Skip to content

innovazione e crescita (crescita endogena= che non è accessibile a tutti es. le preferenze dei consumatori)

per la teoria della scuola classica, il motore della crescita è l’investimento, possibile solo se il nuovo bene o servizio riesce, oltre che a coprire costi di produzione e di capitale iniziale, a generare un surplus, che coincide con il profitto dei capitalisti e che può essere reinvestito al fine di espandere la produzione. secondo tale visione, l’economia è destinata a raggiungere uno stato stazionario in cui la crescita si interrompe per mancanza di nuove risorse. il caso classico è quello dell’economia agricola, in cui esiste un fattore fisso, la terra: l’espansione della produzione conseguente all’accumulazione di capitale rende le terre sempre meno fertili, che porta ad una diminuzione della produttività marginale fino ad arrivare al punto in cui nessun profitto può essere più generato.
la teoria della crescita endogena, o new growth theory, ritiene che la crescita sia guidata dall’attività di r&s, che permette la creazione di nuovi beni intermedi, tecnologie e prodotti, ed assegna un ruolo fondamentale al capitale umano, che attraverso l’apprendimento riesce a sviluppare le proprie abilità, incrementando la produttività dell’intero sistema e favorendo la crescita. tutti i modelli della new growth theory presuppongono che la r&s sia una lotteria, il cui premio è un’innovazione di successo. nel modello di romer, il premio per l’innovazione assicura all’impresa un nuovo capitale che verrà sempre richiesto dai produttori di beni di consumo. le varietà dei beni non escono dal mercato; inoltre, il processo di sostituzione tra varianti dei beni è governato da una funzione di utilità, nel caso in cui l’innovazione avvenga nel mercato dei beni di consumo, o da una funzione di produzione, nel caso del mercato dei beni intermedi (la cd differenziazione orizzontale). nel modello di aghion e howitt, il premio assicura all’impresa un monopolio temporaneo nella fornitura dei migliori beni in commercio; questo monopolio svanisce non appena un’altra impresa introduce un’innovazione. quindi, il processo di innovazione è rappresentato da un modello a scala di qualità, dove ogni innovazione rimpiazza la precedente (differenziazione verticale dei prodotti). in tutti e due i modelli si assume che nel processo di r&s influiscano spillover tecnologici tra imprese: nel primo, ogni innovazione contribuisce a far aumentare il livello generale delle conoscenze disponibili nell’economia, e questo fa crescere la produttività del processo stesso di r&s; nel secondo, ogni innovazione distrugge il monopolio dell’innovatore precedente, ma chi innova si basa in ogni caso sull’innovazione precedente. attraverso gli spillover, altre imprese utilizzano la conoscenza generata dall’impresa che ha investito in r&s: quanto maggiori sono gli investimenti in r&s realizzati nell’economia, tanto maggiori saranno le opportunità per le imprese di acquisire conoscenza.
di Maria Caldiero
Valuta questo appunto:

Continua a leggere:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.