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Criteri di scelta delle misure con ordinanza: principio di adeguatezza e di proporzionalità

Il giudice dispone la misura con ordinanza.
Tuttavia il suo potere è vincolato dalla legge a limiti:
- formali, il giudice non può disporre una misura più grave di quella richiesta dal pm;
- sostanziali, il giudice ha il potere-dovere di scegliere la misura cautelare in base ai criteri che sono espressamente indicati all’art. 275 c.p.p., la sua decisione è espressione di una discrezionalità vincolata a parametri di ragionevolezza predeterminati dal legislatore.
La misura da applicarsi deve essere: adeguata alle esigenze cautelari presenti in concreto, proporzionata alla gravità del fatto e della sanzione che potrà essere irrogata, graduata in modo tale da applicare la custodia in carcere soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata.
Principio di adeguatezza, il giudice deve valutare la “specifica idoneità di ciascuna misura in relazione alla natura e al grado delle esigenze cautelari da soddisfare nel caso concreto”.
Principio di proporzionalità, la libertà di una persona non deve essere limitata più di quanto si strettamente necessario.
Ecco allora che l’art. 2752 c.p.p. dispone che “ogni misura debba essere proporzionata all’entità del fatto e della sanzione che si ritiene possa essere irrogata”.
La prevedibile applicazione della sospensione condizionale della pena, in virtù della l. 332/95, fa si che sia vietata la disposizione della custodia cautelare (in carcere o arresti domiciliari).
Tutto ciò comporta che il giudice, sulla base degli elementi di prova allegati alla richiesta presentata dal pm, debba valutare in anticipo se ci sarà una decisione di condanna e se la pena detentiva potrà essere condizionalmente sospesa.
Si tratta di una valutazione complessa e difficile da farsi “allo stato degli atti”; tuttavia se il legislatore la impone, significa che, in presenza di alcune prassi devianti, si percepisce l’esigenza di ricordare al giudice ed al Pubblico Ministero come deve essere applicato in concreto il principio di proporzionalità.

di Stefano Civitelli
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