa dimensione del sociale. La mia libertà non deve mai contrastare con un’utilità sociale. Nell’ordinamento britannico sopratutto (ma anche americano, solo alcuni emendamenti) non c’è una vera costituzione scritta poiché l’unica traccia è la magna carta libertatum del 1215 e hanno due parole per la loro costituzione che riassumono un concetto, una filosofia: liberty and property. Non si parla di utilità sociale. C’è un atteggiamento diverso rispetto all’iniziativa economica e verso il concetto di proprietà privata.

Lo stato come interviene come autorità nel diritto del commercio internazionale?
(da qui in poi cose che chiede solo allo scritto) quando parliamo dello stato italiano come soggetto protagonista del diritto del commercio internazionale, interviene l’attività dello stato sopratutto attraverso alcuni organi.
Quinta commissione permanente CIPE= a livello centrale →  commissione permanente per il coordinamento e l’indirizzo strategico della politica commerciale con l’estero. È una commissione interministeriale quindi dentro ci sono tutti i vari ministeri: ministero dello sviluppo economico, ministero degli affari esteri per la cooperazione internazionale, il MES, quello delle politiche agricole..ecc.. nel 1998 è stata istituita questa commissione perché si voleva seguire un’ideale di sistematizzazione e di creare delle regole in materia di istituti statali che si occupavano di diritto del commercio internazionale. Quindi si occupa principalmente di politica industriale e di politica per l’internazionalizzazione. Questa commissione del CIPE all’interno di quella che viene definito sistema-paese va a coordinare la propria attività con la cosiddetta cabina di regia. All’interno di quello che viene definito sistema-paese il ruolo fondamentale lo occupa sia questa quinta commissione permanente del CIPE che ha la funzione di coordinamento e indirizzo strategico della politica commerciale con l’estero. È il vertice della piramide, è quella che da direttive a tutti gli organismi amministrativi, enti coinvolti. Poi c’è invece questa cabina di regia che definisce gli indirizzi strategici delle politiche di internazionalizzazione e promozione degli scambi con l’estero. Quindi questa è più proiettata verso indirizzi strategici, promozione di investimenti. La quinta commissione permanente invece serve a coordinare e indirizzare gli enti. All’interno di tutto questo calderone entrano tutta una serie di soggetti → ministero degli affari esteri, istituto nazionale per il commercio estero, SACE e anche altri soggetti. Tra cui per esempio le camere di commercio e le stesse regioni. La regione anche ha un ruolo nel commercio internazionale Quindi parte ministeriale, commissioni, cabina di regia e commissione permanente
CIPE → approfondire sul libro.

Parlando lo stato come soggetto, come attore del diritto del commercio internazionale abbiamo visto che all’interno dello stato italiano, due sono le figure centrali: la quinta commissione permanente del CIPE costituita nel 1998, la cabina di regia e i vari ministeri. Poi c’è un istituto molto importante →  istituto del commercio estero che ha la funzione di fornire informazioni, agevolazioni in termini di sviluppo dei rapporti commerciali con l’estero, crea degli importanti contatti con le rappresentanze diplomatiche italiane all’estero ed elabora le cosiddette schede paese. Le schede paese cioè quelle schede che danno un quadro informativo sulla situazione politica ed economica di un certo stato. Se si decide di fare un investimento per esempio nel Lesotho e non si sa che quadro politico ed economico si può presentare quindi molto importante è il ruolo di questo ICE. Accanto all’istituto nazionale per il commercio estero (ICE) esiste la SACE, è simile ad un impresa privata di assicurazioni che si avvale in un certo senso della garanzia dello stato. Se si vuole fare un investimento in un paese a rischio e ci sono delle problematiche si può assicurare il rischio che qualcosa vada male e si fa attraverso la SACE che è sostenuta dallo stato.

Le camere di commercio

Oltre a questi istituti collegati con lo stato ci sono anche altri enti da tenere in considerazione quando parliamo dello stato e degli enti nazionali che possono avere rilevanza. Primi fra questi sono le camere di commercio. Queste camere possono essere viste o come camere di commercio in Italia o come camere di commercio italiane all’estero e straniere in Italia. Sono importanti perché se consideriamo le camere di commercio italiane e le loro funzioni, posiamo dire che le loro funzioni sono:
• rappresentano il registro delle imprese. Cioè se dobbiamo costituire un impresa/società di neve andare a registrare presso le camere di commercio. Prima si doveva andare in tribunale ma ora da diversi anni si va presso le camere di commercio. Queste camere di commercio sono enti autonomi di diritto pubblico che svolgono numerosi servizi per le imprese nella circoscrizione di competenza quindi di solito coincidono, hanno un mandamento che coincide con quello della provincia cioè la camera di commercio si identifica in termine di distretto con quello della provincia.
• Rilasciano anche certificazioni importanti
• rappresentano uno sportello per l’internazionalizzazione cioè forniscono una prima informazione in materia di import e di export e di fiere, appalti. Quindi sono il primo punto di riferimento che si deve andare a consultare se si decide di intraprendere rapporti con l’estero. Quindi prima si va alle camere di commercio locali.
Accanto alle camere di commercio di questo tipo esistono altri tipi di commercio, le quali svolgono una serie di funzioni molto importanti solo che mentre le camere di commercio italiane in Italia sono dei diritti autonomi di diritto pubblico cioè sono di veri e propri enti pubblici, queste altre camere di commercio: straniere in Italia o italiane all’estero multinazionali sono delle associazioni private di imprenditori.

