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Caratterizzazione pomologica, molecolare e chimico-fisica della Bianchera-Belica, una varietà di olivo autoctona dell’area Carsico-Istriano-Dalmata

La tesi descrive preliminarmente l’origine e la storia dell’olivicoltura nel Carso triestino e istriano e delinea le caratteristiche che dovrebbe assumere questa coltura per conservare ed estendere quel mercato di nicchia che ha recentemente sviluppato, dopo anni di abbandono.
Dopo questa descrizione di carattere storico, la tesi prende in esame la situazione attuale della coltura, l’area geografica che la delinea e le caratteristiche climatiche e pedologiche della stessa, completando il quadro con una breve descrizione delle tecniche agronomiche più in uso nella zona.
La tesi passa poi a descrivere la principale varietà autoctona diffusa in coltura nell’area, la ‘Bianchera’ o ‘Bianchera d’Istria’ (‘Belica’, nella lingua slovena). La descrizione è stata fatta utilizzando i descrittori UPOV ufficiali ed altri descrittori messi a punto dal gruppo di lavoro italiano, in particolare dal Dipartimento di Ortofloroarboricoltura dell’Università di Firenze. I rilievi sono stati condotti in diverse aziende della zona.
Cinque accessioni della varietà sono state caratterizzate geneticamente utilizzando 14 sequenze di DNA microsatellite, in particolare i marcatori UDO-008, UDO-009, UDO-012, UDO-024, UDO-039, UDO-043, DCA3, DCA4, DCA9, DCA10, DCA16, DCA17, GAPU 59 e GAPU 101. L’amplificazione in PCR dei marcatori è stata fatta utilizzando primers fluorescinati e separando i frammenti amplificati mediante elettroforesi capillare al sequenziatore automatico.
Tutte e cinque le accessioni hanno mostrato lo stesso profilo allelico a tutti i marcatori analizzati. Utilizzando una banca dati in costruzione c/o il Dipartimento di Scienze agrarie e Ambientali dell’Università di Udine, presso la quale sono raccolti i profili di una cinquantina di varietà di olivo italiane è stato possibile calcolare la probabilità di identità dei campioni analizzati, che è risultata pari a 1.18 x 10-11. In base a tali dati è possibile concludere che i campioni analizzati appartengono effettivamente alla stessa cultivar.
La seconda parte della tesi prende in considerazione gli aspetti chimico-fisici dell’olio estratto dalla varietà Bianchera /Belica.
Sono stati raccolti campioni di drupe in diverse fasi di accrescimento fisiologica per verificare l’accumulo d’olio durante la cinetica di crescita del frutto, tracciando così una curva di inolizione.
Dall’olio estratto dalle drupe e dai campioni prelevati al frantoio sono state eseguite le principali analisi chimiche utili alla definizione della qualità e della purezza previste e no dalle vigenti norme.
La valutazione della composizione in acidi grassi ha posto in evidenza la presenza di elevate concentrazioni di acido oleico e di limitatissimi livelli di contaminanti di natura fossile (Idrocarburi Policiclici Aromatici – IPA).
L’ analisi TLC della frazione insaponificabile delle drupe e dell’olio ha evidenziato, come atteso, elevate concentrazioni relative di alcoli nell’estratto lipdidico totale delle drupe, che tuttavia non appaiono facilmente relazionabili allo sviluppo del frutto.

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1. RIASSUNTO La tesi descrive preliminarmente l’origine e la storia dell’olivicoltura nel Carso triestino e istriano e delinea le caratteristiche che dovrebbe assumere questa coltura per conservare ed estendere quel mercato di nicchia che ha recentemente sviluppato, dopo anni di abbandono. Dopo questa descrizione di carattere storico, la tesi prende in esame la situazione attuale della coltura, l’area geografica che la delinea e le caratteristiche climatiche e pedologiche della stessa, completando il quadro con una breve descrizione delle tecniche agronomiche più in uso nella zona. La tesi passa poi a descrivere la principale varietà autoctona diffusa in coltura nell’area, la ‘Bianchera’ o ‘Bianchera d’Istria’ (‘Belica’, nella lingua slovena). La descrizione è stata fatta utilizzando i descrittori UPOV ufficiali ed altri descrittori messi a punto dal gruppo di lavoro italiano, in particolare dal Dipartimento di Ortofloroarboricoltura dell’Università di Firenze. I rilievi sono stati condotti in diverse aziende della zona. Cinque accessioni della varietà sono state caratterizzate geneticamente utilizzando 14 sequenze di DNA microsatellite, in particolare i marcatori UDO-008, UDO-009, UDO- 012, UDO-024, UDO-039, UDO-043, DCA3, DCA4, DCA9, DCA10, DCA16, DCA17, GAPU 59 e GAPU 101. L’amplificazione in PCR dei marcatori è stata fatta utilizzando primers fluorescinati e separando i frammenti amplificati mediante elettroforesi capillare al sequenziatore automatico. Tutte e cinque le accessioni hanno mostrato lo stesso profilo allelico a tutti i marcatori analizzati. Utilizzando una banca dati in costruzione c/o il Dipartimento di Scienze agrarie e Ambientali dell’Università di Udine, presso la quale sono raccolti i profili di una cinquantina di varietà di olivo italiane è stato possibile calcolare la probabilità di identità 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Natascia Riggi Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.