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Kennedy e Kruscev: USA contro URSS


Dagli anni ’50 agli anni ’70 la coesistenza tra i due blocchi politico militari in cui era diviso il mondo si confermò e si consolidò anche se attraverso momenti di duro scontro diplomatico. La coesistenza si basava, più che sulla fiducia reciproca, sul sostanziale equilibrio tra gli armamenti nucleari, dunque un equilibrio del terrore.

Nel ’60 il candidato democratico John Fitzgerald Kennedy salì alla presidenza degli Stati Uniti, cercando di imporre l’integrazione razziale negli stati del sud.  Il primo incontro tra Kennedy e Kruscev, avvenuto a Vienna nel ’61 e dedicato al problema di Berlino Ovest, si risolse in un fallimento. Gli Usa riaffermarono il proprio impegno in difesa di Berlino Ovest; i sovietici risposero innalzando un muro che separava le due parti della città e rendeva pressochè impossibili le fughe. All’inizio della sua presidenza, Kennedy tentò di soffocare il regime socialista a Cuba, sia boicottandolo economicamente, sia appoggiando gruppi armati di esuli anti-castristi. Lo sbarco di essi presso la baia dei porci si risolse però in un totale fallimento. L’Unione Sovietica iniziò l’installazione nell’isola di alcune basi di lancio per missili nucleari che vennero scoperte nel ’62 provocando un blocco navale attorno a Cuba. Per sei drammatici giorni il mondo fu vicino a un conflitto generale ma alla fine Kruscev cedette e acconsentì a smantellare le basi missilistiche in cambio dell’impegno americano ad astenersi da azioni militari contro Cuba. Il confronto fra i blocchi andò dunque avanti soprattutto in chiave di competizione economica. I progetti di Kruscev, però, ebbero fine nell’ottobre ’64 quando fu estromesso da tutte le sue cariche. Il 22 Novembre ’63 Kennedy fu ucciso a Dallas, nel Texas.
Tratto da PICCOLO BIGNAMI DI STORIA CONTEMPORANEA di Marco Cappuccini
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