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Dalla discriminazione alla tutela della donna nella legislazione italiana

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Maria Beggio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze sociologiche
  Relatore: Paolo Ferrario
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

Analisi con tabelle e grafici della legislazione italiana dal Codice Napoleonico del 1804 al recente disegno di legge del 2007,per dare un'immagine dell'evoluzione della condizione della donna nella nostra normativa nazionale. Dalla discriminazione iniziale ai primi passi verso la parita` e la tutela.

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3 INTRODUZIONE "La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Fintanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l'uguaglianza, lo sviluppo e la pace". Kofi Annan, allora Segretario Generale delle Nazioni Unite, 8 Marzo 1993 "La violenza contro le donne e le ragazze persiste in ogni continente, paese e cultura. Essa costituisce un alto prezzo da pagare nella vita delle donne, delle loro famiglie e della società nel suo complesso. Molte società proibiscono tale violenza - tuttavia la realtà è che troppo spesso essa è tenuta nascosta o accettata tacitamente". Ban Ki-Moon, attuale Segretario Generale delle Nazioni Unite, 8 Marzo 2007 Sono passati quattordici anni tra le due dichiarazioni riportate, ma non sembra essere cambiato molto nel tono in cui si ripetono verità che appaiono immutate. Nonostante i diritti acquisiti, i mutamenti sociali, e il progresso legislativo, la violenza sulle donne rimane un problema irrisolto. La prima causa di morte per le donne tra i 14 e i 44 anni e` ancora dovuta alla violenza subita da un uomo. 1 Il problema della violenza in famiglia sussiste anche per il suo essere diventato reato perseguibile dalla legge italiana, introdotto neppure trenta anni fa. Basti pensare che e` del 1975 l’abolizione dell’autorita` maritale e del 1981 l’abolizione del matrimonio riparatore in caso di stupro. L’Italia appare cosi un paese giovane ed impreparato, ferito nel suo orgoglio: la famiglia. Una famiglia che non appare più come il luogo sicuro, l’alcova protetta ma diventa scenario di violenze, scandali e omicidi, ormai quotidiana notizia su giornali e televisioni nazionali. Il cammino e` iniziato nel 1975 con la Riforma del Diritto di famiglia e le innovazioni che ha comportato, tutti passi avanti, segno di una generazione di donne che cambia, si trasforma ed esce allo scoperto per cercare la dignità sperata; ma si dovranno percorrere venti lunghi anni prima di arrivare a nuovi passi avanti. La legge n.66 del 1996 introduce come Reato contro la persona la violenza sessuale mentre, la recente legge 154 del 2001, definisce e sancisce nuove pene per i maltrattamenti familiari. E` stata proprio questa legge a dare impulso all’apertura di molte nuove Case di accoglienza per donne maltrattate, e a spingere alcune regioni italiane a legiferare in materia. L’ultimo progetto e` il Ddl 2169, stralcio di disegno di legge presentato alla Camera dei Deputati da alcuni ministri del precedente Governo, con l’intento ambizioso di introdurre nuove misure di protezione, anche per illeciti ancora poco conosciuti come il reato di “stalking”. Ad oggi, questo progetto rimane in sospeso in attesa di nuovi provvedimenti. 1 Indagine Istat 2006 sulla violenza e il maltrattamento contro le donne dentro e fuori la famiglia;

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