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La nascita del positivismo - 1850/1890 -



Fra il 1850 e il 1890 il panorama culturale europeo era stato dominato dal positivismo, che aveva fornito un solido quadro di riferimento in ogni campo del sapere umano. A partire dalla fine dell’800, però, il modello interpretativo offerto dal positivismo apparve sempre più inadeguato non solo a spiegare fenomeni politici, economici e sociali, ma anche a tener il passo dell’evoluzione delle scienze. Sul piano filosofico si assistette alla nascita di nuove correnti irrazionalistiche e vitalistiche. Primo principale interprete della critica al positivismo fu il filosofo e letterato tedesco Nietzsche. Alla concezione lineare del tempo, Nietzsche oppose quella ciclica dell’eterno ritorno; all’ottimismo progressivo delle filosofie borghesi, contrappose l’idea dell’uomo nuovo, il superuomo, nato dalle ceneri della vecchia civiltà e capace di esprimere e realizzare la propria individualità al di fuori della morale corrente. Anche in Italia, a partire dall’inizio del’900, vi fu una rinascita idealistica che ebbe per protagonisti Benedetto Croce e Giovanni Gentile. E’ facile notare come queste analisi, maturate in contesti politici diversi, avessero in comune un accentuato pessimismo sulla sorte degli ordinamenti democratici. Esse contribuirono a determinare un clima di sfiducia e di scetticismo verso la democrazia.

Tratto da PICCOLO BIGNAMI DI STORIA CONTEMPORANEA di Marco Cappuccini
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