Per quale motivo gli imprenditori prendono parte di queste camere di commercio? (camere di cooperazione o camere di commercio internazionali) perché offrono importanti servizi di consulenza ed incentivi di sviluppo degli affari.
Quindi le loro funzioni sono:
• favoriscono le relazioni bilaterali fra gli operatori italiani e il paese che dovrebbe ospitare l’investimento.
• danno consulenza e assistenza in materia di export ed import
• attività informative alle imprese in materia di dogane, dazi, prezzi, trasporti, certificati di origine, fiere, aiutiamo nelle situazioni di controversie.
• vigilano sull’osservanza dei trattati perché se c’è un trattato commerciale fra l’Italia e la Cina la camera di commercio in questione da uno sguardo, vigila sulla attività e l’osservanza di questi trattati.
• possono aiutare ad intensificare e far conoscere il consumo dei prodotti italiani. Se si vuole far conoscere per esempio la qualità dei cappelli che vengono fatti nelle marche in mongolia. Come si possono pubblicizzare? Come si può colonizzare questo tipo di mercato? Diventa importate trovare dei canali per fare in modo che si possano conquistare dei nuovi mercati sopratutto agevolare la conoscenza dei prodotti italiani.
Alcune funzioni svolte della camera di commercio le svolge già qualcun’altro → come l’ICE. L’istituto per il commercio estero per certi versi si sovrappone nelle sue attività all’attività delle camere di commercio. Chi è che rappresenta un ruolo importante nel commercio internazionale? Da qualche tempo, in seguito alla riforma di alcuni aspetti di diritto costituzionale ha un ruolo importante, con una potestà quasi concorrente in materia di commercio internazionale, l hanno assunta le regioni. La regione comincia ad avere un ruolo in materia di rapporti con l’UE e con il commercio estero, cioè si crea una specie di legislazione concorrente. Le regioni però nell’intervenire nell’ambito del commercio estero non si comportano tutte allo stesso modo, c’è chi lo fa direttamente e c’è chi lo fa con delle agenzie specializzate e chi invece lo bacon delle società controllate. Questo è il caso delle marche, che si occupa di diritto del commercio internazionale attraverso una coésietà controllata che si chiama sviluppo marche s.p.a.
Quindi c’è lo stato, ci sono le camere di commercio e anche le regioni. L’intervento regionale cambia a seconda delle regioni. Poi ci sono anche delle agenzie che sono finalizzate a raccogliere investimenti come la INVITALIA, è un’agenzia per attrarre investimenti. È una società di gestione di tutti gli incentivi nazionali che favoriscono la nascita di nuove imprese e le start up innovative. È un punto di riferimento a cui rivolgersi quando per esempio si vuole avviare o espandere un’attività in un certo paese oppure possono farlo le imprese estere se vogliono fare un investimento nel nostro paese. Quindi ha un doppio canale.

Tutti i soggetti come si coordinano tra di loro?  Il primo problema è quello della sovrapposizione dei ruoli. Se si volesse organizzare una fiera per un paese arabo per far conoscere i miei prodotti potrei rivolgermi all’ICE ma anche alla camera di commercio per la cooperazione Italia - Paesi Arabi. Un altro limite evidenziato è il fatto che non c’è un targeting adeguato perché magari voglio aprire delle succursali in paesi emergenti che non hanno le infrastrutture oppure voglio rivolgermi ai paesi avanzati e non riesco invece a produrre, promuovere adeguatamente alcuni prodotti che potrebbero avere successo. Questi prodotti da vendere in paesi avanzati possono essere in settori: agroalimentare e la moda → dove l’Italia è molto conosciuta per questi prodotti.
Non si va ovviamente a vedere prodotti tecnologici italiani in Giappone. Però se si va a vedere prodotti di moda per esempio bisogna saperli targetizzare, si deve sapersi muoversi. Se si fa un investimento si devono fare una serie di valutazioni. Un altra valutazione da fare è quella di ex-post → cioè quali soddisfazioni ha ottenuto l’investimento da parte degli utenti locali o dai diplomatici. Spesso questo dato, servizio non si valuta. Spesso il controllo sul feedback non si fa ed invece è molto importante.
Quindi il ruolo delle regione in parte si sovrappone a quello che è il ruolo delle camere di commercio ma tutte le regioni siccome operano con modalità diverse ognuno se la gestisce come vuole quindi cè il rischio che si facciano delle cose in maniera non precisa. Alla fine quello che fondamentalmente bisogna tenere presente è che questo è un sistema perfettibile e che se è adeguamento strutturate, coordinato ed organizzato potrebbe essere veramente una Ferrari per il nostro paese a livello del diritto del commercio internazionale. Lo stato quindi è sia regolatore del commercio internazionale quando agisce in iure in medium ma anche un operatore del commercio internazionale in iure privatorum. Lo stato che cosa tenderebbe a fare se fosse stato-stato, se c’è una controversia a portarla di fronte ai propri giudici e se ci fossero delle situazioni delicate a invocare le comunità. Quando lo stato invece si deve comportare come una parte contrattuale diventa inevitabile che le soluzioni delle controversie le deleghi a degli arbitri e non ai propri giudici e che debba rinunciare ad una parte di queste sue immunità perché senno non sarebbe una parte contrattuale sullo stesso livello della controparte.

