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Gli atti compiuti personalmente o su delega del Pubblico Ministero

Il Pubblico Ministero può compiere atti di indagine personalmente o può delegarli alla polizia giudiziaria.
La delega del Pubblico Ministero deve essere specifica o non generica, inoltre il Pubblico Ministero può imporre alla polizia una direttiva, ossia l’indirizzo generale da dare alle indagini, all’interno del quale la polizia giudiziaria opera con gli atti di propria iniziativa.
La delega è di regola consentita: i divieti sono previsti in modo esplicito, implicito o sono ricavabili comunque dalla natura dell’atto.
Gli atti assunti dal Pubblico Ministero vengono documentati a prescindere dal fatto che siano stati compiuti personalmente o per delega.
Alla redazione del verbale provvede l’ufficiale di polizia giudiziaria o l’ausiliario che assiste il pm.
La documentazione degli atti di iniziativa del Pubblico Ministero avviene in vari modi:
verbale in forma integrale, contiene sia le domande, sia le risposte e riguarda alcuni atti in virtù della loro importanza; si tratta di denuncie, querele orali, interrogatori, confronti con l’indagato, ispezioni, perquisizioni, sequestri, sommarie informazioni, interrogatori degli imputati connessi e accertamenti tecnici non ripetibili;
verbale in forma riassuntiva, contiene la narrazione delle parti essenziali delle dichiarazioni e riguarda le attività di indagine diverse da quelle appena menzionate;
annotazione, prevista per atti che hanno un contenuto semplice o una limitata rilevanza (ad esempio il pedinamento).
L’atto contenente la notizia di reato e la documentazione delle indagini sono conservati in un apposito fascicolo presso l’ufficio del pm, detto fascicolo delle indagini, assieme agli atti trasmessi dalla polizia giudiziaria.
di Stefano Civitelli
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