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Il giudizio abbreviato su richiesta condizionata

L’imputato può subordinare la richiesta ad una integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione.
In tal caso, il giudice dispone il giudizio abbreviato se l’integrazione probatoria richiesta dall’imputato risulta:
- necessaria ai fini della decisione;
- compatibile con le finalità di economia processuale proprie del rito in questione, tale requisito è stato eliminato dalla Corte Costituzionale in quanto ha ritenuto che il giudizio abbreviato su richiesta condizionata è sempre compatibile con suddette finalità eliminando, comunque, il dibattimento).
Se il giudice accoglie la richiesta condizionata si fa luogo a giudizio abbreviato con assunzione di tutte quelle prove che sono state indicate dall’imputato.
In tal caso, il Pubblico Ministero può chiedere l’ammissione di prova contraria.
Quando il giudice ritiene ancora di non poter decidere allo stato degli atti nonostante le integrazioni probatorie della difesa, può assumere anche d’ufficio ulteriori prove.
Ove il giudice rigetti la richiesta condizionata di giudizio abbreviato, l’imputato può proporre una nuova richiesta entro il termine ordinario, cioè fino alle conclusioni dell’udienza preliminare.
Qualora il rito proceda nelle forme ordinarie, l’originaria richiesta condizionata, rigettata dal gup, può comunque essere rinnovata prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.
In tal caso, il giudice del dibattimento deve prendere visione degli atti contenuti del fascicolo del Pubblico Ministero e, all’esito, verificare la doglianza relativa all’effettiva ed oggettiva necessità dell’integrazione probatoria proposta dall’imputato; se la ritiene fondata, instaura il giudizio abbreviato nella fase introduttiva del dibattimento.

di Stefano Civitelli
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