2. ORGANIZZAZIONI INTERGOVERNATIVE

Le organizzazioni intergovernative a vocazione universale sono centri indipendenti di organizzazione istituzionale della cooperazione fra stati.
A vocazione universale (ONU, WTO, FMI e BANCA MONDIALE) significa che possono riguardare tutti gli stati del mondo perché poi esistono anche quelle a vocazione regionale → cioè che riguardano soltanto alcuni paesi.

Le organizzazioni intergovernative a livello regionale sono=
• UE → protagonista del commercio internazionale, ha un ruolo importante, riessere come membro all’interno dell’OMC, i paesi membri dell’UE non possono mai essere considerati stranieri l’uno rispetto all’altro e all’interno dell’UE esistono numerose libertà di capitali, persone servizi ecc..vi è il parlamento europeo, il consiglio europeo, commissione, alto rappresentante per la politica estera. L’UE è un sistema in evoluzione, è stata modificata, rimodificata e con il trattato di Lisbona del 2007 → è stato modificato il trattato sull’UE ed è entrato in vigore il trattato sul funzionamento dell’UE. Non esiste ancora un modello di costituzione a livello europeo perché non è stata approvata da tutti.
• OCSE →  cioè l’organizzazione per la collaborazione e lo sviluppo economico. Fu costituita nel 1960 con la convenzione di Parigi e ha la funzione di promuovere politiche volte a garantire l’espansione dei paesi membri con una certa attenzione ai paesi i via di sviluppo e anche riducendo gli ostacoli agli scambi internazionali.
• OPEC →  è l’organizzazione dei paesi esortatori di petrolio
• NAFTA →  Canada, Messico e USA dove lo scopo è quello di creare una zona di libero scambio
• MERCOSUR → in america latina + Caraibi
• ASEAL AETA → paesi che si trovano in Asia + Pacifico
• UNIONE AFRICANA

Normalmente non hanno dei poteri coercitivi, il potere di imporre qualcosa però le organizzazioni intergovernative a vocazione universale si caratterizzano:
• possono essere aperte cioè che è possibile diventarne membri anche dopo che siano state costituite, non è detto che uno debba essere membro solo all’inizio oppure la porte è chiusa.
• possono essere chiuse dove non è possibile diventare membri dopo che siano state costituite.
• possono essere a competenza generale cioè si occupano di una serie di materie
• competenza speciale quindi solo determinate materie
Sono organizzazioni interstatuali cioè fra più stati pero con un ambito di operatività non limitata a determinati continenti o determinate aree ma stiamo considerando quelle che riguardano l’intero pianeta. Sono importanti perché farne parte significa trovare una sede per stipulare convenzioni interstatali. è un modo perché gli stati si parlano, perché predispongano delle guide contrattuali, delle leggi modello e perché si aiuti a capire il contenuto e le modalità di prassi del commercio internazionale( → molto importante).

Queste organizzazioni intergovernative a vocazione universale sono:
ONU cioè l’ organizzazione delle nazioni unite: è una organizzazione aperta a competenza generale. Quindi l’onu può intervenire in materia di diritto del commercio internazionale. Le sanzioni Onu sono quelle che vengono combinate ad un paese come la Siria quando ci sono una serie di fatti politici che mettono a rischio i diritti umani/civili. Quindi l’ONU attraverso i suoi strumenti: assemblea generale, consiglio di sicurezza, corte di giustizia dell’aia, il segretariato e il consiglio economico e sociale ha i mezzi per intervenire nel diritto del commercio internazionale.

Ma ci sono altri organi, organizzazioni che intervengono ancora di più nel diritto del commercio internazionale come:
OMC/WTO cioè l’ organizzazione mondiale del commercio → ambito di portata generale ma di natura specifica e aperta. È importante perché è sostanzialmente il punto di arrivo di un percorso: ITO → carta dell'Avana → Fondo Monetario Internazionale → Banca Mondiale → ONU, siamo intorno agli anni '40 e arrivati a questo punto succede che su ispirazione di altri paesi si vuole cercare di rimettere le mani nell’ordine economico mondiale, riorganizzarlo, renderlo libero e consentire una sorta di liberalizzazione degli scambi. Lo scopo primario è quello di tentare di regolare giuridicamente i rapporti degli stati su basi multilaterali. Nel secondo dopoguerra si punta ad un atteggiamento liberistico, quello che viene definito neoliberismo (dal '45 in poi). Inizialmente vi era stato il liberismo, la prima globalizzazione economica poi era seguito il nazionalismo economico, il cosiddetto  → beggar thy neighbor cioè frega il vicino. Finito questo periodo, dopo la seconda guerra mondiale ritorniamo ad un nuovo periodo di liberismo. È un liberismo diverso perché oltre al liberismo dove rinasce la lex mercatoria adeguata alle normative nazionali ed internazionali, perché è il momento in cui il liberismo che era totale in passato dove ci si affidava al mercato dove il mercato fa le regole qui è un liberismo organizzato, un multilateralismo istituzionalizzato perché va compatilizzato con altri valori e si cerca di compatilizzare la libertà con altri principi come quello di non discriminazione, principio della reciprocità e si tiene sempre presente il principio della cosiddetta clausola della nazione più favorita (un principio del diritto del commercio internazionale che dobbiamo sapere molto bene) →  questo principio nasce nel periodo del liberismo ma non passa mai di moda. Diventa uno dei principi cardine del diritto del commercio internazionale.
Questo principio era l’unico strumento che veniva utilizzato per tutelare i privati al momento quando vigeva il sistema liberista. Questa clausola dice che se un rapporto commerciale fra me e lui vengono utilizzati dei dazi sostanzialmente bassi quando io mi vado a relazionare con altri paesi non dovrei applicare a questi altri paesi dei dazi più alti ma dovrei riconoscere agli stessi paesi il trattamento riconosciuto a lui che è la nazione in questo caso più favorita. Quindi un certo tipo di trattamento che viene riconosciuto ad un certo paese in termini di dazi doganali, limiti di importazione ecc..secondo il principio della nazione più favorita lo dovrei estendere anche agli altri paesi, è un altro aspetto di quel principio della non discriminazione. Lo scopo è che se io decido di intraprendere una determinata politica protezionistico poi questa deve essere la stessa nei confronti di tutti perché se magari adotto un trattamento più favorevole rispetto ad un certo paese in teoria lo dovrei estendere anche agli altri. È un aspetto del principio di non discriminazione. Questi principi sono i figli del liberismo classico e quelle modifiche rappresentano ciò che fa nascere un nuovo liberismo negli anni '40.
Viene creata l’ITO la quale dovrebbe essere realizzata attraverso la sottoscrizione della carta dell'Avana ma il problema quale è? Molti stati si rifiutano di sottoscrivere la carta della vana e succede che in questo quadro che doveva essere composto da ITO, fondo monetario internazionale, banca mondiale  → tutti collegati in maniera stretta con l’ONU, il pilastro dell’ITO non può realizzarsi sia per ragioni dell’imperialismo britannico sia per i conflitti sulle politiche liberiste, sia per la guerra fredda che inizia con la Russia. Alla fine fine non si arriva a sottoscrivere la carta della vana quindi l’ito non viene ad esistere.

