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L'inizio della persecuzione degli ebrei

L'inizio della persecuzione degli ebrei




Fin dall’occupazione dei territori orientali l’atteggiamento nazista nei confronti degli ebrei è favorevole alla loro deportazione e dispersione fuori dai territori del Reich, piuttosto che incline a una loro sistematica eliminazione. La linea antiebraica cambia man mano che le truppe tedesche incontrano comunità ebraiche sempre più numerose. Nel 1939, alla conquista della parte occidentale della Polonia, i responsabili nazisti ordinano la deportazione degli ebrei nelle aree rurali dentro recinti appositi (i ghetti) che sono loro riservati nelle città polacche. Dal 1941 nei ghetti polacchi vengono mandati anche ebrei che provengono da altre parti dell’Europa occidentale. Le condizioni di vita nei ghetti sono intollerabili e il tasso di mortalità è altissimo. Le SS, inoltre, eseguono rastrellamenti della popolazione ebraica e fucilazioni di massa effettuate nel posto. Gli ebrei cominciano a essere deportati in massa nei numerosi campi di concentramento costruiti per ospitare oppositori politici.
In seguito si adottò un piano che prevedeva di destinare sei campi di nuovo tipo (Auschwitz-Birkenau, Treblinka, Belzec, Sobibor, Chelmno e Majdanek) all’eliminazione fisica degli ebrei sulla base di un’organizzazione efficiente. In questi campi di sterminio vengono progressivamente deportati tutti gli ebrei chiusi nei ghetti o nei campi di concentramento.
La gestione dei campi di sterminio destinati all’attuazione della soluzione finale impegna le SS, che sono il corpo a cui è affidata la gestione completa dei Lager (campi).
Gli ebrei vengono deportati nei campi in ferrovia, dopo essere stati caricati su vagoni merci piombati senza distribuzione di cibo e acqua. Le condizioni igieniche all’interno dei carri piombati sono tragiche e molti – vecchi, ammalati, bambini – muoiono già nel percorso di trasferimento. All’arrivo nei campi i deportati sopravissuti vengono spogliati di vestiti e averi, che vengono poi redistribuiti tra i familiari dei soldati tedeschi. Alle donne vengono tagliati i capelli, utilizzati per fabbricare pantofole o calzature per i marinai dei sommergibili.
La cattiva alimentazione e il pesantissimo lavoro a cui sono sottoposti fanno morire i più deboli. Gli altri sono comunque eliminati man mano attraverso le camere a gas. I gruppi di internati destinati alla soppressione vengono denudati e condotti in locali che sembrano docce collettive. Una volta rinchiusi dentro, dai condotti viene fatto uscire un gas tossico. Una volta completata l’operazione, si procede all’ispezione dei corpi dei deceduti, nel corso del quale vengono estratti i denti d’oro. Poi i corpi vengono portati nei forni crematori. Vengono così sterminati 6milioni di ebrei, di cui un milione sono bambini.
Tra l’estate del 1942 e l’estate del 1943, l’andamento della guerra comincia a cambiare grazie alla ripresa degli Stati Uniti che attaccano il Giappone.
A Stalingrado l’assedio nazista è una vera catastrofe per i tedeschi e in Africa l’Italia cede all’offensiva britannica.
Il generale Eisenhower compie uno sbarco in Algeria, procedendo contro le truppe italo-tedesche che sono costrette ad arrendersi. Dalla Tunisia gli anglo-americani preparano lo sbarco in Sicilia, che avverrà nel luglio 1943.

Tratto da L'ETÀ CONTEMPORANEA di Gabriella Galbiati
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