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Uomo-Macchina

Il CEN negli anni ha prodotto vari tipi di standard. Quelli di tipo C si caratterizzano per essere “verticali” cioè si riferiscono ad uno specifico macchinario; quelli di tipo A e B coprono gli aspetti generali di sicurezza comuni a tutte le macchine.

Macchina: è un insieme di parti o componenti collegati di cui almeno uno mette in moto vari circuiti: di controllo, di potenza, insieme per uno scopo specifico (es. processamento, trattamento, packaging di materiale)

Standard di tipo C: le norme europee hanno dato linee guida e una procedura di 7 fasi:

1. chiarire i limiti della macchina: per stabilire l’usabilità della macchina rispetto agli operatori o alle persone esposte (la loro capacità o competenza, livello di addestramento, impegno fisico e mentale, uso di protezione). Vi sono checklist: sia quelli del macchinario (il ciclo di vita) con i compiti lavorativi, e i gruppi di lavoro, sia i limiti di spazio e tempo (durata e frequenza d’uso), che le variabili ambientali (rumore, illuminazione) ed anche i dispositivi di protezione individuale e un prevedibile uso scorretto

2. individuati i rischi più rilevanti: per la non applicazione dei principi ergonomici, attraverso le valutazione soggettive degli utilizzatori della macchina. Checklist di 22 items

3. sono considerati solo gli item emersi nella fase 2: distinguendo tra quelli trascurabili e quelli da approfondire. È un questionario a diagnosi rapida (quick-scan)

4. valutazione rischi significativi: dal generale al particolare, per capire l’intero problema.Si parte dall’esatta definizione delle variabili critiche fino ad arrivare al come è stato progettato il processo lavorativo

5. come ridurre i rischi:
3 soluzioni:
• eliminarli, riprogettando la macchina
• adottare misure di controllo e salvaguardia
• usare dispositivi di protezione individuali

6. indicazioni su come verificare le misure ergonomiche: da applicare attraverso il confronto con gli standard di riferimento (se disponibili)

7. info per comportamenti da adottare: per le situazioni a rischio ergonomici: Il produttore interverrà se non si può ridurre il rischio, con una riprogettazione.


di Laura Polizzi
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