E quindi come si comincia a regolare il commercio internazionale? Come lo regolamentiamo? Abbiamo un fondo monetario che esiste, una banca mondiale, l’ONU ma non abbiamo il quarto elemento che doveva essere molto importante allora si ricorre ad una soluzione di salvaguardia cioè si va a prendere un pezzo della carta della vana che era un accordo allegato di uno stralcio del capitolo quarto, il cosiddetto GATT → Il General Agreement on Tariffs and Trade →  questo Gatt per decenni ha rappresentato il pilastro della normativa a livello Intergovernativo del commercio internazionale. A partire dal 1947 viene adottato e il GATT per come si atteggia, era innanzitutto un pezzo di un accordo molto più ampio e strutturato e di un progetto più ampio e strutturato cioè quello dell’ito ma questo ricorso al GATT avviene con un idea programmatica: nel senso che hanno deciso di temporaneamente fare riferimento al GATT, alle regole, hanno deciso di darsi le regole del diritto del commercio internazionale con l’intento di rimetterci le mani. Solo che ci si rimette le mani solamente 50 anni anni dopo. Quindi dal 1947 fino al 1995/1996 il GATT ha svolto un ruolo fondamentale ed è stato il principale strumento internazionale nel settore del commercio internazionale fino alla nascita del WTO (1996).
Il GATT ha molti problemi:
• nasce con intenti provvisori
• non aveva una struttura istituzionale forte, era esule cioè per esempio non vi era un’assemblea come ha invece il WTO che ha la conferenza dei ministri. No struttura definita.
Ha le parti contraenti che sarebbero gli stati membri che messi insieme diventano una specie di assemblea. Poi c’era un segretario che dava una mano prestato dall’ONU.
• non è stato mai ratificato cioè non ci sono delle leggi che dicono noi applicheremo il GATT quindi non è mai diventato un accordo direttamente applicabile all’interno dei vari stati però non è stato mai contestato quindi lo si applicava sulla base di un protocollo di applicazione provvisoria. Subiva numerose deroghe: in forza della clausola grandfather, e poi delle clausole di salvaguardia che uno poteva invocare.
• c’era una famosa clausola “grandfather” dove le disposizioni nazionali non potevano essere in contrasto con quelle del GATT però se queste erano vigenti al momento in cui è stato adottato l’accordo la si poteva mantenere. Quindi una volta entrato in vigore il GATT non si potevano più utilizzare o attuare delle norme che andavano in contrasto con il GATT stesso.
• il GATT non si occupava di molti ambiti, il GATT dettava delle regole solo in materia di movimenti di scambio di merci. Questo era un grosso limite del GATT.
Quindi c’era una sorta di lacunosità della disciplina, una struttura esile e poi al di là di questo c’era una clausola di salvaguardia dove uno stato in presenza di certi rischi, particolari pregiudizi poteva temporaneamente rimettere delle limitazioni restrittive verso l’importazione da altri paesi quando questi poteva danneggiarlo. Quindi c’era più o meno una regolamentazione di fondo ma era poi cosi rigida, vincolante per i paesi.
Subito dopo l’entrata in vigore del GATT, si cominciano ad avverare le prime difficoltà legate a questi suoi difetti e all’interno dello stesso GATT ci sono paesi che spingono in direzioni diverse perché se gli usa per esempio spingono verso la liberalizzazione degli scambi e spigolo per avere meno regole, per essere liberi e più competitivi mentre comunità europea (chiamata così a quei tempi) e Giappone assumono a quel tempo un atteggiamento diverso, ritornano ad una sorta di protezionismo, di regionalismo economico. Questi è il periodo in cui inizia a nascere quella che è l’attuale unione europea. La creazione dell’unione europea dove tutti si danno una mano è una spinta esattamente uguale e contraria a quella dell’America che invece vuole la liberalizzazione. L’Europa si difende in un certo senso. La stessa cosa fa il Giappone. Molti paesi dell’africa e Asia acquistano l’indipendenza e ci troviamo di fronte all’esigenza dei cosiddetti paesi in via di sviluppo che chiaramente di fronte ad un GATT che propina clausola della nazione più favorita, non discriminazione, libertà vogliono essere tutelati perché loro si trovano in oggettiva posizione di arretratezza rispetto al cosiddetto nord avanzato. Quindi da un lato spinte verso la libertà degli scambi (USA) mentre dall’altro resistenze dovute a o dei quadri politici abbastanza eterogenei come l’EU o i paesi in via di sviluppo che si devono difendere (→ quindi resistenza anche qua). Loro si devono mettere in pari e la clausola della nazione più favorita gioca completamente al loro svantaggio quindi si comincia a parlare di trattamento previdenziale nei confronti dei paesi in via di sviluppo e di non reciprocità di confezioni tariffarie, di deleghe a quelle che erano le regole tipiche. Il GATT è comunque uno strumento universale perché nel 1986 quando sostanzialmente viene meno ne fanno parte 92 paesi e anche perché grazie al GATT vengono stipulati oltre 200 accordi autonomi e non generali?, codici che da un lato sono fonte di tanti frazionamenti, di tanti particolarismi cioè il problema del GATT è che uno poteva scegliere (c’era il cosiddetto free writing) la disciplina di uno con le modalità di un’altro, uno se la costruiva e si sceglieva la soluzione di maggior comodo. Tutto questo e tutte le debolezze del GATT → si tende a volerle ridurle mediante il raggiungimento di un nuovo traguardo cioè tramite L’ ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO (WTO). Ci si è arrivati tramite i cosiddetti round.
A partire dal 1954/55 organizzano nei vari anni questi round fin quando nel 1981 con la dichiarazione Punta del Este (Uruguay)
 → iniziativa partita nel 1981 e sviluppata nel 1986 si comincia veramente a parlare di organizzazione mondiale del commercio. Perché è importante questa organizzazione?
Perché intanto si assiste ad uno sforzo multinazionale mai visto/consistente per realizzare la più imponente regolamentazione di relazioni commerciali → lo scopo è questo. Si arriva a capire tra stati che un organizzazione mondiale del commercio concepita come questa, ha i suoi consistenti e numerosi vantaggi.
Non si parla più soltanto di un accordo o di un istituto che si occupa solo di merci ma si comincia a parlare di effetti di liberalizzazione in materia di riduzione di dazi, barriere, integrazione in molti settori come tessile, agricolo.
Le regole che prima riguardavano lo scambio delle merci, ora vengono estese allo scambio dei servizi. Questa è una delle novità dell’OMC. Anche riguardavano il settore della proprietà intellettuale, degli investimenti esteri.
(UE, OCSE, OPE, UNIDRAW, UNTA, UNCIDRAWL, camere commercio, org. Transanzionali) → da sapere. Il WTO è molto interessante perché ci sono tante vicende perché essendo partito nel 1996 non è che inizialmente nel WTO sedessero tutti i paesi importanti nel panorama del commercio internazionale. Mancavano un paio di attori fondamentali e altri che erano presenti in maniera particolare. Quando è che diventa determinante fare parte del WTO? Quando è entrata la Cina (Taiwan a parte) o più recente quando vi ci è entrata la Russia. Partecipa anche al WTO l’UE, cioè esiste proprio un membro di questa organizzazione che è l’UE perché per certi tipi di materie interviene proprio l’UE. È un istituto che rispetto al GATT che era solo un accordo, che doveva essere temporaneo, che era non stabile → tutto questo viene sostituito da un istituto che invece vuole dettare delle regole dove tutti si impegnano affinché ci siano delle regole universali ed un sistema di regolamentazione del commercio internazionale in maniera stabile e strutturata. Più sono i membri che ne fanno parte e più è vincente la scelta di utilizzare/fare il WTO. I numeri dei membri sono negli anni aumentati. La procedura di ammissione al WTO fatta di serie di procedure, un iter molto particolare perché si vuole garantire che queste regole vengano applicate da tutti allo stesso modo. Quindi da atteggiamento beggar thy neighbor, nazionalismo →  si arriva a partire dal 1996 a un sistema di totale apertura alla collaborazione, a scrivere delle regole comuni. Alla luce del WTO acquistano importanza due agenzie delle nazioni unite che da subito dovevano avere un grande ruolo ma che ora finalmente vengono accompagnate a quel quarto pilastro mancante cioè il fondo monetario nazionale e la banca mondiale.

