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Il Diritto Animale nel Sistema Giuridico Cinese: Case Study con Traduzione

Informazioni tesi

  Autore: Rachele Sgrò
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
  Corso: Lingue moderne per la comunicaizone e la cooperazione internazionale
  Relatore: Tommaso Pellin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

Parlare di diritto animale in Cina, paese tradizionalmente accusato, nella visione stereotipata comune, di non prevedere forme adeguate di tutela e rispetto nei confronti degli animali, significa trattare in effetti una materia emergente e dai recenti sviluppi. Nonostante la progressiva sensibilizzazione perlopiù importata dai movimenti animalisti occidentali, infatti, la Cina appare ancora vincolata a pratiche obsolete, spesso favorite anche da un vuoto normativo consistente, nonché da una scarsa conoscenza del quadro già esistente in materia di diritti degli animali.
L’obbiettivo di questo lavoro di tesi consiste proprio nel far luce sugli aspetti salienti della maturazione del diritto animale in Cina, parallelamente alla crescita di un coinvolgimento del popolo cinese in questa tematica. In quest’ottica, la Research Question che ha impostato e guidato il lavoro si riferisce all’indagine dell’atteggiamento dello Stato cinese nei confronti di reati a danno degli animali. In particolare, lo studio e le conclusioni tratte sono state condotte a partire dall’analisi, traduzione e commento traduttologico di tre sentenze penali pronunciate in Cina. La ricerca è stata preceduta, ai fini di una necessaria comprensione, da un’introduzione al diritto cinese, fondamentale per inquadrare le coordinate all’interno delle quali opera il sistema in questione.
I risultati cui si è pervenuto hanno confermato la natura recente e ancora incerta della materia del diritto animale in Cina allo stato attuale. Essa sembra, infatti, necessitare di un ulteriore e inevitabile lasso di tempo affinché possa essere interiorizzata da oltre un miliardo e quattrocento milioni di cinesi e ben impiantata nel sistema normativo del paese, il cui atteggiamento risulta mosso di volta in volta dai singoli casi e singole interpretazioni, ancorché sicuramente orientato alla tutela dei diritti degli animali. Sembrano difatti esistere ampi e buoni margini per un estensivo sviluppo di un senso di rispetto nei confronti delle varie specie animali in Cina e di un più preciso riconoscimento normativo a riguardo, anche nell’ottica del continuo processo di riforma e apertura del paese.

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  Autore: Rachele Sgrò
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
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  Relatore: Tommaso Pellin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

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15 1.2. La Percezione dei Diritti degli Animali in Cina: l’ “Attivo Assorbimento” dall’Occidente L’incessante processo di apertura operato dalla Cina a partire dal 1978 ha consentito, tra le altre cose, ai cinesi di entrare a contatto con una realtà perlopiù sconosciuta fino a quel momento: il diritto degli animali. L’idea che gli animali potessero avere dei diritti o che potessero esistere comportamenti umani fondamentalmente crudeli e inadeguati, come ricorda Singer 15 , destava infatti, inizialmente, incomprensione e non di rado ilarità. Del tutto impensabile appariva, di conseguenza, l’ipotesi di un riconoscimento di tali diritti nel sistema normativo del paese. A distanza di quarant’anni, comunque, e di certo per frutto di quello che Wei ha definito un “attivo assorbimento” 16 degli ideali di protezione animale promossi dalle azioni di protesta e dalle sentite campagne di associazioni e movimenti animalisti sin dai loro arbori, qualcosa nella comune percezione cinese sembra si sia smosso. Sin dal 1994, ad esempio, l’ufficio di Pechino dell’IFAW 17 si è impegnato, in collaborazione con altre ONG internazionali, verso progetti di reinserimento di animali da compagnia, riabilitazione della fauna selvatica e protezione delle specie a rischio di estinzione. Analogo discorso per le attività condotte dalla Animals Asia Foundation 18 o per i recenti piani di formazione 14 Nel mondo esistono oggi due grandi tradizioni giuridiche, ad un primo sguardo decisamente diverse l’una dall’altra: la tradizione di civil law, o sistemi romanisti, e quella di common law. La prima fa riferimento soprattutto ai sistemi giuridici dell’Europa continentale, nonché alle originarie colonie di nazioni quali Spagna e Portogallo; rientrano, invece, nella seconda le impostazioni del diritto inglese, statunitense e quelle da essi derivati. In sintesi, le tradizioni di civil law si fondano sulla legge quale fattore determinante del diritto; le tradizioni di common law, invece, sulla giurisprudenza, ossia estraendo regole a partire da controversie concrete. Vedi P. G. Monateri, A. Somma, Il modello di Civil Law, Torino, G. Giappichelli Editore, 2016. 15 Il riferimento è alla prefazione di P. Singer in D. Cao, Animals in China: Law and Society, Londra, Palgrave Macmillan, 2015, pp. vii-ix. 16 S. Wei, China Animal Welfare Legislation: Current Situation and Trends from Analysis of Three Cases in Recent Years, in Animal Law Conference, Lewis & Clark Law School, Portland, 16-18 ottobre 2015. 17 L’International Fund for Animal Welfare, in azione dal 1969, è una delle più grandi ONG volte alla tutela degli animali. Maggiori informazioni disponibili al sito https://www.ifaw.org/european-union 18 Maggiori informazioni al sito https://www.animalsasia.org/

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