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Dal locale al globale: il futuro dell'autonomia altoatesina

L'autonomia altoatesina, ideata per tutelare la minoranza linguistica germanofona della provincia di Bolzano, al giorno d'oggi è ancora un'esigenza? Rispondere a questa domanda sarà l'obiettivo della seguente ricerca. Le basi dello status particolare della provincia, infatti, furono poste all'indomani della II guerra mondiale, ossia quasi settant'anni fa. All'epoca sembrò indispensabile offrire delle tutele ad una minoranza etnica già vessata durante il ventennio fascista, e che avrebbe ambito al ricongiungimento con la madrepatria austriaca. Oggi, però, molte cose sono cambiate. La costituzione repubblicana, nei suoi principi fondamentali, riconosce l'uguaglianza di ogni cittadino, a prescindere da religione, lingua ed etnia (articolo 3), e prevede una specifica tutela per le minoranze linguistiche (articolo 6). Inoltre l'Europa sembra finalmente essersi avviata verso l'unione economica e politica e, soprattutto, il modello classico dello stato-nazione ottocentesco appare in crisi, attaccato dalle rivendicazioni autonomistiche regionali e contestualmente sempre più depauperato nelle sue prerogative legislative da un ente supernazionale come l'Unione europea. Da ricordare anche come l'economia provinciale altoatesina sia perfettamente inserita nell'ambito dell'economia globale e ciò, soprattutto in questi anni di crisi, faccia apparire desueti certi privilegi fiscali localistici di cui le altre regioni italiane non godono: realtà che, soprattutto negli ultimi tempi, ha creato non pochi mal di pancia tra i cittadini e gli amministratori di altre regioni del nord.
È vero anche, d'altro canto, che le caratteristiche storiche e culturali dell'Alto Adige - Sud Tirolo ne fanno una provincia unica nel suo genere, ed è inevitabile che questa peculiarità sia appositamente tutelata. Inoltre i cosiddetti privilegi fiscali, ossia essenzialmente il diritto a riottenere la maggior parte delle tasse pagate allo stato centrale, sono stati storicamente sfruttati dai politici locali in modo positivo, tanto che la provincia di Bolzano è in testa a molte classifiche nazionali legate al calcolo di ricchezza, servizi sociali ecc. Nel valutare l'opportunità del persistere delle norme autonomiste dobbiamo chiederci, considerato il fatto che l'autonomia finanziaria è una conditio sine qua non per l'esistenza di qualsiasi autonomia locale, e dal momento che l'autonomia altoatesina nacque con lo scopo di tutelare l'esistenza e lo sviluppo della minoranza linguistica tedesca, se anche i privilegi fiscali della provincia sono ancora indispensabili alla tutela della minoranza tedesca. Come già accennato, questa riflessione non potrà però prescindere dal fatto che dagli anni '90, grazie agli accordi di Schengen e alla nascita dell'euro, nessun forte ostacolo (moneta, dogane...) divide più le regioni aldiquà e aldilà del Brennero.

Sarà impossibile tentare di rispondere al quesito iniziale se non avremo preliminarmente presentato, seppure per sommi capi, la storia della regione. E, soprattutto, in cosa consiste l'autonomia altoatesina nei suoi aspetti giuridici-legislativi, economico-fiscali e culturali. Cercheremo anche di capire se e quali contrasti animano tutt'ora la vita quotidiana delle diverse etnie, aldilà dell'apparentemente ben riuscito compromesso istituzionale.
A questo punto, potremo tentare di rispondere al quesito della ricerca, ossia se, considerando i suoi obiettivi iniziali, l'autonomia speciale di cui gode oggi la provincia sia ancora necessaria, e soprattutto capire come e perchè potrebbe eventualmente avvenire una trasformazione dell'autonomia stessa. Si è detto che, almeno dal punto di vista degli autonomisti, l'autonomia finanziaria è un elemento indispensabile perchè possano esistere anche gli altri aspetti dell'autonomia. In altri termini, l'autonomia, a maggior ragione in una provincia trilingue, comporta dei costi particolari, che l'amministrazione locale deve poter sostenere….

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Capitolo 1 Presentazione generale 1.1 Una precisazione terminologica: "Alto Adige" o "Sud Tirolo" ? "Alto Adige" e "Sud Tirolo", in teoria, sono due espressioni equivalenti, in quanto entrambe indicano la zona dell'attuale provincia di Bolzano: nelle pagine seguenti saranno usate indistintamente. In realtà, a onor del vero, le due diciture sono espressione di due storie diverse e contrapposte. Per la comunità tedesca, la zona di Bolzano rappresenta la parte meridionale della regione tirolese, con la quale, nonostante la divisione rappresentata dalla frontiera alpina, costituirebbe un unicum storico e linguistico, e quindi la definiscono "Sud Tirolo"; gli italiani, la maggior parte dei quali sono i discendenti degli operai emigrati ai tempi dell'industrializzazione promossa dal regime fascista, per indicare lo stesso territorio usano invece l'espressione coniata dai francesi nel 1810, in occasione della creazione del dipartimento dell'"Alto Adige", legato al napoleonico "Regno d'Italia". Tale termine è stato poi ripreso, dopo la conquista manu militari ottenuta con la I guerra mondiale, dal geografo Ettore Tolomei. È per accontentare entrambe le sensibilità, quindi, che a livello istituzionale oggi sono usate tutte e due le espressioni: la regione amministrativa ad esempio è detta "Trentino Alto Adige-Süd Tirol". Queste iniziali considerazioni terminologiche ci fanno già capire le peculiarità di questa provincia, in cui convivono almeno tre popoli distinti (più del 4% della popolazione provinciale infatti è di etnia ladina, anche se non esistendo un ladino standard, a livello giuridico, le uniche lingue ufficiali sono italiano e tedesco). Queste popolazioni di cultura diversa, negli ultimi decenni, hanno dato prova di poter convivere più o meno armoniosamente (aldilà di incomprensioni e contrasti che, seppur da non sottovalutare, non sembrano poter mettere in discussione l'equilibrio raggiunto negli ultimi vent'anni), valorizzando le rispettive diversità fino a diventare un esempio positivo per tutte le regioni del mondo in cui convivono etnie diverse. Conoscere il funzionamento della loro autonomia, comprese le norme di tutela delle minoranze, quindi, sarà di certo utile, a prescindere dalle considerazioni sui privilegi economici garantiti dall'autonomia stessa, che rimane il punto centrale della ricerca. 7

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simone Ziviani Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 254 click dal 18/04/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.