Quali sono gli effetti che genera la nascita di questo WTO?
Lo scopo principale è quello di liberalizzare il commercio a seguito di negoziare →  quindi liberalizzazione significa riduzione di dazi e barriere non tariffarie come per esempio le barriere quantitative (limitazioni possono essere di diverso tipo: fiscale o mediante numeri quantitativi massimi e minimi). Le parti hanno bisogno di parlare, trattare e devono trovare un luogo, una situazione in cui questo possa avvenire. Nel sistema vengono integrati anche altre settori come i settore agricolo e tessile, ma sopratutto le regole che avevano qualificato il GATT e che attenevano allo scambio di merci (solo commercio, liberalizzazione di merci), ora riguardano anche i servizi → innovazione che si realizza con il WTO, e anche la proprietà intellettuale e gli investimenti esteri. Quindi l’ambito di applicazione, di operatività dell’organizzazione mondiale del commercio si amplia. Importanza della tutela della proprietà intellettuale: tutela dei marchi, tutela dei diritti d’autore. Con l’ingresso di alcuni paesi, hanno contribuito a dare delle regole molto importanti. La tutela di alcuni diritti privativi come i brevetti o diritto d’autore, i marchi importanti contro il mercato della contraffazione. Quindi con l’ingrasso all’interno del WTO che non entrano da subito ma entrano successivamente, si crea un sistema in cui tutte le parti giocano secondo le regole e tutti mirano ad osservarle queste regole. Questo garantisce per chi fa un investimento, investe risorse, acquisisce prestiti, mette energie e sforzi in questi investimenti ha anche la garanzia di avere una sua tutela.
1 gennaio 1995 entra in vigore l’atto finale del WTO, solo che il passaggio effettivo avviene attraverso un periodo transitorio di un anno e quindi l’effettiva entrata in vigore del WTO è il 1 gennaio 1996. Come avviene questo passaggio? Passaggio exnovo cioè come se questo soggetto fosse appena nato o è un passaggi che viene effettuato utilizzando ciò che era stata l’esperienza del GATT? Avviene attraverso una Implementation conference del 1994 tutte le strutture, i documenti, obblighi, decisioni, prassi, procedure e principi → tutto ciao che era stato frutto dell’attività del GATT 47 viene recepito nel mondo del WTO. Tutto ciò che aveva rappresentato l’esperienza pratica, teorica, applicativa e istituzionale del GATT 47 non viene accantonato ma viene acquisito e recepito all’interno del WTO. Quindi si tratta di un’esperienza continua.

