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Il cinema muto italiano


Nel 1896 in Italia arriva il cinematografo.
Tuttavia, fino al 1905, non si può parlare dell’Italia come di un polo di produzione cinematografica in quanto si limitava in questi anni alla sola distribuzione e al solo esercizio.
Nel 1905 esce “ La presa di Roma”, primo film italiano, diretto da Filoteo Alberini.

Il film viene definito film storico in 7 quadri:
• film storico perché ha per soggetto un evento fondativo dell’identità nazionale italiana, ovvero la breccia di Porta Pia.
• In 7 quadri perché costituito da 7 inquadrature.

A partire dal 1908 e fino al 1915 il cinema italiano conoscerà un lungo periodo di fioritura che lo porterà ad essere punto di riferimento per tutte le altre cinematografie.
In questi anni si formano anche i principali poli produttivi: Roma con la casa di produzione Cines, Torino con l’ Ambrosio e l’ ItaliaFilm, poi Milano, Genova, Napoli e Catania.

Si delineano anche i punti di riferimento dei generi:
Film colossal mitologico, ovvero film che comportavano un grande sforzo produttivo e che raccontavano vicende ambientate nell’antica Roma.
Tra questi ricordiamo “ La caduta di Troia”, film del 1911 diretto da Pastrone e Borgnetto, “ Quo vadis?” del 1913 di Guazzoni e “ Cabiria”, film del 1914 diretto da Pastrone e punto di arrivo del colossal mitologico.
Melodramma mondano di gusto d’annunziano, fino a poco tempo fa chiamato “cinema in frac”. I personaggi di questi film vivono una vita priva di problemi di natura economica e sociale, ricca di colpi di scena e costantemente divisi tra pathos ed eros. Il melodramma di gusto d’annunziano contribuirà allo sviluppo del fenomeno del divismo all’interno dello star system italiano.
Dramma realista, che narra eventi drammatici con una evidente impronta realista, considerato per molto tempo predecessore del neorealismo.

Mentre il cinema italiano di questi anni valorizza soprattutto la messa in scena, quindi la profondità di campo e le inquadrature lunghe, il cinema americano punta su inquadrature brevi e il ritmo frenetico che valorizza l’impronta narrativa.

Nel 1914 Giovanni Pastrone dirige “ Cabiria”, film più importante della storia del cinema muto italiano.
Aspetto particolarmente interessante di questo film è la storia della sua produzione: Pastrone, infatti, aveva ideato una strategia di marketing culturale e per l’epoca molto all’avanguardia.
Per raggiungere un pubblico di media-alta borghesia, Pastrone aveva intuito che era necessario appoggiarsi a nomi di persone famose per nobilitare il film dal punto di vista intellettuale: per questo motivo chiede a D’Annunzio di cedere il suo nome cosicché il film risultasse “di D’Annunzio ad opera di Piero Fosco” e deposita i diritti intellettuali.
Per promuovere il film al botteghino viene dato il compito a diversi illustratori italiani di disegnare manifesti e brochure pubblicitari.
Anche per quanto riguarda la componente musicale, Pastrone si affida a un compositore musicale famoso a cui poi fu attribuita l’intera partitura musicale.
Il film si apre con una didascalia che riporta “visione storica che risale al III secolo A.C”, didascalia che riporta il riferimento all’epoca in cui il film è ambientato: protagonista è Cabiria, ragazza catanese, all’inizio del film è ancora bambina, che viene rapita dai pirati e portata a Cartagine; qui sta per essere immolata nel tempio di Moloch, quando viene salvata all’ultimo momento e sposa in seguito un patrizio romano.
Caratteristiche principali del film sono la grandiosità delle scenografie, ricostruite per intero grazie a un enorme sforzo produttivo, la spettacolarità e il riferimento all’antica Roma, elemento che valorizza non solo il patrimonio culturale e paesaggistico ma anche il sentimento di identità nazionale.
Fondamentali sono poi l’uso del carrello (in avanti e indietro), modificato da Pastrone stesso per poterlo sfruttare al meglio, della lampada ad arco e l’illuminazione dal basso, che conferiva alla scena grande drammaticità.
Questi elementi sono evidenti in particolare nella scena più celebre del film, che ritrae all’interno del tempio il sacerdote in piano americano e illuminato dal basso.

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