Come è la sua struttura struttura (WTO) ?= nella nuova struttura del sistema del commercio internazionale è un sistema sicuramente più integrato sotto il profilo istituzionale e materiale e in questo sistema confluisce anche quello che era stato il GATT del 1947 che però cambia nome in quanto viene modificato dall’Uruguay round e ora lo identificheremo come GATT 94. Quindi il GATT 47 viene recuperato nella forme di GATT 94 → questo confluisce nella nuova struttura del commercio internazionale.
Il 1 gennaio del 1996 entra in vigore l’atto finale che è l’atto istitutivo dell’OMC e si compone da una prima parte (introduzione) po c’è una seconda parte → accordo istitutivo dell’OMC. Questo è il nucleo centrale (Seconda parte) perché troviamo il preambolo il quale chiarisce i fini dell’OMC, poi ci sono i 16 articoli che riguardano l’assetto istituzionale e procedurale dell’OMC e poi ci sono 6 allegati, importanti perché rappresentano le principali regole di condotta materiale del commercio internazionale e contengono disposizioni di carattere istituzionale. Questi allegati (28 testi normativi) si distinguono in:
ACM = sono gli allegati accordi commerciali multilaterali → 5. I più importanti tra i due perché sono compresi: allegato 1a che riguarda gli scambi di merci e contiene il GATT 94; allegato 1b riguarda i servizi e si chiama gats; allegato 1c riguarda i diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio e questo si chiama TRIPs; DSU cioè allegato 2 (dispute settlement understanding) → norme e procedure che disciplinano la risoluzione delle controversie; infine c’è allegato 3 che si chiama meccanismo di esame delle politiche commerciali e si chiama TPRM.
Questi ACM si distinguono perché quando si entra a fare parte dell’OMC, gli allegati dell’ACM vengono ad essere oggetto di un acquisizione, impegno globale e unico. Si chiama il principio dell’Undertaking, cioè o tutto o niente, devo essere accettati solo in blocco, quindi da tutti i membri o nulla e questo serve per tutelare l’unità del sistema, per garantire che il sistema sia unitario, rispettato e funzioni (perché tutti seguono le stesse regole) e si vuole evitare il cosiddetto free Riding dove si scelgono solamente gli accordi che fanno comodo.
ACP = accordi plurilaterali che invece sono vincolanti solo per chi li ha accettati espressamente e quindi non per tutti i membri dell’OMC, cioè essere membri dell’OMC significa necessariamente rispettare gli ACM, per gli ACP solo quelli che si preferisce. Hanno bisogno pero di una specifica ratifica. Quindi non vengono stipulati da tutti i membri dell’OMC. Questi ACP riguardano settori come gli aeromobili, l’agricoltura, settore finanziario..
Hanno una vincolità diversa questi allegati. Si stipulano accordi che possono o vincolare tutti (ACM) oppure vincolare solo alcune parti (ACP), però quando si raggiunge un accordo e uno non vi tiene fede → il potere coercitivo dell’OMC in realtà è molto limitato, ha un suo valore una violazione di un accordo però l’unica sede in cui l’OMC ha un potere più forte (potere coercitivo) e quindi può intervenire è in sede di DSU → se due parti, due stati decidono di fare ricorso al sistema di risoluzione delle controversie che è previsto dall’OMC poi bisogna dare esecuzione a quello che viene deciso. Ovviamente se si fa riferimento all’organo dell’OMC per discutere una controversia, la decisione adottata diventa vincolante quindi lo stato non si può più sotrarre. Questo esiste solo nell’ambito del DSU.
L’OMC luogo in cui si parla, di discute di commercio, si ospitano negozianti, si fanno trattative, si raggiungono accordi ecc.. ciò che viene concordato non è mai suscettibile di coercizione nei confronti di uno stato, cioè l’OMC non rappresenta un’autorità superiore e sovrana in grado di imporre qualcosa a qualcuno.
Ci sono delle clausole “la clausola di opt out” che possono attenuare in un certo senso l’unita del sistema però c’è la possibilità di non rendere perfettamente e totalmente l’accordo dell’OMC tra determinati membri se uno o l’altro non vi acconsentono, cioè c’è una norma che è l’articolo 13 comma 1 che parla della clausola di out out ma è un’eccezione. Si può utilizzare per esempio quando ci sono dei motivi politici, rapporti commerciali per esempio fra Israele e Tunisia dove in questo caso se questo sistema dell’unicità può creare dei problemi, può invocare l’uso della clausola dell’opt out.
OMC + FONDO MONETARIO + BANCA MONDIALE → molto importante per l’esame.
Quanti membri ha l’OMC? Nel 2019 → 164 mentre 2014 → 160, l’ultimo ad essere entrato è stato l’Afganistan. La procedura per entrare non è semplice ma è dettagliata e complicata. Alcuni ci hanno messo poco altri di più come per esempio la Russia. I grandi ingressi sono stati per esempio la Cina e un caso particolare è quello del Taiwan che è entrato a fare parte dell’OMC da sola, ha una sua individualità pur essendo politicamente repubblica popolare cinese. l’UE partecipa come UE. 164 membri + 23 soggetti presenti in qualità di osservatori cioè hanno uno status particolare, stanno li solo per rendersi conto di come funziona prima di presentare la domanda di adesione oppure ci stanno perché ci dicono stare come per esempio il fondo monetario internazionale, la banca mondiale, la santa sede.
A differenza dell’ito che era nata sotto l’ombrello dell’omg, l’OMG è totalmente indipendente dall’organizzazione delle nazioni unite. A differenza di fondo monetario internazionale e banca mondiale le quali nel sistema originario dovevano stare sotto l’ombrello insieme all’ito, quindi sono delle agenzie specializzate delle nazioni unite ma non l’organizzazione mondiale del commercio. È staccata dall’ONU. Dopo la seconda guerra mondiale si volevano creare dei pilastri, delle regole.
Fondo monetario ordina il mondo monetario, delle monete, dei cambi.
ITO ordina il mondo del commercio →  alla fine non nasce, quindi il sistema che doveva essere complementare rispetto all’ONU. Questa lacuna si riempie con la nascita un po dopo con la nascita dell’OMC, che però ospita al suo interno come osservatori proprio la banca mondiale e il fondo monetario quindi in un certo senso il sistema una sua organicità la raggiunge

Banca mondiale nasce con il nome BIRS → banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo
Si voleva quindi ricostruire dopo la seconda guerra mondiale e dare una mano a chi aveva bisogno di fare investimenti e non trova modo di farli.
Funzioni OMC, ha delle competenze vastissime:
• fare in modo che il commercio internazionale scorra in maniera libera, corretta, senza ostacoli ed imprevisti cioè la globalizzazione → questo è lo scopo principale. Il commercio aiuta tutti a crescere, sviluppare la propria attività e a raggiungere una sorta di benessere (funzione generale, come fa a raggiungere questo scopo?)
• facilita e regola scambi internazionali di merci e servizi
• copre nuovi settori di tutela: ambiente, concorrenza, lavoro, sicurezza a livello sociale, commercio elettronico. Deve adeguarsi al mondo attuale, quindi ai nuovi settori da tutelare.
Favorisce l’attuazione, funzionamento, amministrazione dell’accordo e di tutti gli accordi commerciali ACM. Ne persegue i suoi obbiettivi, funge da quadro di attuazione e amministrazione e funzionamento degli accordi ACP, quindi fa in modo che venga attuato, amministrato e funzioni bene l’accordo ACM e accordo ACP. L’imc vuole creare una sede, un forum, un luogo ospitale per lo svolgimento di negoziati di natura commerciale, multilaterale fra i suoi stati membri, plurilaterali fra i suoi stati e pendenti alla liberalizzazione, globalizzazione dei mercati del commercio internazionale.
Fornisce un contesto in cui si possano creare e svolgere negoziati tra gli stati membri per quello che riguarda le relazioni commerciali multilaterali nei settori contemplati dagli accordi come gli ACM poi funge da ambito per ulteriori negoziati per quello che riguarda le relazioni commerciali dei vari paesi secondo delle modalità eventualmente decise da una conferenza di ministri.
Quindi si può riassumere questa funzione in: creare un luogo di incontro per le trattivi nell’applicazione di ACM e ACP.
Funzione DSU amministra l’intesa sulle norme + procedure che disciplinano la risoluzione delle controversie, cioè l’intesa sulla risoluzione delle controversie.
Viene riportata nell’allegato 2, questo è l’unico contesto in cui si prendono decisioni vincolanti.
Allegato 3 → l’OMC amministra il meccanismo di esame delle politiche commerciali (TPRM)
Per rendere più coerente la determinazione delle politiche economiche a livello globale l’OMC coopera con il fondo monetario internazionale e con la banca mondiale e le sue agenzie.
La banca mondiale ha due sotto agenzie
Esercita un’attività di vigilanza sull’esecuzione degli accordi che sono stati scaturiti dai negoziati sopratutto quelli che sono contenuti nell’atto finale, nel GATT, nei codici dei prodotti agricoli. Fa una sorta di polizia di esecuzione però suo ruolo poco vincolante. Fa in modo quindi che vengano rispettati quei principi fondamentali come per esempio quella nazione più favorita, principio di parità fiscale tra prodotti nazionali e importati, principio delle eliminazione delle restrizioni quantitative. Proprio per sopperire a quella distinzione che si realizza fra i paesi nord-forti e paesi in via di sviluppo cerca di intervenire a favore dei paesi in via di sviluppo con assistenza tecnica e deroghe (scritti nel libro di Campana) che sono mirate fondamentalmente al loro inserimento nel sistema commerciale globale. Da un lato liberalizzare, incrementare gli scambi commerciali ma importante anche sostegno paesi in via di sviluppo. Il principio era quello di fare in modo che questi ultimo entrassero a far parte di questo sistema globalizzato per gradi. Ogni paese ha una diversa forza.

Quali sono gli organi fondamentali dell’WTO?
Mentre il GATT aveva una specie di segretariato, si parlava solo di parti contraenti quindi non c’erano dei veri organi; diverso è il caso del WTO. Il GATT era un accordo, era quasi come un contratto quindi c’erano le parti e c’era una figura prestata dal segretariato dell’ONU che dava una mano e faceva in modo che funzionasse. Qui invece no, la struttura del OMC è molto più articolata, ha una sua identità più definita, i suoi organi sono:
• Organi principali a competenza generale
CONFERENZA DEI MINISTRI →  riunione dei ministri dei vari paesi che si riunisce una volta ogni due anni. Ha una competenza vasta, il loro scopo è quello di svolgere una funzione di guida ed indirizzo politico, programmatico su tutte le questioni che interessano gli accordi commerciali con conseguenze centralità all’interno dell’OMC stessa.
CONSIGLIO GENERALE → chi va davanti effettivamente all’OMC, mandano avanti il tutto. Qui risiedono rappresentanti di livello diplomatico quindi non si tratta di ministri ed è quell’organo che garantisce il costante funzionamento dell’OMC, sopratutto nel periodo di tempo compreso nei due anni. Ha una sua potestà normativa seppur delegata o anche propria e ha anche una funzione interpretativa generale di tutto il sistema normativo. Il consiglio generale è l’organo che si occupa delle risoluzioni delle controversie (DSU viene attuato dal consiglio) ma è anche un organo di appello permanente. Quindi può indossare cappelli diversi ma è lo stesso organo. Quindi funzioni(quando è in veste diversa): soluzioni delle controversie, organo di appello permanente e organo di controllo delle politiche commerciali (categati, ACM → risoluzioni delle controversie e controllo delle politiche commerciali).
SEGRETARIATO →  ci sono 550 funzionari internazionali, viene diretto da un direttore generale che viene nominato dalla conferenza dei ministri. Ha una funzione → assicura l’operato degli altri organi, favorisce l’attuazione di accordi da parte degli stati membri ed assicura il necessario supporto amministrativo di organizzazione.
• Organi sussidiari permanenti →  3 gruppi Organi sussidiari ad hoc → 6
Ci sono delle procedure rigide per l’ammissione, però non esistono procedure di espulsione. Si può pero uscire attraverso la procedura di recesso. Quando si entra bisogna rispettare il principio di undertaking e i membri dell’OMC hanno tutti un voto, hanno un sistema simile a quello dell’ONU e diverso da quello del fondo monetario e la banca mondiale dove li è peto a disciplinare i voti. Quindi ogni paese ha diritto ad un voto. All’interno dell’OMC vale il cosiddetto la regola del consensus (sistema di voto) cioè la manifestazione del voto e il ricorso ad eventuale maggioranza sono previsti solo se non opera la regola del consensus. Vale il principio chi tace acconsente cioè uno vota e fa valere la sua opinione solo se è in disaccordo. Per molte delibere, molti oggetti di delibera bisogna che ci sia un’uminilità quindi esprimere il consensus significa acconsentire a quel deliberatum. Diverso è il caso di altri tipi di votazioni, se si vogliono cambiare delle regole di funzionamento, delle decisioni interpretative →  in quel caso non si va per consensus ma votare per raggiungere una certa maggioranza. Il consensus è richiesto per determinate decisioni come quelle per modificare alcune clausole fondamentali dell’OMC. Bisogna essere tutti necessariamente d’accordo. In questo quadro quando l’OMC delibera non è che è in grado con propri atti normativi di portata generale in grado di andare ad integrare il contenuto degli accordi raggiunti. L’OMC si comporta come un garante del funzionamento del sistema. L’OMC ospita questi negoziati, la conclusione di accordi e normalmente opera attraverso un atto  che è quello della raccomandazione, non fa leggi, direttive come fa per esempio l’UE. Opera mediante raccomandazione. In questo quadro l’OMC si interfaccia con 2 noti attori del diritto del commercio internazionale cioè il fondo monetario e banca mondiale che risiedono come osservatori all’interno dell’OMC. Il fondo monetario controlla le politiche valutarie degli stati e in alcune decisioni che riguardano il GATT 94 bisogna necessariamente sentirlo.

3. LE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE


4. LE IMPRESE TRANSNAZIONALI


Tratto da DIRITTO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE di Alice Lacey Freeman
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